Venticinque senatori della Lega su 29 chiedono la sostituzione di Massimiliano Romeo, attuale capogruppo a Palazzo Madama e segretario della Lega Lombarda. Il parlamentare monzese è al centro di uno scontro interno che potrebbe arrivare a un passaggio decisivo venerdì 6 novembre, quando il Consiglio federale del partito si riunirà nella sede milanese di via Bellerio.

La raccolta firme è partita mercoledì 4 novembre, a pochi giorni dal congresso straordinario che ha riconfermato Matteo Salvini alla guida del Carroccio. Romeo aveva sostenuto la candidatura alternativa di Massimo Garavaglia, espressione dell'area che chiede maggiore attenzione ai territori del Nord e un rinnovamento della gestione del partito.

Lega, 25 senatori chiedono la sfiducia a Romeo

La posizione del capogruppo appare particolarmente delicata. Secondo le ricostruzioni pubblicate da Il Giorno e La Stampa, la richiesta di sostituzione ha raccolto 25 sottoscrizioni su 29 componenti del gruppo leghista al Senato.

Romeo non intende però dimettersi spontaneamente. Per procedere alla sua sostituzione sarà necessaria una decisione formale dell'assemblea dei senatori. Il Consiglio federale di venerdì potrebbe rappresentare un passaggio politico importante, ma non equivale automaticamente alla sfiducia parlamentare.

Tra i nomi circolati per l'eventuale successione figurano Marco Dreosto, Andrea Paganella e Claudio Borghi. Al momento non è stata ufficializzata alcuna nomina.

Fontana difende Romeo e contesta la scelta

Il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana
Il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana

A intervenire pubblicamente è stato anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, vicino alle posizioni espresse da Romeo durante il confronto congressuale.

"Evidentemente le promesse sono state disattese", ha dichiarato il governatore il 4 novembre, riferendosi agli impegni a evitare rappresaglie interne dopo il congresso.

Critiche sono arrivate anche da Massimo Garavaglia, che ha ottenuto il 24% dei voti nella sfida con Salvini. Il senatore ha espresso rammarico per la raccolta firme, interpretandola come un segnale di divisione anziché di ricomposizione delle diverse sensibilità del partito.

Chi è Massimiliano Romeo, il senatore di Monza al centro dello scontro

La vicenda riguarda direttamente anche la politica brianzola. Massimiliano Romeo, nato a Monza nel 1971, ha iniziato la propria carriera istituzionale proprio nella città, dove è stato consigliere comunale e assessore prima dell'elezione in Regione Lombardia e dell'approdo in Senato.

Nel dicembre 2024 è stato eletto segretario della Lega Lombarda, assumendo la guida regionale del partito.

Il suo ruolo resta significativo anche negli equilibri politici locali. In vista delle elezioni comunali di Monza del 2027, Romeo aveva indicato Federico Arena, già assessore alla Sicurezza nella giunta Allevi, come candidato proposto dalla Lega per la guida della città. Una scelta che dovrà comunque essere condivisa con gli altri partiti del centrodestra.

La possibile sostituzione alla guida dei senatori non comporterebbe automaticamente la perdita della segreteria lombarda né modifiche alla candidatura indicata a Monza. Si tratta di incarichi e decisioni distinti, anche se lo scontro nazionale coinvolge uno dei principali riferimenti politici del Carroccio in Brianza.

Venerdì il Consiglio federale: cosa può succedere

La riunione del 6 novembre affronterà anche la composizione della nuova segreteria politica annunciata da Salvini e il progetto di modifica del simbolo del partito, con l'introduzione della denominazione "Lega Italia Federale".

Sul tavolo restano inoltre le prossime assemblee congressuali provinciali, nelle quali tornerà il confronto tra le diverse componenti interne.

Per Romeo la questione immediata rimane la guida del gruppo al Senato. La raccolta firme indica una maggioranza favorevole alla sua sostituzione, ma il passaggio formale non è ancora avvenuto. È su questa decisione che si concentreranno le prossime ore di confronto nella Lega.