I piloti Ferrari a Milano
I piloti Ferrari a Milano

Il FIA WEC è già entrato nell’atmosfera di Monza, ancora prima che i motori delle Hypercar si accendano nel Tempio della Velocità.

La giornata di mercoledì ha infatti regalato un insolito fuori programma a tre protagonisti del Mondiale Endurance. Da una parte Antonio Fuoco e Antonio Giovinazzi, piloti ufficiali Ferrari, accolti da centinaia di appassionati alla Stazione Centrale di Milano. Dall'altra Ferdinand Habsburg, pilota dell'Alpine Endurance Team, protagonista di una visita dal particolare valore storico alla Villa Reale di Monza.

Due appuntamenti molto differenti, ma accomunati dall'attesa crescente per la 6 Ore di Monza, ultimo round del FIA World Endurance Championship 2026, in programma dal 6 all’8 novembre.

Bagno di folla per Fuoco e Giovinazzi a Milano Centrale

Alla Stazione Centrale di Milano il richiamo della Ferrari 499P si è fatto sentire.

Da quattro giorni la Hypercar #51 di AF Corse è esposta nella Galleria delle Carrozze per promuovere il gran finale del WEC e mercoledì mattina sono arrivati anche Antonio Giovinazzi e Antonio Fuoco, rispettivamente protagonisti degli equipaggi Ferrari #51 e #50.

Il pubblico in Stazione Centrale a Milano
Il pubblico in Stazione Centrale a Milano

Ad attenderli centinaia di tifosi, molti vestiti di rosso, che hanno formato una lunga coda per ottenere una fotografia, un autografo o semplicemente poter incontrare da vicino due dei piloti italiani più importanti dell’endurance mondiale.

Un entusiasmo che anticipa quello atteso nel fine settimana all'Autodromo Nazionale Monza.

Giovinazzi: “A Monza vogliamo vincere”

Per Antonio Giovinazzi correre davanti al pubblico italiano rappresenta inevitabilmente qualcosa di particolare.

Il pilota Ferrari non nasconde l'obiettivo per la gara conclusiva della stagione: provare a vincere.

Giovinazzi ha sottolineato come il sostegno dei tifosi rappresenti una motivazione aggiuntiva per tutto l'equipaggio e come Ferrari abbia preparato con particolare attenzione l'appuntamento monzese nelle settimane successive alla precedente prova mondiale.

Anche le caratteristiche del circuito potrebbero adattarsi alla Ferrari 499P.

Monza è una pista estremamente veloce e, secondo Giovinazzi, presenta alcuni elementi che possono ricordare Le Mans, terreno sul quale la Hypercar di Maranello ha dimostrato negli ultimi anni tutto il proprio potenziale.

Un'incognita sarà invece rappresentata dalle condizioni climatiche.

Il WEC torna infatti a Monza in novembre, situazione molto diversa rispetto alla precedente gara disputata nel luglio 2023 e anche rispetto ai test effettuati da Ferrari sul circuito brianzolo durante la scorsa estate.

Fuoco: “Correre a Monza è sempre un orgoglio”

Lo stesso entusiasmo è stato espresso da Antonio Fuoco.

Per il pilota calabrese correre a Monza significa poter contare su una spinta particolare da parte del pubblico italiano.

Fuoco ricorda bene il grande affetto ricevuto dai tifosi nel 2023 e ammette un pizzico di rammarico per arrivare all'ultima gara senza poter più lottare per il titolo mondiale.

Gli obiettivi restano comunque importanti.

Ferrari può ancora puntare al secondo posto nel Mondiale Costruttori, mentre sul fronte Piloti rimangono possibilità di migliorare ulteriormente la posizione finale in classifica.

Ma l'obiettivo principale è molto più semplice: cercare di chiudere la stagione con una vittoria davanti al pubblico italiano.

Una presenza che sarà particolarmente significativa considerando che saranno 11 i piloti italiani al via della 6 Ore.

Ferdinand Habsburg torna alle origini alla Villa Reale

Mentre Fuoco e Giovinazzi incontravano il pubblico milanese, nel primo pomeriggio un altro pilota del FIA WEC viveva un'esperienza completamente diversa.

Ferdinand Habsburg, pilota della Alpine A424 #35, ha infatti visitato per la prima volta la Villa Reale di Monza.

Ferdinand Habsburg e il direttore della Reggia, Bartolomeo Corsini
Ferdinand Habsburg e il direttore della Reggia, Bartolomeo Corsini

Una visita che nel suo caso assume un significato decisamente particolare.

Habsburg è infatti discendente della famiglia degli Asburgo e pronipote di Carlo I, ultimo imperatore d'Austria. L'invito è arrivato direttamente dal direttore generale della Reggia, Bartolomeo Corsini, che lo ha accompagnato alla scoperta della Villa.

Per un pilota abituato da anni a frequentare Monza per le competizioni automobilistiche è stata l'occasione per scoprire un'altra parte della città.

Dalla pista alla storia degli Asburgo

Ferdinand conosceva già la Villa Reale e il suo legame con la propria famiglia, ma non l'aveva mai visitata.

Il riferimento storico porta inevitabilmente a Maria Teresa d'Austria, una delle figure più importanti della dinastia asburgica.

Fu infatti suo figlio Ferdinando d'Asburgo-Este a commissionare nel Settecento la costruzione della Villa di Monza.

Per Habsburg il confronto naturale è quello con Schönbrunn, la grande residenza imperiale di Vienna che il pilota conosce molto bene.

La curiosità era quindi quella di scoprire cosa fosse rimasto dell'impronta asburgica nella Reggia monzese e quali trasformazioni fossero state introdotte nei periodi successivi, dal passaggio napoleonico fino ai Savoia.

Una giornata che ha consentito al pilota Alpine di mettere insieme due passioni che normalmente viaggiano su binari differenti: la storia della propria famiglia e le corse automobilistiche.

Habsburg: “Monza è uno dei miei circuiti preferiti”

Dopo la visita alla Reggia, inevitabile anche uno sguardo al weekend di gara.

Habsburg non nasconde il proprio entusiasmo per il ritorno del WEC nel Tempio della Velocità.

L'ultima volta che aveva corso qui era nel 2023 e il pilota austriaco considera Monza uno dei propri circuiti preferiti al mondo.

Anche per lui le temperature più basse e la possibilità di pioggia rappresenteranno una variabile rispetto alle precedenti esperienze brianzole.

Ma soprattutto c'è la soddisfazione di tornare a competere su una pista che occupa un posto particolare nella sua carriera.

Il WEC coinvolge anche il territorio

La giornata di mercoledì rappresenta bene anche la volontà del FIA WEC di portare il Mondiale oltre i confini dell'Autodromo.

La Ferrari 499P e l'incontro con Fuoco e Giovinazzi hanno portato il motorsport internazionale nel cuore di Milano, intercettando migliaia di persone in uno dei luoghi più frequentati della città.

La visita di Ferdinand Habsburg ha invece collegato il Mondiale Endurance alla storia e al patrimonio culturale di Monza.

Un rapporto con il territorio destinato a proseguire anche giovedì 5 novembre, quando nella zona del Bosco delle Noci, nei pressi di Viale Mirabello e della Variante Ascari, è prevista la piantumazione di una trentina di alberi nell'ambito del progetto di riforestazione avviato dopo la tempesta del luglio 2023.

All'iniziativa parteciperanno anche piloti e rappresentanti del FIA WEC e dell'Autodromo.

Ora la parola passa alla pista

Terminati gli appuntamenti fuori dal circuito, da venerdì l'attenzione si sposterà definitivamente sull'Autodromo Nazionale Monza.

La 6 Ore rappresenterà l'ultimo appuntamento del FIA World Endurance Championship 2026 e assegnerà gli ultimi titoli mondiali ancora in palio nelle categorie Hypercar e LMGT3.

Per Ferrari sarà una gara di casa, con Fuoco, Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi tra i grandi protagonisti italiani attesi nel Tempio della Velocità.

Domenica alle 11 scatterà la 6 Ore.

Prima, però, il WEC ha già cominciato a farsi vedere e sentire sul territorio.

Con una Ferrari 499P circondata dai tifosi nel cuore di Milano e un Habsburg che, alla vigilia di una gara mondiale, ha scelto di entrare per la prima volta nella Reggia costruita dai suoi antenati.

Due immagini molto diverse.

Ma entrambe raccontano come il ritorno del Mondiale Endurance a Monza sia già iniziato.