Emma Bonino
Emma Bonino a Belve

Emma Bonino, storica leader radicale ed ex ministra degli Esteri, è morta. Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, è stata per oltre mezzo secolo una delle figure più riconoscibili, combattive e internazionali della politica italiana.

La storica leader radicale si è spenta dopo giorni di ricovero all’ospedale Santo Spirito di Roma e dopo il trasferimento, avvenuto ieri, in una struttura privata. “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai - scrive in una nota +Europa, di cui Bonino è stata presidente -. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”.

Emma Bonino, dagli studi alla militanza radicale

Dopo la laurea in Lingue e letterature straniere all’Università Bocconi di Milano, conseguita nel 1972, Emma Bonino si avvicinò al Partito Radicale e alla stagione delle grandi battaglie civili. Entrò nel partito nel 1975 e l’anno successivo, a soli 28 anni, venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati.

Il suo percorso politico si intrecciò a lungo con quello di Marco Pannella, ma Bonino costruì presto una propria identità pubblica, riconoscibile anche fuori dai confini italiani. Alla militanza affiancò un metodo politico fondato sulla nonviolenza, sui referendum, sugli scioperi della fame e su forme di disobbedienza civile assunte apertamente e portate davanti all’opinione pubblica.

Le battaglie per i diritti civili

Dall’aborto al divorzio, dalla laicità dello Stato alle libertà individuali, Emma Bonino è stata protagonista di numerose campagne che hanno attraversato la storia repubblicana. Il suo nome è rimasto legato alla difesa dell’autodeterminazione, dello Stato di diritto e dei diritti delle persone, anche quando le sue posizioni risultavano minoritarie o controcorrente.

La sua azione si estese presto ai grandi temi internazionali. Fu tra le promotrici della campagna per l’abolizione della pena di morte e partecipò alla nascita di Nessuno tocchi Caino e di Non c’è Pace Senza Giustizia. Si impegnò contro le mutilazioni genitali femminili, per i diritti delle donne, per la tutela dei rifugiati e per la costruzione di una giustizia penale internazionale capace di perseguire crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Il lungo percorso nelle istituzioni italiane ed europee

Nel corso della sua carriera Emma Bonino ha ricoperto incarichi nel Parlamento italiano e in quello europeo, portando nelle istituzioni le campagne radicali e una forte vocazione sovranazionale.

Dal 1995 al 1999 fu commissaria europea, con responsabilità che comprendevano gli Aiuti umanitari, la Pesca, la Politica dei consumatori e la tutela della salute dei consumatori. Tra il 2006 e il 2008 ricoprì gli incarichi di ministra per il Commercio internazionale e per le Politiche europee nel secondo governo Prodi.

Dal 2008 al 2013 fu vicepresidente del Senato. Nell’aprile 2013 venne nominata ministra degli Affari esteri nel governo guidato da Enrico Letta, incarico mantenuto fino al febbraio 2014. Tornò poi a Palazzo Madama come senatrice nella legislatura iniziata nel 2018.

L’Europa come progetto politico

L’europeismo non è mai stato per Emma Bonino un semplice riferimento ideale, ma il centro di un progetto politico. Per decenni ha sostenuto la necessità di un’Unione più integrata, democratica e capace di agire con una voce comune sui grandi dossier internazionali.

Questa convinzione ha accompagnato anche la nascita di +Europa e le successive campagne per gli Stati Uniti d’Europa. Bonino ha continuato a difendere l’idea che molti problemi contemporanei, dalla sicurezza all’immigrazione, dall’economia alla difesa dei diritti, non potessero trovare risposte efficaci entro i soli confini nazionali.

La malattia raccontata senza nascondersi

Nel gennaio 2015 Emma Bonino annunciò pubblicamente di avere un tumore al polmone. Scelse di raccontare la malattia senza reticenze, continuando per quanto possibile l’attività politica e rifiutando di essere identificata soltanto con la propria condizione.

Nel maggio dello stesso anno comunicò l’esito positivo delle cure e nel 2023 dichiarò di essere guarita. Anche in quella esperienza mantenne il tono diretto che aveva caratterizzato tutta la sua vita pubblica, trasformando una vicenda personale in un messaggio di consapevolezza e libertà.

L’eredità politica di Emma Bonino

Poche personalità italiane hanno attraversato con la stessa continuità la politica nazionale, europea e internazionale. Sostenuta con passione e contestata con altrettanta forza, Emma Bonino ha mantenuto una coerenza riconosciuta anche da molti avversari.

La sua eredità si misura nelle campagne che hanno cambiato il dibattito pubblico, nelle istituzioni alle quali ha partecipato e nella capacità di portare temi considerati marginali al centro dell’agenda politica. Diritti civili, Europa, giustizia internazionale e responsabilità individuale sono le parole che più di tutte accompagnano la sua storia.

Il suo nome resta legato a un’idea esigente della politica: prendere posizione, assumersene le conseguenze e continuare a battersi anche quando la vittoria appare lontana.

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