Serie A prosciugata dalla sosta di settembre 2026: sono oltre 180 i calciatori tesserati nel massimo campionato italiano chiamati a rispondere alle convocazioni delle rispettive selezioni nazionali per la finestra UEFA e FIFA. Un vero e proprio esodo che lascia i campi di allenamento di tutta Italia semivuoti proprio all'inizio della stagione calcistica. 

Tra i principali club del campionato, la truppa dei partenti incide in maniera consistente sulla preparazione tattica: Inter, Atalanta, Juventus e Napoli vedono partire la grande maggioranza delle proprie rose titolari, ma la chiamata in azzurro e nelle rappresentative estere tocca anche società di fascia media e club briantei.

La pattuglia degli Azzurri e il richiamo per il Monza

A spingere verso l'alto il conto complessivo dei giocatori italiani rimasti nel massimo campionato è il gruppo scelto dal commissario tecnico Roberto Mancini, che per le prime quattro sfide del girone di UEFA Nations League 2026/27 ha diramato una lista allargata da 34 convocati. Tra questi, la stragrande maggioranza milita in Serie A. 

La novità che riguarda da vicino il territorio e i colori biancorossi è la prima storica convocazione in Nazionale maggiore del giovane difensore del Monza, Eddy Kouadio, classe 2006, inserito nell'elenco ufficiale dei convocati al raduno di Coverciano. La presenza di Kouadio rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro del settore giovanile e della prima squadra monzese.

Il peso delle selezioni estere: un esodo globale che svuota i pinetini

Accanto alla folta delegazione italiana, sono oltre 140 i calciatori stranieri di Serie A impegnati tra Qualificazioni Mondiali, Nations League e amichevoli internazionali nei vari continenti. L'impatto sul campionato di Serie A si misurerà soprattutto al rientro nei club. Le società dovranno valutare le condizioni atletiche e i tempi di recupero dai lunghi viaggi intercontinentali in vista della ripresa del campionato, programmata subito dopo la conclusione del ciclo di impegni internazionali. 

Per gli allenatori della massima serie, le due settimane di sosta rappresentano una sfida complessa sul piano della gestione. Con la maggior parte dei titolari impegnati con le rispettive selezioni, le sedute d'allenamento al centro sportivo di Monzello e nei vari campi d'Italia si trasformano in sessioni di lavoro a ranghi ridotti, concentrate sul recupero degli infortunati e sull'inserimento dei giovani. 

Il vero nodo critico sarà rappresentato dai rientri scaglionati nei giorni immediatamente precedenti alla ripresa del campionato. La gestione delle energie, dei fusi orari per i nazionali sudamericani e africani e il rischio di infortuni durante le gare internazionali saranno variabili decisive per la formazione delle rose che scenderanno in campo nel prossimo turno di Serie A.

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