Il Tar ha dato ragione al Comune di Monza sull’ordinanza che impone lo spegnimento delle slot machine per sei ore al giorno, suddivise in tre fasce non consecutive. Una decisione che il sindaco Paolo Pilotto rivendica come conferma della linea adottata dall’amministrazione per contrastare il gioco d’azzardo patologico.

L’ordinanza, presentata lo scorso settembre, prevede lo stop degli apparecchi dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21.

L’obiettivo dichiarato dal Comune è ridurre l’accessibilità alle slot nei momenti della giornata considerati più delicati e interrompere, per quanto possibile, le abitudini compulsive legate al gioco.

Secondo quanto riportato, i giudici amministrativi hanno definito il provvedimento comunale “adeguato e proporzionato”.

Slot spente per sei ore: cosa prevede l’ordinanza di Monza

La misura non vieta quindi l’utilizzo delle slot machine durante l’intera giornata.

Il Comune ha individuato tre fasce orarie da due ore ciascuna, per un totale di sei ore quotidiane nelle quali gli apparecchi devono restare spenti.

Le fasce interessate sono:

dalle 7.30 alle 9.30

dalle 12 alle 14

dalle 19 alle 21

La scelta è stata motivata con la necessità di introdurre interruzioni durante la giornata e limitare la disponibilità continua degli apparecchi nei periodi nei quali, secondo l’amministrazione, si registra un utilizzo significativo da parte delle persone con problemi di dipendenza.

L’ordinanza era stata costruita attorno a un principio di prevenzione e tutela della salute pubblica, con particolare attenzione alle persone considerate maggiormente vulnerabili.

Ora la decisione del tribunale amministrativo rafforza la posizione del Comune, che aveva difeso la necessità della limitazione proprio sulla base dei dati sanitari disponibili.

A Monza crescono le persone seguite per gioco d’azzardo patologico

Alla base del provvedimento ci sono anche i numeri forniti dal Servizio Dipendenze, SerD, dell’Asst di Monza.

Nel 2024, secondo i dati riportati, in provincia di Monza e Brianza sono state seguite 230 persone per problematiche legate al gioco d’azzardo patologico.

Di queste, 44 erano residenti nel capoluogo.

Il confronto con gli anni precedenti mostra una crescita significativa proprio a Monza.

Nel 2020 i pazienti residenti nel capoluogo seguiti dal servizio erano stati 29. Il numero era salito a 33 nel 2021, sceso a 26 nel 2022 e poi tornato a 28 nel 2023.

Nel 2024 si è quindi arrivati a quota 44.

È questo uno degli elementi utilizzati dall’amministrazione per motivare una misura che non viene presentata come intervento contro il gioco in sé, ma come strumento per limitare l’esposizione delle persone più fragili.

Pilotto: “La salute pubblica è una priorità anche etica”

pilotto
Paolo Pilotto

Dopo le sentenze del Tar, il sindaco Paolo Pilotto è tornato sulla questione insieme all’assessore alla Sicurezza e alla Legalità Ambrogio Moccia.

“Le istituzioni hanno il dovere di mettere in atto misure efficaci, da perseguire con azioni concrete e coordinate”, hanno dichiarato.

Per sindaco e assessore, le decisioni dei giudici confermerebbero che “la salute pubblica è una priorità anche etica”, soprattutto quando si tratta di prevenire l’aggravarsi delle fragilità sociali.

È questa la lettura politica e amministrativa che Palazzo di Città dà alla decisione del Tar.

Il provvedimento aveva infatti suscitato un contenzioso proprio sulla possibilità del Comune di limitare gli orari di funzionamento delle slot.

Secondo quanto riportato, i giudici hanno però ritenuto la misura adeguata rispetto all’obiettivo perseguito.

Cosa cambia adesso per le slot machine a Monza

La conseguenza pratica è che le fasce di spegnimento restano valide.

Gli apparecchi interessati dall’ordinanza devono quindi essere disattivati nelle tre finestre previste durante la giornata, per complessive sei ore.

Il Comune considera questa limitazione uno degli strumenti utilizzabili per affrontare un problema che viene letto prima di tutto in chiave sanitaria e sociale.

I numeri del SerD mostrano del resto che il gioco d’azzardo patologico non è un fenomeno astratto: riguarda anche decine di residenti nel capoluogo e centinaia di persone nel territorio provinciale.

La sentenza del Tar non chiude naturalmente il problema della ludopatia a Monza, ma consolida almeno uno degli strumenti scelti dall’amministrazione per provare a contenerne gli effetti.

Su MonzaNews le notizie su Monza e sulla Brianza 24 ore su 24.