Malpensa, la battaglia sul nome di Berlusconi si chiude così: la decisione che spiazza i Comuni
Il TAR Lombardia mette un punto: cosa pesa davvero nella scelta dello Stato
Il nome di un’infrastruttura non è mai solo una questione formale. Dietro una scelta apparentemente simbolica si intrecciano competenze istituzionali, equilibri tra enti e interpretazioni giuridiche tutt’altro che banali. Quando poi si tratta di uno degli scali più importanti del Paese, il dibattito si amplifica inevitabilmente.
Negli ultimi mesi, la questione ha acceso un confronto tra amministrazioni locali e organi statali, portando il tema ben oltre la semplice intitolazione. Tra ricorsi, iter amministrativi e pronunciamenti attesi, il caso ha assunto una rilevanza nazionale.
Il nodo centrale riguarda i confini delle competenze e la legittimità delle decisioni prese a livello statale rispetto alle contestazioni degli enti territoriali coinvolti.
Una vicenda che ha trovato ora un primo punto fermo sul piano giudiziario.

Malpensa e Berlusconi: il TAR Lombardia conferma l’intitolazione
Come riportato dal Corriere della Sera, il TAR Lombardia ha respinto i ricorsi contro l’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, stabilendo che i Comuni coinvolti non hanno titolo giuridico per opporsi.
La decisione chiarisce che gli aeroporti rientrano nel demanio statale e rispondono a interessi di carattere nazionale e internazionale. Di conseguenza, la scelta del nome spetta agli organi centrali dello Stato, in questo caso l’ENAC con il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
I giudici hanno inoltre sottolineato che l’intitolazione ha un valore onorifico e non produce effetti lesivi immediati sui territori, rendendo così in larga parte inammissibili le contestazioni presentate da Milano e dai Comuni limitrofi.
Ricorsi dei Comuni e assenza di “vicinitas”: le motivazioni
Uno dei passaggi chiave della sentenza riguarda il concetto di vicinitas, cioè il legame territoriale necessario per poter contestare un atto amministrativo. Il TAR Lombardia ha evidenziato che l’aeroporto di Malpensa si trova in provincia di Varese, escludendo quindi un interesse diretto del Comune di Milano.
Per questo motivo, il ricorso del capoluogo lombardo è stato dichiarato inammissibile, così come altre contestazioni ritenute prive di un interesse concreto e qualificato.
La sentenza precisa anche che le norme sulla toponomastica — come i limiti temporali per intitolazioni a persone decedute da meno di dieci anni — non si applicano agli scali aeroportuali, rafforzando ulteriormente la legittimità della procedura adottata.
ENAC e Ministero: competenza statale sulle intitolazioni
Il pronunciamento consolida un principio chiave: la competenza sulla denominazione degli aeroporti è dello Stato. In questo quadro, l’ENAC e il Ministero hanno agito nell’ambito delle loro prerogative.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’ente, Pierluigi Di Palma, che al Corriere della Sera ha dichiarato:
Grande soddisfazione per la pronuncia del Tar che dichiarando inammissibile e infondate le censure del Comune di Milano e degli altri comuni limitrofi a Malpensa, conferma l’intitolazione dello scalo lombardo a Silvio Berlusconi così come deliberato da Enac con delibera strategica approvata dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
La decisione chiude, almeno in primo grado, il contenzioso sull’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi, sancendo la piena legittimità dell’iter seguito.
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