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"Per vincere serve grande personalità, altrimenti gli avversari ti mangiano". Le parole di Andrea Pirlo sintetizzano alla perfezione il valore del successo e le modalità per raggiungerlo. 

Vincere dimostrando forza, carattere, valori e passione, con abnegazione e fatica. Perché, come ricordava “O Rei do Futebol” Pelè: “Il successo non è casuale. È duro lavoro, perseveranza, apprendimento, studio, sacrificio e, soprattutto, amore per ciò che stai facendo”.

Un obiettivo complesso ma ancor più gratificante all'atto della sua conquista. Non esiste successo senza sudore e - sempre Pelè -Più difficile è la vittoria, maggiore è la felicità nel vincere”.

Una panoramica dello Stirpe dal settore ospiti

Befana bagnata, Befana fortuna

Nel giorno dell'Epifania il Monza chiude al meglio le feste e il girone d'andata con una vittoria pesante e importantissima. Sotto la pioggia dello Stirpe, i ciociari masticano “Carboni” amari, che, al contrario, diventano dolci e gustosi per i biancorossi. Il riferimento, ovviamente, è al giovane Valentin, gioiello argentino classe 2005 che in Ciociaria mette in mostra la sua personalità con una prova mercuriale e virtuosa.

Faccia pulita, da bravo ragazzo, esattamente come quel Paulo Dybala che fece innamorare Palermo al suo approdo in Italia nel 2012. In campo, invece, una spina nel fianco per gli avversari: testa alta, eleganza e un tocco accarezzato dal divino. Palladino lo conosce bene e sa che le sue qualità possono rappresentare un plus fattore per indirizzare le partite. Qualità che, se aggiunte a quelle del miglior marcatore del Monza, Andrea Colpani, possono risultare determinanti in attacco.

frosinone monza
I giocatori di Frosinone e Monza allineati per l'inno della Serie A

Assetto e mentalità

Squalificato dopo l'espulsione di Napoli e quindi in tribuna, Palladino consegna la panchina al suo secondo Citterio, coadiuvato da Peluso, pur mantenendo fitta la linea di comunicazione col suo staff. 
Le scelte iniziali del trainer di Mugnano di Napoli risultano azzeccate, con il consueto scacchiere, il 3-4-2-1 mobile, votato al bilanciamento e alla verticalità. Gagliardini viene confermato centrale difensivo, Ciurria e Pedro Pereira agiscono sulle corsie a piede invertito, Bondo prende posto in mediana accanto a Pessina e in avanti il tandem mancino, Colpani e Valentin Carboni, supporta Dany Mota.

Di Francesco risponde con un 3-4-3 esagonale, studiato per congelare l'assetto speculare dei brianzoli e pareggiare numericamente le conteste a uomo. Il Monza prende subito in mano la gara, centrando l'approccio e imprimendo un segno temerario al suo gioco. Compattezza e aggressività definiscono l'atteggiamento dei biancorossi, che utilizzano la catena di sinistra per svuotare il campo e pungere i giallazzurri.

I capitani Monterisi e Pessina si scambiano i gagliardetti - Foto: DAZN

L'importanza dei trigger nel pressing

Con la tendenza sempre più capillare nel calcio moderno di costruire dal basso diventa fondamentale organizzare il pressing in base alle caratteristiche del proprio sistema (e dei relativi giocatori) e al tipo di avversario. Affinché tale meccanismo venga esercitato correttamente è necessario che la squadra sappia quando deve adottare certi atteggiamenti, quei segnali o inneschi - i cosiddetti trigger - utili a togliere tempo e spazio ai rivali. Pressing collettivo e pressione individuale per sfruttare un'esitazione del portatore di palla o del ricevitore, leggendo un possibile errore di passaggio o un controllo sbagliato. 
Al 6' il Monza costruisce la prima occasione del match seguendo proprio questo schema di recupero palla, con Caldirola che capta il lungolinea di Monterisi e si “attiva” bruciando sul tempo Soulè. Nella transizione immediata il 5 biancorosso verticalizza sull'asse Pessina-Mota, col portoghese che apre la manovra per Colpani e offre al compagno la possibilità di andare al tiro. Dal limite dell'area il Flaco si aggiusta la sfera e calcia di poco fuori alla sinistra di Turati.

L'anticipo di Caldirola genera la prima occasione da gol per il Monza - Foto: DAZN

Intesa mancina, vantaggio biancorosso

Al 17' i brianzoli sbloccano la partita. L'azione nasce da una respinta dei ciociari su corner di Colpani. A fiondarsi sulla seconda palla è Bondo, la mossa a sorpresa di Palladino: il francese appoggia lateralmente per il Flaco, che vede Valentin Carboni sulla lunetta dell'area e lo serve con precisione. Coi difensori del Frosinone a marcare a uomo gli avversari, l'argentino è scaltro ad eludere l'intervento di Reinier e a fornire un assist pizzicato per Mota, che insacca la sfera a pochi passi dal portiere giallazzurro. 
Il dialogo tutto mancino fra i due rifinitori funziona a meraviglia e il portoghese ne approfitta per mandare avanti il Monza.  

Il cross di Colpani per Carboni che serve l'assist per il gol di Mota - Foto: DAZN 

Recupero palla e attacco immediato

Il Monza è padrone del campo, i reparti lavorano in simultanea, la circolazione è sicura e l'impostazione dal basso viene gestita con criterio, variando le giocate lateralmente con passaggi corti e verticalmente con lanci lunghi sugli attaccanti, pronti ad avanzare la pressione sui difensori.

Pochi minuti dopo l'infortunio di Di Gregorio, sostituito al 41' da Sorrentino, il sistema di trigger nel pressing è ancora una volta efficace e, applicato ad una fase di non possesso “mista” e audace, induce Soulè all'errore tecnico nel cerchio di centrocampo. I due braccetti D'Ambrosio e Caldirola escono dalla loro linea per tenere alta la marcatura a uomo, con i due esterni Ciurria e Pereira a scalare indietro per preservare il segmento difensivo a 3. 

Al 44' Valenti Carboni recupera palla e Mota guida la transizione verso la porta. Il 47 biancorosso vede con la coda dell'occhio l'inserimento dell'argentino e gli restituisce il "favore" confezionando un assist sulla corsa. Carboni, in leggero svantaggio rispetto Barrenechea, esibisce le sue credenziali: allunga la falcata, prende posizione col corpo e con un tocco orientato lavora il pallone, lo accarezza nuovamente e, infine, lo deposita in rete. Un contropiede letale, finalizzato perfettamente dai due attaccanti del Monza, che vale il doppio vantaggio al termine del primo tempo. Un primo tempo di alto livello della squadra di Palladino, che ricorre a un gioco di posizione e fluidità, abbracciando le correnti moderne e uniformandosi a quel calcio di movimento che, lo scorso anno, consentì a Spalletti di vincere lo scudetto a Napoli.

Tutto in un minuto

Se nei primi 45' il canovaccio tattico pendeva verso la catena sinistra del Monza - Caldirola, Pereira, Valentin Carboni e il decentramento di Mota - nella ripresa tutto vira dalla parte del Frosinone, con gli ingressi di Caso e dell'ex Mazzitelli.
Di Francesco ridisegna la sua formazione in un 4-2-3-1 ultra offensivo e la partita prende un'altra piega. 
I ciociari caricano a testa bassa, senza sosta e con intensità, costringendo i brianzoli ad arroccarsi dietro la linea del pallone a protezione della propria metà campo. 
Gli attacchi in massa del Frosinone generano di conseguenza delle voragini centrali, con uno scollamento ampio tra centrocampo e difesa. 

Il Monza si difende con ordine e non rinuncia a ripartire, con tagli fra le linee o lanci in profondità. Al 55' D'Ambrosio sventaglia lungo per Colpani, di testa respinge Lusuardi e il pallone entra nella disponibilità di Valentin Carboni. Il tridente biancorosso si arma in blocco e si materializza una situazione di 3 contro 3. 
Il 21 argentino trova uno spazio fra i due difensori e traccia un filtrante accurato per Mota, ma la sfera viene intercettata da Soulè in scivolata e rimbalza maldestramente in rete. 
Quando il match sembra ormai concluso sullo 0-3 per i brianzoli, ci pensa Harroui a riaccendere le speranze del Frosinone. A distanza di 60 secondi il centrocampista marocchino buca sul primo palo un Sorrentino non irresistibile e riapre la gara a 35 minuti dal termine.

Il 3 contro 3 del Monza nell'azione dello 0-3 - Foto: DAZN

Finale col brivido

Al 60' Akpa Akpro e Pablo Marí rilevano Colpani e Gagliardini per consolidare la fase difensiva e schermare gli avversari. Ma il Frosinone non molla e al 74' accorcia le distanze. È il solito Mazzitelli a vincere il duello con Pessina e verticalizzare per gli attaccanti: il pallone sfugge a Kaio Jorge e arriva a Caso, che viene atterrato in area da D'Ambrosio. Giallo per il difensore biancorosso e rigore per i ciociari. Dal dischetto, con freddezza, trasforma Soulé.  

L'inerzia della gara volge a favore del Frosinone, che cerca in ogni modo di agguantare il pareggio e aumenta il forcing con prepotenza. Ma il castello del Monza non crolla e al 95' l'arbitro Ferreri Caputi fischia la fine. Frosinone-Monza 2-3

Se dovessimo dare alla partita il titolo di un film quello sarebbe, senza dubbio, “Il tormento e l'estasi” di Carol Reed.

Il recupero palla di Mazzitelli nell'azione che provoca il rigore per i ciociari - Foto: DAZN

Cuore e sofferenza

Il 2024 si apre in bellezza per i brianzoli. Una vittoria impegnativa, di cuore e sofferenza, che consente alla squadra di Palladino di girare a 25 punti.

Nella trasferta dello Stirpe arrivano ottime risposte dal gruppo, da Caldirola a Mota, sempre più convincente, passando per i più giovani come Valentin Carboni, perno nelle due fasi di gioco, e Warren Bondo, motore inesauribile della mediana. 
Centro di gravita tattico, corsa ed esplosività, senso della posizione e applicazione, blocchetto d’interdizione, tecnica e gamba al servizio dei compagni: il francese classe 2003 si rende protagonista di una performance maiuscola e in crescendo.

Cinismo sotto porta, lucidità e solidità difensiva: il Monza ritrova la propria dimensione e quella mentalità vincente trasferita dal Palladino ai giocatori. 

La squadra c'è e la mano dell'allenatore anche, sicura e ben salda. Risoluto ed efficace, il calcio di Palladino si fonda sull'equilibrio e il dinamismo, la sostenibilità e i valori. Un calcio che guarda al futuro, si aggiorna, cambia, si adatta e, infine, progredisce per necessità proprio come sosteneva Darwin nelle sue teorie sull'evoluzione della specie.

L'esultanza di Mota a fine gara - Foto: AC Monza

Posizione, funzione, relazione

A proposito dell'attuale trend del calcio e di quella controrivoluzione al gioco di posizione, il CT azzurro Spalletti ha dichiarato che: Gli spazi non sono più tra le linee, ma tra gli uomini, la bravura sta a trovarli quegli spazi”.
Scovare zone opzionali attraverso una nuova interpretazione del ruolo, non più fisso ma propulsivo. Una funzione che rispetta i principi di gioco e al contempo le relazioni fra le pedine attorno al portatore di palla. 
Ogni calciatore diventa vertice, appoggio o rimorchio, al di là della posizione o della funzione iniziale. La relazione è con la palla, il vero “centro” che influenza i movimenti, le scelte, il guizzo dei singoli. Una filosofia che ha lanciato l'Argentina di Scaloni al trionfo del Mondiale nel 2022. 
Una filosofia, la stessa, che ha animato il Barcellona di Iniesta e Xavi, l'Ajax di Ten Haag nel 2019, il Napoli di Spalletti, il Liverpool di Klopp, il City di Guardiola e l'ultimo Real Madrid di Ancelotti. E ancora, per paradosso, la stessa dottrina che promuoveva l'Olanda del '74, capostipite del gioco di posizione e al contempo di un calcio fluido e totale.

Un calcio in grado di esaltare le peculiarità e le “emotional vibes” dei giocatori, soprattutto quelli più tecnici. 
Il lavoro di Palladino si incanala su questi binari, perché le qualità di più elementi in connessione possono aumentare non solo i rendimenti individuali ma anche le prestazioni del collettivo. 
Continuando sulla medesima strada, con entusiasmo e coesione, il Monza potrà togliersi ulteriori soddisfazioni, forte di una classifica (ottima) che restituisce una leggerezza mentale positiva. 
Leggerezza che, unita a una sana spregiudicatezza e alla voglia di far bene, sarà essenziale per affrontare la capolista l'Inter, ospite all'U-Power Stadium sabato 13 gennaio alle 20.45.

Con fiducia, consapevolezza, umiltà e ambizione: una sfida affascinante (e difficilissima) per provare a replicare la magica notte di San Siro dello scorso anno.

Di Andrea Rurali

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