Caso Attanasio, spunta una diversa ricostruzione degli spari: la famiglia chiede accertamenti
La famiglia di Luca Attanasio si oppone all'archiviazione dell'inchiesta sull'omicidio in Congo. Nuovi dubbi sul movente e sulla dinamica dell'agguato.
La famiglia di Luca Attanasio non vuole che l'inchiesta sulla morte dell'ambasciatore italiano venga archiviata senza ulteriori accertamenti. I genitori del diplomatico, ucciso a 43 anni nella Repubblica Democratica del Congo, hanno presentato un'opposizione formale alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma. Al centro della loro iniziativa ci sono interrogativi ancora aperti sul movente, sulla dinamica dell'agguato e sull'eventualità che Attanasio fosse stato individuato come obiettivo proprio per il ruolo che ricopriva.
L'omicidio risale al 22 febbraio 2021, quando nell'attacco persero la vita anche il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l'autista Mustapha Milambo. A spiegare le ragioni dell'opposizione è Salvatore Attanasio, padre dell'ambasciatore: "La nostra opposizione alla richiesta di archiviazione nasce da una domanda fondamentale: è possibile considerare completa un'indagine sull'uccisione di un ambasciatore italiano senza avere approfondito in maniera organica se qualcuno potesse avere interesse a ucciderlo o intimidirlo proprio in ragione della funzione che esercitava?".
Omicidio Attanasio, i dubbi della famiglia sul movente
Uno dei punti principali dell'opposizione riguarda la possibile esistenza di interessi legati all'attività diplomatica dell'ambasciatore. Secondo la famiglia, le indagini non avrebbero approfondito sufficientemente l'eventualità che qualcuno volesse ostacolare o interrompere il lavoro svolto da Attanasio nella Repubblica Democratica del Congo.
"Riteniamo che non sia stata adeguatamente approfondita la possibile relazione tra la sua attività diplomatica, gli interessi nazionali italiani nella Repubblica Democratica del Congo e l'eventuale esistenza di soggetti che potessero avere interesse a condizionarne, ostacolarne o interromperne l'azione", sostiene la famiglia.
Per chiarire questi aspetti viene richiesta l'acquisizione di documenti istituzionali, informazioni diplomatiche e riscontri sulle attività e sulle interlocuzioni dell'ambasciatore. Si tratta di verifiche sollecitate dai familiari, non di elementi che dimostrino l'esistenza di un mandante o di un movente legato all'incarico diplomatico.
La consulenza balistica e la ricostruzione degli spari
Un secondo elemento riguarda le modalità dell'agguato. Nell'atto di opposizione viene richiamata una consulenza balistica dell'ingegnere Cristian Bettin, che solleverebbe interrogativi rispetto alla ricostruzione effettuata dal Ris.
In particolare, l'analisi riguarda la posizione delle vittime al momento degli spari e la provenienza dei proiettili. Secondo la consulenza citata dalla famiglia, alcune risultanze sarebbero compatibili con l'ipotesi che Attanasio e Iacovacci fossero in piedi e visibili agli aggressori quando vennero raggiunti dai colpi.
Una ricostruzione che, se ulteriormente verificata, potrebbe assumere rilievo nella valutazione della dinamica dell'omicidio e delle intenzioni degli autori dell'attacco. La famiglia chiede pertanto che questi aspetti vengano approfonditi prima di un'eventuale archiviazione definitiva.
Chi conosceva gli spostamenti dell'ambasciatore? Le altre verifiche richieste
Tra gli interrogativi sollevati figura anche la circolazione delle informazioni relative alla missione. I familiari chiedono di chiarire chi fosse a conoscenza dell'itinerario del convoglio, chi sapesse della presenza dell'ambasciatore e quali valutazioni del rischio fossero state effettuate prima dello spostamento.
L'opposizione richiama inoltre le misure di sicurezza adottate e le ragioni per cui determinate precauzioni non sarebbero state predisposte. Sono questioni sulle quali la famiglia ritiene necessari ulteriori accertamenti, senza che l'atto dimostri l'esistenza di persone che abbiano deliberatamente trasmesso informazioni agli aggressori.
Un altro punto riguarda dichiarazioni e materiali riconducibili al colonnello Katandula e alle fonti indicate come Astrid e Leopold, dei quali viene richiesta l'acquisizione e la verifica attraverso riscontri indipendenti. L'istanza segnala infine alcune anomalie documentali e digitali da approfondire.
La richiesta dei genitori: chiarire perché Attanasio fu ucciso
Per Salvatore Attanasio, la decisione di opporsi all'archiviazione nasce dalla convinzione che vi siano ancora accertamenti utili da compiere. La richiesta non riguarda soltanto la ricostruzione materiale dell'agguato, ma anche l'eventuale individuazione delle ragioni che portarono all'uccisione delle tre vittime.
"Il nostro atto non contiene soltanto considerazioni geopolitiche o ricostruzioni alternative: individua documenti da acquisire, persone da ascoltare, accertamenti tecnici da svolgere e circostanze da sottoporre a verifica", spiega il padre dell'ambasciatore.
La famiglia chiede dunque che l'inchiesta non venga chiusa prima di aver esaminato gli elementi indicati nell'opposizione. La richiesta di archiviazione non equivale alla chiusura definitiva del procedimento, sulla quale resta da assumere una decisione.
L'obiettivo dei genitori è ottenere una risposta giudiziariamente fondata non soltanto sulle modalità dell'agguato, ma anche sull'eventualità che Luca Attanasio fosse stato preso di mira proprio in quanto ambasciatore italiano.



