C’è chi al mattino presto è già al Parco di Monza con guinzaglio e borraccia, chi preferisce aspettare il tramonto per una passeggiata in centro e chi, appena vede un prato, considera conclusa ogni possibilità di mantenere pulita l’auto.

Anche in Brianza il rapporto con i cani racconta molto dei loro proprietari. Non esiste una classifica ufficiale delle razze “più brianzole”, naturalmente, ma basta frequentare parchi, quartieri e aree verdi per incontrare alcuni protagonisti ricorrenti. E in estate, quando le giornate si allungano e le passeggiate diventano quasi un rito, certe personalità canine emergono ancora di più.

Ecco allora cinque razze e cinque piccoli modi, molto poco scientifici e decisamente estivi, di vivere la Brianza insieme al proprio cane.

Labrador Retriever, quello che trasformerebbe ogni passeggiata in una gita

Il Labrador parte con un vantaggio: sembra sempre convinto che stia per succedere qualcosa di magnifico.

Una passeggiata al Parco di Monza? Per lui è un’escursione. Un giro lungo il Lambro? Quasi una spedizione. Un’uscita di dieci minuti prima di cena? Probabilmente la considera comunque l’inizio di una giornata memorabile.

È il cane perfetto per il brianzolo che nel bagagliaio tiene già acqua, asciugamano, pallina e qualche oggetto che nessuno ricorda di aver messo lì. Ama muoversi, stare con la famiglia e partecipare praticamente a tutto.

Il vero problema arriva quando trova acqua, fango o qualcosa che, secondo il proprietario, sarebbe stato meglio osservare da lontano.

Barboncino, cittadino perfetto ma con molta personalità

Il Barboncino è diventato uno dei simboli della nuova vita urbana con il cane. Si adatta bene agli appartamenti, accompagna facilmente il proprietario nelle passeggiate cittadine e riesce ad avere un’aria impeccabile anche quando fuori ci sono trenta gradi.

A Monza, Seregno o Vimercate potrebbe tranquillamente essere il cane dell’aperitivo delle sette di sera, quello che conosce già il percorso migliore tra marciapiedi ombreggiati e locali con una ciotola d’acqua all’ingresso.

Attenzione però a considerarlo soltanto un cane “da compagnia”: è sveglio, energico e spesso perfettamente consapevole di essere lui a decidere quando una passeggiata può considerarsi terminata.

Golden Retriever, l’amico di tutti

cane

Se il Labrador affronta la Brianza come una grande avventura, il Golden Retriever sembra viverla come una gigantesca riunione di famiglia.

Bambini, altri cani, persone incontrate durante una passeggiata: potenzialmente sono tutti nuovi amici.

È il classico compagno delle lunghe uscite domenicali, delle mattinate nei grandi parchi e delle giornate trascorse fuori casa. Con quel suo modo tranquillo e socievole di stare al mondo riesce spesso a trasformare anche una semplice passeggiata in una sequenza di saluti.

In estate, però, il proprietario del Golden sviluppa rapidamente una particolare abilità: individuare l’ombra a cinquanta metri di distanza.

Bassotto, trenta centimetri di altezza e l’autorità di un sindaco

Il Bassotto non ha bisogno di grandi dimensioni per farsi rispettare.

Può vivere tranquillamente in città, infilarsi sotto un tavolino e occupare pochissimo spazio in macchina. Tutto vero. Il dettaglio è che, nella sua testa, probabilmente possiede metà del quartiere.

Durante una passeggiata decide spesso dove fermarsi, cosa annusare e soprattutto quale cane dieci volte più grande di lui meriti un’attenta verifica.

È perfetto per chi ama il cane con carattere e non pretende necessariamente di avere l’ultima parola. Nei centri della Brianza si muove con una certa naturalezza: piccolo, elegante e dotato dell’inspiegabile convinzione che ogni strada sia stata costruita per permettergli di ispezionarla.

Pastore Australiano, quello che ha già fatto 8mila passi quando tu stai facendo colazione

Poi c’è il cane per chi considera “fare due passi” un’espressione puramente simbolica.

Il Pastore Australiano ha energia, intelligenza e una certa necessità di tenersi occupato. Grandi parchi, sentieri e zone più verdi della Brianza rappresentano quindi un ambiente decisamente più interessante di un pomeriggio trascorso sul divano.

Il suo proprietario tipo esce presto, cerca percorsi lunghi e probabilmente conosce più aree verdi della provincia di molte persone senza cane.

Alle nove del mattino il Pastore Australiano può aver già corso, giocato e imparato qualcosa di nuovo. Il proprietario, invece, sta ancora cercando un bar aperto.

Alla fine, però, la razza conta fino a un certo punto

Dalle passeggiate nel Parco di Monza ai piccoli giardini di quartiere, fino ai sentieri della Brianza più verde, ogni cane finisce per costruire una propria routine insieme alla famiglia.

Ci sono Labrador convinti di essere cani da appartamento e Bassotti convinti di essere cani da guardia. Barboncini instancabili, Golden pigri e Pastori Australiani che, almeno per una mattina, potrebbero perfino decidere di dormire.

Ed è forse questa la parte più divertente: alla fine non è il cane ad adattarsi completamente alla vita del proprietario, né il proprietario a quella del cane. Dopo qualche anno si incontrano a metà strada.

Di solito durante una passeggiata. Possibilmente all’ombra.