Calcio giovanile, attività fisica, rispetto delle regole e persino corse per raccogliere i rifiuti abbandonati. È su questi fronti che i "Vannacciani" brianzoli vogliono costruire un progetto dedicato alle nuove generazioni, presentando lo sport come possibile argine al disagio giovanile e come strumento di aggregazione sul territorio.

L'iniziativa, illustrata in un comunicato diffuso il 15 luglio 2026, coinvolge tre figure attive in Brianza: Guido Del Carro, Calogero Montalto e Roberto Manzato. Tre esperienze molto diverse tra loro, dal calcio giovanile alla presenza sul territorio fino al cosiddetto plogging, la disciplina che unisce corsa e raccolta dei rifiuti.

Sport e disagio giovanile: il progetto dei "Vannacciani" in Brianza

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Futuro Nazionale in Brianza 

Alla base dell'iniziativa c'è l'idea di utilizzare lo sport non soltanto come attività fisica, ma come occasione educativa per i più giovani. Disciplina, rispetto delle regole, socializzazione e benessere psicofisico vengono indicati dal movimento come i punti centrali di un percorso che vorrebbe offrire alternative concrete alle situazioni di disagio e marginalità.

L'obiettivo dichiarato è quello di creare progetti sul territorio capaci di coinvolgere giovani e famiglie attraverso differenti esperienze sportive e civiche.

Una sfida tutt'altro che semplice, soprattutto in una fase storica nella quale il tema del disagio giovanile è diventato sempre più centrale anche nel dibattito pubblico della Brianza, tra episodi di violenza, difficoltà sociali e necessità di nuovi spazi di aggregazione.

Dal calcio giovanile al plogging: chi sono i protagonisti del progetto

Uno dei protagonisti indicati dal movimento è Guido Del Carro, conosciuto nell'ambiente del calcio Under 18. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di rappresentare il collegamento con gli sport di squadra e con un mondo, quello calcistico, capace di coinvolgere ogni settimana migliaia di ragazzi e famiglie.

C'è poi Calogero Montalto, coordinatore del comitato costituente di Giussano, impegnato nella pianificazione delle iniziative territoriali insieme al Comitato 47.

Infine Roberto Manzato, definito nel comunicato il "plogger futurista". Il plogging è un'attività che combina la corsa con la raccolta dei rifiuti trovati lungo il percorso: un modo per unire movimento, cura dell'ambiente e attenzione al decoro urbano.

Tre percorsi differenti, dunque, che il movimento intende mettere insieme con un denominatore comune: provare a trasformare lo sport in uno strumento di aggregazione e responsabilità sociale.

Giovani e Brianza, la vera sfida sarà passare dalle parole ai fatti

Il messaggio lanciato è ambizioso. Ma, come sempre accade quando si parla di giovani e disagio sociale, la vera partita si giocherà sulla capacità di trasformare intenzioni e comunicati in iniziative concrete, continuative e realmente accessibili sul territorio.

La Brianza dispone già di una rete vastissima di società sportive, associazioni, volontari e realtà educative. Per questo sarà interessante capire quali progetti specifici nasceranno dall'iniziativa, quanti ragazzi verranno effettivamente coinvolti e in quali comuni saranno sviluppate le prime attività.

Perché il principio può essere condivisibile da molti: un campo da calcio, una corsa o un'attività svolta insieme possono diventare molto più di un semplice passatempo. Ma il risultato, alla fine, si misura sempre sul terreno.

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