Tola del Cagliari Club Milano: 'Il segreto del collettivo, con Juric il Monza può..'
In esclusiva a Monza-News Roberto Tola, presidente del Cagliari Club Milano
Puoi togliere un sardo dalla Sardegna, ma non puoi togliere la Sardegna da un sardo. Negli anni '70, nel cuore di Milano, ha aperto il ristorante "L’Isola del Tesoro": ancora oggi è il punto di ritrovo di tanti sardi emigrati per lavoro nel capoluogo lombardo che la domenica vogliono seguire insieme la loro squadra del cuore in Serie A.
Oltre a loro, anche il Cagliari stesso, quando gioca in trasferta in Lombardia, porta i calciatori a mangiare lì: il calore della propria gente è l’arma in più per vincere le partite sul campo.
Quest’anno i rossoblù sono partiti molto bene: sono quarti in classifica e lunedì affronteranno il Monza nella delicata trasferta del Brianteo.
Abbiamo parlato della realtà sarda in esclusiva con Roberto Tola, presidente del Cagliari Club Milano, per Monza-News.
LA REALTÀ CAGLIARI IN ITALIA E IN SARDEGNA
‘Il Cagliari per noi è una passione che va oltre qualsiasi cosa. Abbiamo seguito la nostra squadra in Serie A, ma lo faremmo anche se dovessimo giocare in Serie B (come già recentemente successo), in Serie C o persino oltre. Abbiamo aperto il ristorante "L’Isola del Tesoro" negli anni ’70 e pochi anni dopo abbiamo fondato il nostro Cagliari Club, con l’intento di unire i nostri corregionali per guardare insieme le partite e fare qualche trasferta. Negli anni si sono unite a noi tantissime persone e persino il Cagliari Calcio porta i calciatori a mangiare da noi quando è in trasferta. Il Cagliari è la sesta squadra più tifata in Italia, anche perché in Sardegna persino a Sassari e Olbia alla fine tifano tutti Cagliari. Parliamo di una realtà comunque importante, realtà che tra poco inizierà i lavori per il nuovo stadio e che a breve passerà la mano da Giulini agli americani...’
IL CAMPIONATO E IL SEGRETO DI QUESTA PARTENZA FORTE E INASPETTATA
‘Negli ultimi tempi con Pisacane in panchina è cambiata completamente la filosofia: se prima si prendevano giocatori a fine carriera per ottenere a tutti i costi la salvezza, adesso si punta sui giovani provenienti dalla Serie B come Aurelio, o su altri che magari sono in grandi club ma non hanno minutaggio e hanno voglia di spiccare il volo, come Palestra lo scorso anno e Romano quest’anno. Qui trovano l’ambiente giusto per crescere e fare il salto verso grandi club. L’anno scorso è stato così per Palestra, che fino all'anno prima giocava in C con l’Atalanta U23 e oggi è al Chelsea; ora con Romano si vuole fare un percorso simile.
Inoltre, quello di Pisacane è un gioco moderno, offensivo e fatto di corsa, anche se la difesa non viene trascurata. Oltre ai singoli, il centrocampo con Winks, Adopo e Romano è fondamentale, così come sono partiti benissimo Daniel Maldini e l’attaccante Mendy. Sono convinto che durante la stagione anche Massolin, Fazzini, Fadera e Idrissi (quando tornerà dall’infortunio) potranno dire la loro. E sono curioso di vedere all’opera Trepy, il ragazzo che ha avuto l’incidente in piscina: se ne parla molto bene e in questo gruppo può fare grandi cose’
GLI ESPERTI COME DEIOLA E NZOLA, E IL CRITICATISSIMO MINA
‘Deiola è il nostro capitano, incarna a pieno lo spirito di mister Pisacane: corre, dà tutto in campo e ha giocato sia in difesa che a centrocampo. Il nostro è un ambiente esigente, che ti carica molto, ma senza la pressione soffocante delle big come Inter, Napoli o Juventus. Anche Nzola diventerà un giocatore utilissimo alla causa rossoblù.
Mina è un giocatore tecnicamente normale, che in carriera ha collezionato solo cinque espulsioni e fa della psicologia la sua arma migliore. Nella nostra squadra è un elemento importante a cui vogliamo bene, anche se a volte dà fastidio persino a me quando esagera nel provocare gli avversari’
IL MONZA E L’EX FOLORUNSHO
‘Giocare a Monza non è mai semplice: abbiamo vinto l’anno in cui sono retrocessi, ma l’anno prima avevamo perso. La loro è una squadra molto forte e ci sono giocatori che alla lunga possono dire la loro; con Juric sono convinto che raggiungeranno la salvezza. Gli allenatori come lui o come Pisacane, molto sanguigni, mi piacciono tanto, anche perché sanno lavorare bene con i giovani e li fanno crescere.
Folorunsho è uno dei miei rimpianti: aveva fatto una stagione importantissima con il Cagliari lo scorso anno e speravo rimanesse. A Monza sono convinto che potrà fare grandi cose: l’ambiente e il mister sono dalla sua parte!

A cura di Antonio Scirtò
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