In Lombardia l’ipotesi di una nuova metro da 35 chilometri a due passi da Monza
Una proposta ipotizza una metro di 35 km tra Como e Varese, con 18 fermate, tratti sotterranei e un costo stimato di 3-4 miliardi.

Como e Varese distano meno di 30 chilometri, ma oggi il collegamento ferroviario diretto richiede quasi un’ora e passa dalla Svizzera. Da questa criticità nasce l’ipotesi di una nuova metrotranvia italiana di circa 35 chilometri e 18 fermate, capace di collegare i due capoluoghi e arrivare fino ai laghi. L’idea è quella di creare un collegamento completamente italiano tra Como e Varese, evitando il percorso della linea transfrontaliera S40 attraverso Chiasso, Mendrisio e Stabio. Non si tratta di un progetto già approvato o finanziato: quella descritta è una proposta preliminare, con un tracciato ipotetico, costi e tempi ancora da verificare attraverso uno studio di fattibilità. Il possibile percorso avrebbe due estremi particolarmente significativi: Como Lago, sul Lario, e Schiranna, sul Lago di Varese. In mezzo, una linea di circa 33-36 chilometri potrebbe servire numerosi comuni dell’area comasca e varesina, con circa 17-19 fermate.
Como e Varese, meno di 30 chilometri ma un collegamento ferroviario indiretto
Il problema da cui parte l’ipotesi è soprattutto geografico. Como e Varese sono separate da meno di 30 chilometri, ma il collegamento ferroviario esistente segue un itinerario transfrontaliero. La linea S40 collega infatti Como San Giovanni e Varese passando per Chiasso, Balerna, Mendrisio, Stabio, Cantello Gaggiolo, Arcisate e Induno Olona. Il percorso attraversa quindi il confine tra Italia e Svizzera e, secondo il materiale di partenza, prevede ordinariamente un treno ogni 60 minuti dal lunedì al sabato. Da qui nasce l'idea di un collegamento più diretto, interamente sul territorio italiano e pensato non soltanto per mettere in comunicazione i due capoluoghi, ma anche per servire i centri abitati lungo il percorso. L’obiettivo ipotizzato sarebbe quindi duplice: ridurre l’attraversamento necessario tra Como e Varese e creare una nuova dorsale di trasporto pubblico nell’area compresa tra i due laghi.
Il possibile tracciato: 18 fermate da Como Lago a Schiranna
Il tracciato proposto partirebbe da Como Lago, dove potrebbe essere realizzato l’interscambio con la linea ferroviaria Como Lago-Milano Cadorna. Da qui la linea attraverserebbe Como con fermate ipotizzate a Como Centro, Como San Giovanni e Camerlata, per poi proseguire verso l’area occidentale della provincia.
Il percorso indicativo comprenderebbe quindi:
- Montano Lucino;
- Villa Guardia;
- Lurate Caccivio;
- Olgiate Comasco;
- Solbiate con Cagno;
- Malnate;
- Folla di Malnate;
- Varese Est;
- Varese FS;
- Varese Centro;
- Casbeno;
- Masnago;
- Schiranna.
Il numero complessivo delle fermate viene stimato in circa 17-19, mentre la lunghezza della linea sarebbe nell’ordine dei 33-36 chilometri. La distanza media tra le stazioni si aggirerebbe intorno ai due chilometri. Nella parte varesina, l’ipotesi prevede dunque un passaggio attraverso alcune delle principali aree urbane della città, prima dell’arrivo a Schiranna, sul Lago di Varese. La percorrenza complessiva viene stimata, sempre a livello preliminare, in 45-50 minuti.
Una metropolitana leggera, sotterranea solo nei tratti più complessi
L’idea non sarebbe quella di costruire una metropolitana tradizionale completamente sotterranea lungo tutto il percorso. Per una metro di circa 35 chilometri, una soluzione di questo tipo avrebbe costi molto elevati rispetto alla domanda ipotizzata. La proposta punta quindi su una metropolitana leggera elettrica e completamente separata dal traffico stradale. Nei centri urbani di Como e Varese potrebbe essere necessario ricorrere a tratti sotterranei. A Como, in particolare, l’ipotesi prevede alcuni chilometri in galleria per attraversare il centro e collegare Como Lago, Como San Giovanni e Camerlata. Tra Como e Malnate, invece, la linea potrebbe svilupparsi soprattutto in superficie, in trincea oppure su viadotto, sfruttando dove possibile corridoi infrastrutturali già esistenti. Un secondo tratto sotterraneo potrebbe essere necessario a Varese, prima di riportare la linea in superficie verso Masnago e Schiranna. La soluzione ipotizzata prevede inoltre convogli relativamente corti, fermate ravvicinate e frequenze elevate: 5-7 minuti nei tratti urbani e circa 10 minuti sull’intera linea. Un’altra caratteristica prospettata è l’automazione della linea, che permetterebbe di adottare standard propri di una metropolitana leggera senza dover utilizzare quelli della rete ferroviaria nazionale.
Quanto costerebbe la metro Como-Varese? La stima è di 3-4 miliardi
È proprio sul fronte economico che emerge uno dei principali elementi di incertezza. La cifra indicata nel materiale di partenza è una stima preliminare, non il costo di un progetto ufficiale. Come termine di paragone viene utilizzata la M4 di Milano, linea automatica quasi interamente sotterranea, indicata con un investimento di circa 1,96 miliardi di euro per 15 chilometri. Una linea Como-Varese più lunga, circa 35 chilometri e realizzata in larga parte in superficie ma con tratti sotterranei nei due capoluoghi, viene quindi ipotizzata nell’ordine dei 3-4 miliardi di euro. La stima comprenderebbe, in linea teorica, infrastruttura, gallerie, viadotti, stazioni, deposito, materiale rotabile e sistemi tecnologici. Ma resta una valutazione iniziale: senza un progetto di fattibilità non è possibile considerarla un preventivo attendibile. Anche i tempi sarebbero tutt’altro che brevi. L’ipotesi considera 5-7 anni per studio di fattibilità, progettazione, procedure ambientali, autorizzazioni, finanziamento e gare, ai quali potrebbero aggiungersi 8-10 anni per la costruzione, eventualmente organizzata su più lotti. In altre parole, nella migliore delle ipotesi delineata dalla proposta, si parlerebbe di un’opera da sviluppare nell’arco di molti anni e con un investimento nell’ordine dei miliardi.
La vera sfida sarebbe trasformare l’idea in un progetto
La “metro dei due laghi” resta quindi, sulla base delle informazioni disponibili, un’ipotesi infrastrutturale. Il punto centrale non è soltanto immaginare un tracciato tra Como e Varese, ma verificare se quel collegamento possa essere sostenibile dal punto di vista tecnico, economico, urbanistico e della domanda di trasporto. Il percorso proposto avrebbe però una caratteristica precisa: non si limiterebbe a collegare due capoluoghi, ma costruirebbe una nuova direttrice interna alla Lombardia, servendo diversi comuni oggi attraversati da un sistema ferroviario che, per collegare direttamente Como e Varese, utilizza il territorio svizzero. Per capire se dai 35 chilometri sulla carta si possa arrivare a una vera infrastruttura serviranno quindi passaggi che, al momento, non risultano presenti nel materiale fornito: uno studio di fattibilità, una valutazione dei costi reali, l’analisi della domanda e soprattutto una decisione istituzionale sul progetto.
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