Milano riscopre Costamagna, maestro dimenticato: la storia che torna a suonare
A cinquant’anni dalla scomparsa, Milano dedica una targa a Giuseppe Costamagna: il maestro organaro torna protagonista tra memoria e musica
Ci sono storie che scorrono silenziose tra le vie di una città, nascoste dietro insegne ormai dimenticate e laboratori che hanno fatto la storia. A volte basta una targa, un ricordo, per riportarle alla luce. E tra memoria e musica, torna a risuonare il nome di Giuseppe Costamagna.

A distanza di cinquant’anni dalla scomparsa, Milano si prepara a rendere omaggio a Giuseppe Costamagna. L’iniziativa prevede la posa di una targa commemorativa in viale Monza, proprio nel luogo dove sorgeva il laboratorio da cui sono usciti strumenti destinati a chiese e istituzioni in tutta Italia. Un riconoscimento che restituisce visibilità a un protagonista della tradizione organaria, capace di coniugare tecnica e sensibilità artistica attraverso organi che non erano semplici strumenti musicali, ma opere pensate per dialogare con gli spazi sacri e valorizzarne l’acustica. A rendere ancora più significativo l’omaggio sarà un concerto a Roma, nella basilica di San Giovanni in Laterano, dove uno degli strumenti firmati da Giuseppe Costamagna tornerà a vivere attraverso la musica. Un modo concreto per celebrare una tradizione che continua a parlare al presente.
La storia di Giuseppe Costamagna: dall'officina di Viale Monza al mondo intero
La storia di Giuseppe Costamagna affonda le radici nel primo dopoguerra. Nato a Caramagna Piemonte ma profondamente legato a Milano, Costamagna fondò nel 1945 la ditta “Fratelli Costamagna”, trasformando il laboratorio di viale Monza in un punto di riferimento per l’arte organaria italiana. In oltre trent’anni di attività, hanno superato il centinaio di realizzazioni, conquistando il consenso di musicisti e concertisti. Strumenti collaudati dai migliori organisti italiani e presenti in numerose chiese e istituzioni, dalla Lombardia al resto del Paese.
Gli interventi e l’eredità artistica
Tra gli interventi più significativi si ricordano restauri importanti come quelli della cattedrale di Crema, dell’Università Cattolica di Milano e della chiesa di Santa Maria del Suffragio. Opere che testimoniano la qualità e la longevità degli organi di Costamagna, ancora oggi utilizzati e apprezzati.
Il ricordo del maestro vive anche nelle parole del figlio Alberto, che ne sottolinea la capacità progettuale e la sensibilità nel creare strumenti perfettamente integrati negli ambienti. Un’eredità che continua a risuonare, non solo nelle canne degli organi, ma anche nella storia culturale della città.
Italo Meroni



