Monza, basta partenze ad handicap: ecco qual è il vero problema (e da chi imparare)
Il punto del nostro editorialista Paolo Corbetta dopo Monza - Juve Stabia 2-1
Sembra ultimamente che nel DNA del Monza ci sia una forte attrazione per un altro sport. Pare quasi che l’ippica attragga i biancorossi di Paolo Bianco più del calcio. Sì, l’ippica: una delle discipline in cui la prerogativa della partenza ad handicap è sempre stata una caratteristica presente per dare maggior incertezza alle gare, siano queste indifferentemente di trotto o di galoppo. Ai cavalli più dotati si dà l’handicap, così il risultato resta più incerto.
Il Monza era partito con l’handicap nella gara di meno di un mese fa col Frosinone, con quel gol in contropiede subito in modo colpevole. Poi le partite contro Padova e Avellino, un rigore ed un erroraccio in disimpegno a mettere in difficoltà i brianzoli. Poi il trionfo dell’assurdo nel match di ieri con la Juve Stabia, con il clamoroso errore di Thiam (che troppo spesso pensa di avere i piedi raffinati di un Rivera o di un Pirlo) dopo una manciata di secondi dall’inizio gara per via di quella maledetta costruzione dal basso che caratterizza il calcio di questi ultimi anni. Una situazione di gioco di cui riesco a quantificare i danni ma non i vantaggi. Perché se la si sbaglia si prende gol, se la si fa bene non si capisce se è stata determinante nell’eventuale rete segnata.
Tornando al Monza, vorrei essere provocatoriamente paradossale. Sembra che Pessina e compagni adorino l’handicap, perché solo una volta in svantaggio riescono a offrire il meglio del loro repertorio. E’ successo col Frosinone, con il Padova, con l’Avellino ed anche ieri con la Juve Stabia. Provocazioni e paradossi a parte, è un dato di fatto che questa squadra abbia spesso un approccio sbagliato alle gare, senza quella cattiveria agonistica, senza quella determinazione, senza quella reattività che le altre squadre di vertice stanno dimostrando di avere. Guardate il Venezia: perde malamente in casa col Modena e mostra una reazione violenta pochi giorni dopo andando a vincere a mani basse a Cesena. E pure il Frosinone mostra la giusta “garra”: subisce la sconfitta casalinga con il Venezia, ma reagisce subito con il doppio successo in trasferta con Avellino e Spezia.
Per vedere la “garra” biancorossa occorre andare in svantaggio. E a volte regalare un intero tempo (come accaduto con la Juve Stabia) per vedere la reazione. Qui la tattica e la tecnica non sono più così rilevanti, qui occorre lavorare sulla testa. Non so se Federica Brignone è disponibile a dare qualche ora di lezione alla truppa biancorossa, ma quanto a reattività, quanto a concentrazione, quanto a “testa” la sciatrice bicampionessa olimpica potrebbe essere la giusta docente! E’ indispensabile porre attenzione a questo aspetto mentale se si vuole che le cose prendano il verso giusto per le restanti 13 giornate di campionato. Partendo da una considerazione importante: la classifica parziale degli ultimi 5 turni vede il Monza in testa con 13 punti, seguito dal Venezia con 12, il Palermo con 11 ed il Frosinone con 10. Quindi, almeno per i risultati, siamo in crescita. Ma che sofferenza ad ogni passo.
Paolo Corbetta



