Il tetto ai prezzi dei carburanti è partito, ma in Lombardia il primo effetto sul portafoglio degli automobilisti è stato modesto. Eni-Enilive applica un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio.

Secondo l’Unione nazionale consumatori, però, l’impatto sulle medie resta ancora limitato. Tra il 27 e il 28 settembre in Lombardia la benzina self è scesa mediamente di 0,6 centesimi al litro, mentre il gasolio ha registrato un calo di 0,7 centesimi: su un pieno da 50 litri significa circa 30 centesimi di risparmio sulla benzina e 35 sul diesel.

Il tetto Eni parte, ma in Lombardia il risparmio resta minimo

La Lombardia non è stata la regione dove l’avvio dell’iniziativa ha prodotto il calo maggiore. Secondo i dati riportati dall’Unione nazionale consumatori, il risultato più marcato è stato registrato in Friuli Venezia Giulia, con una diminuzione di 2,4 centesimi al litro per la benzina e di 2,6 per il gasolio.

Il quadro lombardo resta molto differenziato da provincia a provincia e persino tra singoli distributori. L’Osservaprezzi carburanti fotografa infatti differenze anche molto ampie tra una stazione di servizio e l’altra.

Tra i valori riportati, a Milano si arriva fino a 2,899 euro al litro per il gasolio e 2,869 euro per la benzina. A Bergamo, al contrario, si trovano anche minimi di 1,578 euro per il diesel e 1,658 per la verde.

Dopo Eni si muovono anche le altre compagnie

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Il quadro è però destinato a evolversi. Dopo l’iniziativa Eni, altre compagnie hanno iniziato a intervenire sui prezzi, aprendo la possibilità di un effetto concorrenziale più ampio sulla rete.

Per capire se il tetto riuscirà realmente a incidere sulle medie lombarde sarà quindi necessario attendere qualche giorno. I primi dati fotografano infatti soltanto l’avvio della campagna e non consentono ancora di misurarne pienamente gli effetti sul mercato.

Camionisti, tassisti e agenti di commercio tra i più esposti

Il caro carburante pesa soprattutto sulle categorie che utilizzano quotidianamente automobili e mezzi pesanti per lavorare.

Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, in Lombardia sono 49.333 le imprese dei comparti maggiormente esposti: 30.894 agenti di commercio, 10.384 attività di autotrasporto e trasloco e 8.055 taxi e Ncc.

Milano ne concentra 19.374, seguita da Brescia con 5.686, Bergamo con 4.734 e Monza e Brianza con 4.379 attività.

Per tassisti e agenti di commercio l’aumento del carburante è difficilmente trasferibile sui clienti, mentre gli autotrasportatori riescono a recuperarlo soltanto in parte. Non tutti, inoltre, possono beneficiare dei crediti d’imposta previsti per il settore.

Ora si attende l’effetto sulle pompe lombarde

Il primo impatto del tetto Eni, dunque, non ha ancora determinato una svolta nelle medie regionali. La verifica più significativa arriverà nei prossimi giorni, quando l’iniziativa sarà pienamente entrata a regime e sarà possibile valutare anche le mosse degli altri operatori.

Per gli automobilisti lombardi, almeno nella fase iniziale, il vantaggio medio resta nell’ordine di pochi decimi di euro per un pieno. La situazione potrebbe però cambiare se la concorrenza tra compagnie dovesse spingere un numero crescente di distributori ad abbassare i prezzi.