Il ragazzo investito
Il ragazzo investito

Emergono nuovi particolari sulla tragedia che ha colpito la Tritium e tutto il calcio giovanile lombardo. Rayan Lawaj, 14 anni, è morto dopo essere stato travolto da un’auto mentre percorreva a piedi l’ultimo tratto di strada verso casa, dopo essere rientrato da Trezzo sull’Adda dove si era allenato con la formazione giovanile biancazzurra.

Secondo quanto ricostruito da Prima la Martesana, il ragazzo viveva a Martinengo, studiava a Bergamo e la sua famiglia si era trasferita da poco nel paese bergamasco, dopo aver vissuto a Urgnano e, in precedenza, a Comun Nuovo.

L’incidente alle 22.40 sotto la pioggia

L’incidente è avvenuto martedì 20 ottobre intorno alle 22.40, lungo la ex statale 498 a Ghisalba, all’altezza dell’incrocio con via Crocette.

Rayan stava camminando a bordo carreggiata, sotto la pioggia, in un tratto non illuminato. Alle sue spalle è sopraggiunta un’Alfa Romeo Giulietta guidata da un uomo di 38 anni di Fara Olivana.

Secondo la ricostruzione, il conducente si sarebbe accorto della presenza del ragazzo soltanto all’ultimo momento, senza riuscire a evitarlo. Nell’impatto Rayan è stato sbalzato oltre il guardrail, mentre sull’asfalto è rimasta la sacca della Tritium che portava con sé.

L’automobilista si è fermato e ha immediatamente chiamato i soccorsi.

Il viaggio da Trezzo a Martinengo dopo l’allenamento

Uno degli aspetti sui quali si sta cercando di fare maggiore chiarezza riguarda proprio il ritorno a casa dopo l’allenamento.

Prima la Martesana sottolinea la distanza tra Trezzo sull’Adda e Martinengo e ipotizza che Rayan possa aver usufruito di un passaggio per una parte del tragitto, per poi percorrere a piedi l’ultimo tratto.

Il direttore sportivo della Tritium, Giuseppe Pardeo, ha spiegato che la società non dispone di navette o pulmini per il trasporto dei ragazzi.

«Quando abbiamo saputo dove abitava abbiamo suggerito al ragazzo di entrare in una squadra vicino a casa. Abbiamo lasciato a lui la scelta, ma lo diciamo a tutti: è bene giocare vicino a casa, non è possibile dover affrontare un’ora di viaggio ogni volta, a meno che non si entri nel professionismo».

Pardeo: «Spesso i compagni lo accompagnavano»

Lo stesso dirigente della Tritium ha raccontato che gli allenamenti serali terminavano normalmente tra le 20 e le 20.30.

«So che c’erano spesso dei compagni di squadra che lo accompagnavano a casa», ha spiegato Pardeo.

Un dettaglio che rende ancora più doloroso quanto accaduto quella sera.

Nel frattempo il padre e il fratello, preoccupati perché Rayan non era ancora rientrato, avevano provato a contattarlo e si erano messi a cercarlo.

Il ricovero al Papa Giovanni XXIII

Le condizioni del ragazzo erano apparse immediatamente gravissime. Rayan era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove i medici hanno tentato di salvarlo. Il suo cuore ha cessato di battere nella mattinata del 22 ottobre.

La famiglia ha successivamente dato il consenso alla donazione degli organi, un ultimo gesto di enorme generosità nel momento più difficile.

Una vita con il pallone al centro

Rayan era uno studente e aveva una grande passione per il calcio. Prima di approdare alla Tritium aveva giocato nel Comun Nuovo e nell’Uso Zanica. A Trezzo sull’Adda aveva trovato una nuova squadra e nuovi compagni, con i quali aveva continuato a coltivare il sogno e la passione per il pallone.

La sua morte ha profondamente colpito non soltanto la società, ma anche le comunità nelle quali il ragazzo aveva vissuto.

Il dolore della Tritium

Il club ha affidato ai social il proprio messaggio di cordoglio. «Non ci sono parole… Abbiamo ricevuto poche ore fa una terribile notizia: è venuto a mancare il nostro giovane tesserato Rayan Lawaj, di soli 14 anni».

E ancora: «Rayan è stato vittima di un incidente stradale qualche sera fa e in questi momenti di concitata tensione facevamo tutti il tifo per lui. Purtroppo il suo giovane corpo non ha resistito e non ce l’ha fatta».

Il sindaco: «Una tragedia»

Anche il sindaco di Martinengo, Pasquale Busetti, ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità della Sp 498. Il primo cittadino ha sottolineato in particolare le caratteristiche della carreggiata, definita problematica anche per le sue dimensioni.

Alla famiglia sono arrivati messaggi di vicinanza anche dagli amici di Comun Nuovo e dalle comunità che avevano conosciuto Rayan durante la sua giovane vita.