Atalanta-Palladino, nessun accordo: è esonero per l'ex Monza
Salta l'intesa tra l'Atalanta e l'ex Monza Palladino: licenziamento ufficiale e svolta Sarri

Niente stretta di mano, niente risoluzione consensuale. La storia tra l'Atalanta e Raffaele Palladino si chiude nel modo più freddo e drastico, ovvero con un esonero ufficiale. La fine di un legame che appariva annunciata da giorni è diventata effettiva nel pomeriggio di martedì 9 giugno, attraverso una nota essenziale della società nerazzurra. Il breve comunicato sancisce l'addio dell'ex tecnico del Monza, arrivato a Bergamo a novembre scorso per sostituire Ivan Juric e capace di risalire dalla tredicesima alla settima posizione in classifica. Un addio che, però, lascia pesanti strascichi economici sulle casse del club.
Il comunicato ufficiale della Dea
Sul sito del club bergamasco si legge che l'Atalanta comunica che Raffaele Palladino è stato sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Stefano Citterio, Federico Peluso, Fabio Corabi, Nicola Riva, Mattia Casella, Andrea Ramponi e Andrea Berti. La nota si chiude con i ringraziamenti della società a Palladino e al suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro. Dello staff tecnico vengono mantenuti in nerazzurro soltanto il collaboratore Christian Raimondi, il performance manager Marcello Iaia e i preparatori dei portieri Marco Savorani e Sabino Oliva.
Trattative fallite e contratto fino al 2027
Per quasi tre settimane la dirigenza orobica e l'ex allenatore del Monza hanno dialogato fitto alla ricerca di un accordo per la risoluzione consensuale del contratto. L'intesa, tuttavia, non è stata trovata. Non essendoci i presupposti per una stretta di mano, l'Atalanta ha optato per il sollevamento dall'incarico. Questo significa che Palladino, legato alla Dea da un contratto valido fino al 30 giugno 2027, resterà a libro paga. Con un ingaggio netto di due milioni di euro all'anno, l'esborso lordo per la società sarà di circa quattro milioni di euro se il tecnico non troverà un'altra panchina prima della scadenza naturale dell'accordo.
Un buco da quattordici milioni e il paradosso dei tre stipendi
L'esonero dell'ex Monza apre uno scenario finanziario decisamente insolito e oneroso per l'Atalanta, che si ritrova improvvisamente a dover remunerare ben tre allenatori contemporaneamente. Oltre a Palladino, c'è infatti Ivan Juric, ancora sotto contratto e stipendiato dalla Dea dopo che il suo possibile ritorno al Torino è sfumato in seguito alla scelta dei granata di virare su Ignazio Abate. Il cumulo dei passati contratti tra Juric e Palladino pesa per circa otto milioni di euro lordi. A questi si aggiungeranno a breve i costi per Maurizio Sarri. L'arrivo del tecnico toscano è ormai imminente, con un annuncio previsto entro il fine settimana e un ingaggio stimato di tre milioni netti, ovvero sei milioni di euro lordi per il primo anno.
I conti della panchina e la ricostruzione con Sarri
La somma di tutte queste cifre porta l'Atalanta a una spesa complessiva di quattordici milioni di euro lordi solo per la gestione tecnica della panchina. Si tratta di una mossa che la società può certamente permettersi grazie a conti solidi e in perfetto ordine, ma che stride inevitabilmente con le dichiarazioni di armonia e collaborazione reciproca rilasciate soltanto un paio di mesi fa, quando si assicurava che i soldi non sarebbero stati un problema per trovare una soluzione. Voltata la pagina Palladino, a Bergamo inizia ufficialmente l'era di Maurizio Sarri. Un futuro che si preannuncia di totale ricostruzione e di tanto lavoro sul campo, per un'estate che si preannuncia caldissima.



