Gaeta: 'Il Monza non si aspettava di essere così in alto, cosa deve fare Bianco per ripartire'
Le parole dell'ex addetto stampa dei biancorossi in esclusiva a Monza-News

Il calcio non è una scienza esatta, e la Serie B ne è la conferma costante: il divario tecnico è ridotto e spesso non conta il valore assoluto della rosa, ma l’approccio mentale alla partita. La sconfitta di Chiavari ne è l'esempio lampante: un Monza sulla carta superiore ha ceduto il passo a un’Entella tutt’altro che irresistibile. In vista del match contro il Frosinone all'U-Power Stadium, abbiamo analizzato il momento dei biancorossi con il giornalista Carlo Gaeta, ex addetto stampa del club, in esclusiva su Monza-News.
Il momento del Monza: tra grandi prestazioni e scivoloni
"Sabato arriva il Frosinone e perdere non è un'opzione, vista la classifica," esordisce Gaeta. "All'andata abbiamo vinto e, storicamente, la squadra ha sempre mostrato grandi reazioni dopo le sconfitte, tirando fuori il massimo potenziale contro le big. Il problema emerge con le 'piccole': quando il Monza affronta formazioni meno blasonate, sembra andare in difficoltà."
Questione di mentalità
Secondo Gaeta, il nodo è psicologico: "È una questione di testa. Quando i ragazzi affrontano avversari meno forti, entrano in un pericoloso 'alone di presunzione'. Poi scoprono che gli altri hanno carattere e vanno in crisi. Mister Bianco è stato bravissimo a cancellare la tristezza post-retrocessione e a costruire una squadra solida, ma non è ancora riuscito a eliminare quelle sfumature di sufficienza che sono costate punti contro Padova, Avellino e Virtus Entella."
La corsa al campionato e il mercato
Il campionato resta apertissimo: "Vedo molto bene il Venezia. Giovanni Stroppa sta facendo un lavoro eccellente, forse persino meglio di quanto fatto qui a Monza. Hanno una rosa fortissima e si rinforzeranno a gennaio, a differenza del Frosinone. Occhio anche al Palermo e al Catanzaro, oltre alle solite piazze del Sud che non mollano mai. Mi aspettavo che dopo le sette vittorie consecutive il Monza restasse in alto, invece si è rotto di nuovo qualcosa."
Leader e "direttori d'orchestra"
Analizzando i singoli, Gaeta sottolinea l'importanza di alcuni profili: "Con Izzo in campo la musica cambia: lui ha la capacità di trasmettere la 'cazzimma' necessaria. Mi aspetto però che anche capitan Pessina prenda in mano il pallino del gioco nei momenti difficili. Matteo gioca bene quando la squadra gira, ma fatica se il gruppo è in difficoltà. In passato, un capitano come Fulvio Saini prendeva la bacchetta da direttore d'orchestra e trascinava tutti; Pessina deve ancora compiere questo passo."
E sul centrocampo aggiunge: "Chi detta i tempi oggi? Hernani ha un pedigree importante ma deve ancora dimostrare continuità. Se trova gli stimoli, insieme a Pessina e Obiang, può formare un terzetto di alto livello. Serve un uomo d'ordine, come Lobotka nel Napoli."
Le prospettive societarie
"Oltre al regista, manca un centravanti che garantisca gol con regolarità. La sensazione è che la società, partita per un campionato di assestamento, si sia ritrovata in vetta quasi a sorpresa. Burdisso si sta muovendo bene: ora devono capire come far fruttare questo giocattolo e giocarsela fino in fondo, senza perdere altri punti nel girone di ritorno."
Un tuffo nel passato
Infine, un ricordo nostalgico dei suoi anni in biancorosso: "I momenti più belli risalgono agli anni '70 e '80. Ricordo Gianni Brera in tribuna stampa, mi toglieva il fiato con il fumo del suo sigaro. Un’altra esperienza fantastica fu con Guido Mazzetti: un personaggio unico, durante le rifiniture del sabato faceva letteralmente cabaret. E poi la salvezza conquistata all'ultima giornata sotto la presidenza Fazzolari, con Antonelli in panchina e giocatori del calibro di Gillet e Lantignotti. Era un calcio diverso, ma con lo stesso cuore."




