recinzioni pedemontana

Dentro il cantiere della Pedemontana, tra Arcore e Macherio, i numeri raccontano la dimensione dell’opera. Nella futura galleria Arcore 3, lungo la Tratta C, sono stati già smossi 150mila metri cubi di terreno, un volume paragonato a grandi eventi franosi del passato.

Un intervento imponente, che si inserisce in uno dei progetti infrastrutturali più rilevanti per la Brianza.

La galleria Arcore 3 e lo scavo “invisibile”

Nel cantiere lavorano circa 300 operai al giorno, impegnati in uno scavo definito “tradizionale”: si rimuove il terreno, si realizza la struttura del tunnel sotto il piano stradale e successivamente si ricopre.

PEDEMONTANA B2

L’obiettivo è ridurre l’impatto visivo. Una volta completata l’opera, sopra la galleria tornerà il verde. Secondo i responsabili del progetto, il bosco verrà ripristinato, con alberi e arbusti studiati per adattarsi alla struttura sottostante.

Tempi serrati e obiettivo 2028

Il cronoprogramma è chiaro: la prima auto dovrebbe transitare nella galleria entro novembre 2028.

Le tratte B2 e C, insieme, rappresentano un investimento complessivo di 2,6 miliardi di euro, mentre i lavori attualmente in corso valgono circa 1,6 miliardi.

Le aziende coinvolte nell’appalto hanno già affrontato l’adeguamento dei costi, senza ulteriori modifiche contrattuali previste.

A Macherio una macchina da 4 milioni

A pochi chilometri di distanza, nel cantiere della galleria Macherio 1, entra in gioco la tecnologia. Qui viene utilizzata un’idrofresa dal valore di 4 milioni di euro, alta circa 30 metri.

La macchina consente di velocizzare i lavori, producendo il doppio rispetto ai sistemi tradizionali. Inoltre permette di recuperare materiale come il bitume, che viene riutilizzato nel ciclo produttivo.

La galleria, lunga 600 metri, è realizzata con il cosiddetto “metodo Milano”, che prevede paratie in cemento armato profonde fino a 20 metri.

Tra traffico e sviluppo del territorio

A regime, la tratta più trafficata, la B2, dovrebbe raggiungere circa 55mila veicoli al giorno, mentre sulle tratte A, B1 e C si stimano circa 40mila passaggi quotidiani.

Un’infrastruttura pensata per migliorare i collegamenti Est-Ovest in Brianza, al centro da anni di un dibattito tra sostenitori e contrari.