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Gli ultimi giorni di Sinisa Mihajlovic: l'incontro con Zeman, la febbre e il coma farmacologico

Scritto da Redazione  | 

Sinisa Mihajlovic non ce l'ha fatta ed è morto a Roma alla clinica Paideia, dov'era ricoverato da domenica scorsa in seguito a complicazioni legate alla leucemia acuta che lo aveva colpito nel 2019. "Ti amo papà" il post della figlia Viktorja con una foto mentre tiene la mano dell'allenatore.

Morte Mihajlovic: la voglia di Sinisa di tornare in panchina

Mihajlovic se n'è andato a 53 anni stroncato da una forma particolarmente aggressiva di leucemia con cui combatteva da tempo. E dire che soltanto dieci giorni fa era apparso in pubblico, un po' a sorpresa, in un incontro con Zdenek Zeman. Sinisa era apparso in buone condizioni e pianificava già il suo ritorno in panchina, a distanza di 4 mesi dal doloroso esonero incassato lo scorso 6 settembre dal Bologna. "Voleva riprendere a girare l'Italia e l'Europa per assistere dal vivo alle partite. Un modo per tenersi aggiornato ed essere pronto per quando sarebbe arrivata la chiamata da una nuova squadra" il racconto degli amici.

Morte Mihajlovic, dalla febbre al coma farmacologico fino alla morte.

La leucemia, purtroppo, è tornata a farsi sentire. L'allenatore, domenica, ha accusato una forte febbre ed è stato ricoverato alla clinica Paideia, un'eccellenza delle strutture private nel cuore di Roma. Il tecnico è entrato in coma farmacologico da domenica fino alla morte avvenuta attorno alle 15 di ieri. "Sinisa è stato un guerriero fino in fondo " le parole di Francesca Bonifazi, la dottoressa che l'ha curato fino alla fine.