Besanino fermo un anno: caos pendolari e due scenari possibili
Besanino fermo dal 2026 al 2027 tra Triuggio e Villasanta. Bus sostitutivi e ipotesi alternative per i pendolari ancora senza certezze.
Il conto alla rovescia è iniziato, ma le certezze ancora mancano. A meno di sei mesi dallo stop della linea ferroviaria del Besanino, migliaia di pendolari non sanno ancora come cambieranno i loro spostamenti quotidiani.
Una risposta potrebbe arrivare oggi, mercoledì 18 marzo, con l’incontro in Regione Lombardia tra istituzioni e sindaci dei Comuni coinvolti dall’interruzione legata ai lavori della Pedemontana.
Date e tratte coinvolte: cosa cambierà davvero
Secondo il cronoprogramma attuale, la linea sarà sospesa dal 7 settembre 2026 al 28 agosto 2027.
Il blocco interesserà la tratta compresa tra Triuggio e Villasanta. Questo significa che, per un anno, le due stazioni diventeranno capolinea provvisori: Triuggio per chi arriva da Lecco, Villasanta per chi si muove verso Milano.
Una soluzione che rischia di complicare non poco la vita di studenti e lavoratori che ogni giorno utilizzano questa linea per raggiungere scuole e uffici.
Bus sostitutivi e linea alternativa: le ipotesi sul tavolo
Tra le soluzioni già discusse c’è quella dei bus sostitutivi tra le due stazioni interrotte. Un’ipotesi già utilizzata in passato, ma che presenta criticità evidenti.

Il traffico sulle strade brianzole è già intenso e nelle ore di punta potrebbe diventare difficile garantire tempi di percorrenza affidabili.
Un’altra opzione riguarda la possibile riattivazione per i passeggeri della linea Carnate-Seregno, oggi utilizzata solo per il traffico merci. Una soluzione più strutturale, ma tutta da verificare.
Nel frattempo, i Comuni porteranno in Regione i risultati di un questionario rivolto ai pendolari, utile per capire esigenze e possibili alternative di spostamento.
Il nodo degli spostamenti: treno più navetta o auto
Il vero punto critico riguarda le scelte dei pendolari. Le opzioni sono due: continuare a usare il treno fino ai capolinea e poi affidarsi alle navette, oppure spostarsi in auto fino alle stazioni attive.
Una decisione che potrebbe cambiare completamente gli equilibri della mobilità locale.
Villasanta osservata speciale: rischio traffico e parcheggi pieni
Tra i Comuni più preoccupati c’è Villasanta. Il timore è che molti pendolari decidano di raggiungere la stazione in auto, evitando i bus sostitutivi.
Questo potrebbe generare un aumento significativo del traffico e mettere sotto pressione parcheggi e viabilità locale.
Dalla Regione è stato confermato che i treni continueranno a circolare con una frequenza di circa trenta minuti nelle ore di punta, ridotta a un’ora nelle fasce meno frequentate.
Tempi di percorrenza raddoppiati: il nodo dei collegamenti
Tra le ipotesi tecniche c’è un collegamento autobus tra Triuggio e Villasanta con fermate intermedie a Macherio, Biassono-Lesmo e Buttafava.
Il problema è nei tempi: circa 30 minuti contro i 15 attuali in treno. Un raddoppio che, nella routine quotidiana, può fare la differenza.
Pendolari ancora senza risposte
A pochi mesi dall’interruzione, il quadro resta incerto. Le soluzioni esistono, ma nessuna è ancora definitiva.
La partita si gioca ora, tra decisioni politiche e organizzazione tecnica. Per i pendolari, però, il tempo stringe.



