La Brianza è il territorio lombardo con il maggior numero di incarichi carenti per i medici di famiglia. Secondo i dati del nuovo bando pubblicato da Regione Lombardia, nell'ASST Brianza risultano 405 posti da coprire, più di qualsiasi altra azienda sociosanitaria territoriale della regione. Di questi, 52 riguardano l'ambito di Monza, uno dei territori con le maggiori necessità di nuovi professionisti.

Il dato emerge dalla ricognizione regionale aggiornata a ottobre 2026, che individua 4.089 incarichi carenti di assistenza primaria in Lombardia, ai quali si aggiungono 30 posti per pediatri di libera scelta. La Regione ha aperto una nuova procedura per l'assegnazione degli incarichi, con domande possibili fino al 17 novembre.

Medici di base, Brianza prima in Lombardia per posti da coprire

La situazione dell'ASST Brianza spicca nel confronto regionale. Con 405 incarichi carenti, il territorio precede Milano Fatebenefratelli-Sacco, dove se ne contano 323, e Melegnano Martesana, con 287.

Seguono Bergamo Ovest con 230 posti, Milano Santi Paolo e Carlo con 223, Mantova con 207 e Valle Olona con 201.

Particolarmente significativo è il dato relativo all'ambito territoriale di Monza, dove gli incarichi da coprire sono 52. Un numero che rende evidente la difficoltà di garantire un adeguato ricambio dei medici di assistenza primaria.

È importante precisare che gli incarichi carenti individuati dal bando non corrispondono necessariamente ad altrettanti ambulatori rimasti senza medico. Si tratta delle disponibilità determinate secondo i criteri della programmazione regionale, un indicatore delle esigenze di copertura del servizio.

Perché mancano così tanti medici di famiglia

La carenza di professionisti è il risultato di diversi fattori che si sono accumulati negli anni.

Tra le cause principali figurano i pensionamenti dei medici appartenenti alla generazione dei baby boomer, una programmazione del fabbisogno che non sempre ha seguito l'evoluzione demografica e una professione diventata meno attrattiva per i giovani laureati.

Secondo le analisi richiamate dalla Fondazione Gimbe, l'invecchiamento della popolazione rende inoltre sempre più complesso il lavoro dei medici di medicina generale, chiamati a seguire un numero crescente di pazienti con necessità assistenziali articolate.

In Lombardia la media degli assistiti per medico è di circa 1.500 persone, senza considerare alcune categorie di iscritti temporanei.

A pesare sono anche i nuovi impegni previsti per i medici del ruolo unico di assistenza primaria, che comprendono attività negli ambulatori, nelle Case di comunità e nella continuità assistenziale.

Il concorso non convince i giovani: 310 presenti per 481 posti

Un altro segnale arriva dal concorso per il corso triennale di formazione specifica in medicina generale 2026-2029.

medico

A fronte di 481 posti disponibili, si sono presentati soltanto 310 candidati, nonostante le domande iniziali fossero circa 600.

Un risultato che pone interrogativi sulla capacità del sistema sanitario di attrarre nuovi medici di famiglia e sostituire i professionisti che lasciano il servizio.

Alla difficoltà nel reperire nuove figure si aggiungono anche alcune dimissioni volontarie, legate, secondo le segnalazioni riportate, al peso degli obblighi professionali previsti dalle nuove regole.

Il nuovo bando della Regione: domande fino al 17 novembre

Per affrontare le carenze, Regione Lombardia ha aperto il nuovo avviso per l'assegnazione degli incarichi di assistenza primaria e pediatria di libera scelta.

Le candidature possono essere presentate fino alle ore 16 di martedì 17 novembre 2026, esclusivamente attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi.

La procedura riguarda, secondo i requisiti previsti dall'avviso, medici già titolari di incarico che chiedono il trasferimento, professionisti inseriti nelle graduatorie regionali, medici in possesso dei titoli richiesti e iscritti ai corsi di formazione in medicina generale.

Per la Brianza, dove si concentra il maggior numero assoluto di incarichi carenti tra le ASST lombarde, il risultato del bando sarà particolarmente importante.

La questione non riguarda soltanto la possibilità di trovare nuovi professionisti, ma anche quella di rendere sostenibile il lavoro dei medici di famiglia, garantendo ai cittadini un'assistenza continuativa e accessibile.