Monza, Fausto Marchetti a 'Brianza in Campo': 'Ecco che tipo di approccio ha questa dirigenza. Su Bianco..'
Il leader della Curva Sud Davide Pieri è stato l'ospite della puntata
Fausto Marchetti, storico leader della Curva Sud “Davide Pieri”, ha partecipato alla puntata della trasmissione di Monza-News ‘Brianza in Campo’, condotta da Federico Ferrario, con Sara D'Auria alla postazione social e il direttore Stefano Peduzzi come opinionista.
Ecco alcune delle dichiarazioni divulgate dal responsabile della tifoseria organizzata del Monza nel corso della puntata, svoltasi negli studi di EsteNews.

Monza, Fausto Marchetti a ‘Brianza in Campo’
Nelle ultime cinque partite siamo stati la squadra che ha fatto più punti insieme al Catanzaro e la migliore difesa del campionato. Onestamente quante volte abbiamo visto il Monza, a questo punto della stagione, primo in Serie B? Io non ne ho memoria nella mia esperienza ultradecennale. Il campionato, oggi, è nelle nostre mani, al di là di fare o meno i conti sulle altre. Più ne vinciamo noi, meglio è. Pensare a vincere partita dopo partita e mi sembra che questo sia l'approccio della squadra. Ricordo le polemiche del nostro pareggio col Sudtirol, che è una squadra che fa tanta intensità a centrocampo, difficile da affrontare; abbiamo preso un buon pareggio e pure lo stesso Venezia ha fatto fatica, rischiando persino di perderla. Non credo che il Monza debba essere il Real Madrid o il Barcellona. Noi siamo il Monza, in passato siamo stati abituati a fare campionati di Serie C, C2, la piccola parentesi della D. Non eravamo abituati a campionati di vertice di B, giocati in questo modo; questo è un altro Monza che fa anche delle partite epiche, con delle rimonte. Guardiamo sempre il lato negativo invece di concentrarci sul positivo. Il mister ha fatto un lavoro importantissimo, Burdisso ha preso giocatori fondamentali, nelle finestra di mercato invernale sono giunte pedine che stanno dando molto anche a livello di agonismo e impegno. Bianco ha rivitalizzato Petagna e anche altri giocatori, che stanno riprendendo il ritmo degli altri anni. Sono state fatte prestazioni e vittorie importanti, anche in trasferta, con tante partite difficili fuori casa nel girone d'andata. Al netto delle schifezze subite a livello arbitrale, con dei rigori non dati. Credo ci siano tutti gli stimoli per provare a vincere il campionato, puntando più in alto possibile. La percezione che abbiamo noi tifosi biancorossi deriva, probabilmente, anche dal fatto che ora non vi è un vero venditore di quello che sta facendo il Monza. Siamo stati abituati a Galliani che faceva passare anche un pareggio come una vittoria in Champions League, capacissimo di vendere tutto tramite la televisione o i giornali, arrivando anche al grande pubblico; oggi non ci arriviamo perché l'approccio di questa dirigenza è più manageriale, rivolto ai numeri, ai conti e si appare di meno. Non si racconta degli obiettivi che si hanno. Un approccio di tipologia più anglosassone, di una proprietà, un fondo di private equity americano che non vedi, non parla, non spiega necessariamente degli obiettivi. Abbiamo un manager di grande esperienza, con risultati ottimi con la Roma in passato, come l'AD Baldissoni ed un mister che parla e rappresenta un po' tutto. Credo che il percepito all'esterno sia questo, in Italia siamo abituati diversamente. Per questo motivo, la mancanza di una società presente a livello di comunicazione e mediatico, la percepiamo come inquietudine; non conoscere i progetti futuri, crea questo sentimento che, forse devalorizza, quello che di ottimo si sta vedendo in campo. Izzo? Il Monza ci ha guadagnato a livello economico e, probabilmente, come coesione di squadra. Poi è un giocatore al quale i tifosi hanno dato tanto, un affetto che però non è stato ricambiato. Il suo amore era forse un calesse nei nostri confronti, certe storie possono finire anche così, a questo punto “chi se ne frega”. Mister Bianco a me sembra una persona vera, dà l'idea di essere un ex calciatore che ha lottato tanto per arrivare dove è arrivato e, quindi, ha magari quel qualcosa in più rispetto a chi era già stato un predestinato da calciatore. Non dà per scontate alcune dinamiche che accadono negli spogliatoi, mi dicono che sia un super stakanovista, ha la testa sul lavoro, onestamente a me piace come persona e ha grosse qualità umane; come allenatore mi sembra che stia riuscendo a ricostruire mentalmente un ambiente depresso.
Qui per rivedere integralmente la puntata: (clicca qui)

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