Monza furioso, bomber Varela e poker stellare: i brianzoli surclassano il Cagliari 4-0
Prestazione perfetta e super vittoria della squadra di Juric contro i sardi, in ambasce al Brianteo. Kouadio, Robinson e Varela (doppietta) decidono il match. L'analisi tattica.
"Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori", scriveva Ludovico Ariosto nell'incipit del suo Orlando furioso.
Il poema epico-cavalleresco utilizza la figura retorica del chiasmo, un incrocio simmetrico che ne caratterizza la struttura.
L'incrocio simmetrico è anche il punto di svolta del centrocampo del Monza, autorevole nella prima partita del Monday Night. L'elemento cruciale è Foe Ondoa, che si connette con Akinsanmiro e completa la mediana, mettendo in asse l'intera squadra.
Tutti gli interpreti mostrano le qualità dei personaggi tratteggiati da Ariosto, “eroi senza macchia e senza paura”, difensori della propria area e attaccanti della porta altrui.
“La squadra, i calciatori, il gioco, i gol”: il chiasmo biancorosso si compie in una gara di altissimo livello, praticamente perfetta sul piano del risultato e della differenza reti. È un Monza “Furioso” allo stadio Brianteo, davanti al pubblico di casa, con una cattiveria agonistica che compensa le chance sprecate nelle giornate precedenti (Udinese, Parma, Lecce, Lazio). I rimpianti diventano motivo di riscatto, il rammarico un incentivo per conquistare l'intera posta in palio.
I brianzoli scrivono un pezzo della loro storia in Serie A, centrando la vittoria più larga in campionato alla quarta partecipazione assoluta.
Tornqvist è una saracinesca, la difesa un muro, il centrocampo è l'ago della bilancia tra i reparti, l'attacco vibra di calcio, entusiasmo e gol.
Ma è nell'equilibrio che il Monza fortifica il suo castello, surclassando un Cagliari altalenante e dai due volti.

Parare, segnare, raccordare
Manlio Scopigno, allenatore dello scudetto del Cagliari nel 1969/70, riassumeva il calcio in una frase: “Datemi un portiere che pari, un attaccante che segni, in mezzo metteteci chi volete e vincerò”.
Sintesi di un pensiero che non semplifica il calcio, ma ne evidenzia le fondamenta. Un concetto che Ivan Juric ha ribadito più volte: avere giocatori che fanno il loro dovere è essenziale.
Nella prima frazione la formazione di Pisacane, rivelazione di questo inizio di stagione, cattura il possesso palla e fraseggia con fluidità, dal basso e verticalmente, trovando spesso il terzo uomo tra le linee. Il Cagliari gioca meglio col pallone tra i piedi, ma il Monza fa ancora meglio senza palla, restando compatto e attento agli inserimenti.
Scalate, sovrapposizioni e ripartenze: la strategia di Juric è quella di colpire gli avversari nel loro punto forte, ovvero nel risalire velocemente il campo e ribaltare il fronte liberando spazi in transizione. Ma l'unico modo per mettere in atto la tattica è spartirsi le redini del gioco.
Una squadra di gamba e corsa si batte con gamba e corsa. Tornqvist blinda la porta con due autentici miracoli, poi ci pensa Mota - tuttocampista e giocatore più in forma del momento - a scombinare i piani al Cagliari. E così la squadra di Juric resiste agli assalti dei sardi, rimane in partita e passa in vantaggio. Al 39' Kouadio sblocca il match con un gol che spezza le reni alla compagine di Pisacane. L'assist illuminante è del 47 portoghese, preciso e sulla corsa del compagno, che in area gela Caprile: 1-0.
Nella ripresa il tecnico biancorosso dà un paio di indicazioni ai suoi ragazzi, fornendo le contromisure per isolare il Cagliari. L'effetto è immediato e, al rientro in campo, il Monza domina in lungo e in largo, concedendo poco e capitalizzando quasi tutto.
Il 2-0 è un gioiello di Gustavo Varela, su assist di un imperioso e onnipresente Foe Ondoa, primo a guidare le pressioni sul portatore avversario e a sostenere gli attaccanti in fase offensiva. El segna semper lu: il portoghese riceve palla al suo ingresso in area, controlla e scarica un destro in diagonale che si infila all'angolino. Non d'interno a uscire, ma dritto per dritto, di collo-punta, a metà tra Toto' di Natale e Luis Muriel. Un gesto che testimonia il bagaglio tecnico del numero 9 e la sua capacità di scegliere sempre la soluzione ideale, in un tempo cortissimo e in spazi ridotti.
Le catene lavorano alla perfezione, con quella sinistra più bloccata e quella destra d'assalto: Birindelli macina chilometri, spiccando per risoluzione e generosità, Kouadio è il braccetto armato che interpreta le due fasi con ordine. Con le caratteristiche da incontrista e percussore di Ondoa, sale in cattedra anche Akinsanmiro, che recupera palla e avvia l'azione del 3-0: testa di Birindelli, assist al bacio di Varela e piattone morbido di Robison a bucare di nuovo Caprile.
13 minuti più tardi "Il Laureato" biancorosso restituisce il favore al 9 lusitano, con la complicità del palo. La sua giocata, finta di dribbling sul destro e rientro sul sinistro, si infrange sul legno e diventa preda di "Punto G" Gustavo, (6 centri in 6 presenze in A) un cecchino che a Monza non si vedeva dai tempi di Francioso. In mezzo c'è anche un palo di Colpani, con un sinistro a giro di pregevole fattura.
Poker calato, sipario strappato. Game Over al Brianteo: i brianzoli battono 4-0 i rossoblù.

7 punti in 7 partite
12 tiri, 6 nello specchio di porta, 4 gol fatti e 0 subiti: il Monza vince e lo fa con una prova superlativa, mettendo a referto il suo primo clean sheet in campionato e conquistando il secondo successo di fila in casa. L'ultima volta era accaduto nel 2022, sotto la guida di Raffaele Palladino (Monza-Juventus 1-0, Monza-Spezia 2-0).
Tre punti d'oro per la squadra di Juric, che sale a quota 7 in 7 partite, con una media di un punto esatto a gara.
In una sola partita i brianzoli, a tratti devastanti, rifilano più gol di quanti il Cagliari ne aveva incassati nelle precedenti sei gare (3). E lo fanno con personalità, trovando i giusti automatismi e una disciplina tattica che non soffoca il talento ma lo eleva. I “Magnifici Tre” in attacco sono l'incubo della retroguardia rossoblù, in difficoltà a contenere le combinazioni e le giocate biancorosse. Ma è nella lettura dei momenti e nella gestione della gara che il Monza costruisce la sua vittoria, mostrando una notevole reattività sulle seconde palle e un certo riguardo sulle marcature preventive.
Venerdì 23 ottobre alle 20:45 il Monza tornerà al Grande Torino dopo il successo in Coppa Italia: in campionato sarà un'altra storia, ma finora i biancorossi hanno dimostrato di potersela giocare contro tutti, in casa e in trasferta. Con questa mentalità, la squadra di Juric può continuare a fare bene, miscelando umiltà, entusiasmo e identità.
Andrea Rurali



