Sborgia: ”Monza favorito, al Pescara servirebbero…"
L'intervista esclusiva al giornalista di Pescarasport24, i dettagli
Sabato si torna in campo all’U-Power Stadium: per i ragazzi di Paolo Bianco si presenta l'occasione immediata per riscattare il beffardo pareggio subito nel finale contro il Frosinone. Un risultato che attualmente relega il Monza al terzo posto, alle spalle dei ciociari e del Venezia di Giovanni Stroppa.
Ospite di turno sarà il Pescara, fanalino di coda che sta vivendo una delle stagioni più difficili della sua storia, reduce dalla sconfitta interna contro il Modena e dalla dura contestazione della tifoseria verso il patron Sebastiani.
Guai, però, a sottovalutare l’impegno: le lezioni arrivate dalla sconfitta contro la Virtus Entella, dal pari con il Südtirol e dal KO contro il Padova devono restare ben impresse nella mente dei biancorossi se l'obiettivo è il ritorno immediato in Serie A. Per analizzare il momento degli abruzzesi, abbiamo intervistato in esclusiva per Monza-News Matteo Sborgia, firma di punta di Pescarasport24 e profondo conoscitore del panorama calcistico adriatico.
Il nodo centrale: un Pescara fanalino di coda
"Il problema principale del Pescara è evidente: ci sono lacune strutturali sotto gli occhi di tutti. Mancano, nell’ordine: un terzino sinistro di ruolo, un centrale mancino, un centrocampista di struttura capace di legare la squadra e, soprattutto, un attaccante che segni regolarmente. Servirebbero almeno cinque innesti di peso.
Il mercato estivo è stato completato troppo tardi, portando in rosa giocatori non al top della forma. Oltre a subire troppe reti, la squadra non riesce a chiudere le partite quando è in vantaggio: se a Bari o a Castellammare di Stabia non concretizzi, alla fine vieni punito. Senza correzioni strutturali pesanti, competere a certi livelli diventa un'impresa."
Il fallimento tecnico: il caso Vivarini tra Pescara e Bari
"L’esonero di Vivarini era prevedibile: è un allenatore che ha bisogno di profili specifici e il Pescara ha sbagliato a puntare su di lui senza poterlo accontentare sul mercato. Se i giocatori arrivano a luglio e fanno la preparazione è un conto; se arrivano da svincolati a fine agosto, le difficoltà sono inevitabili. Va detto che il mister ci ha messo del suo per limiti caratteriali, non trasmettendo la 'garra' necessaria.
Al contrario, Gorgone è riuscito a dare una scossa temperamentale, ma è rimasto condannato dagli episodi e dall'inesperienza di un organico incompleto. I risultati, d'altronde, parlano chiaro: anche nella sua esperienza a Bari, Vivarini ha inciso poco arrivando all'esonero. Questo avvalora la tesi che sia un tecnico che deve partire dall'inizio e non un allenatore da chiamare a stagione in corso."
Gli addii degli artefici della promozione
"L’addio di Plizzari era nell'aria, nonostante i tentativi della società di trattenerlo. Più pesante è stato il divorzio da mister Baldini: anche lo scorso anno la rosa presentava limiti, ma il suo carattere e le sue idee hanno trasmesso la mentalità giusta per vincere i playoff. È venuto a mancare quel valore aggiunto; quest'anno sono mancati i risultati e, di conseguenza, l'entusiasmo."
Calciomercato e Società: Dagasso verso il Venezia
"Sul fronte mercato, sono ufficiali gli addii di Milan al Sorrento e Squizzato alla Virtus Entella, mentre sembra in dirittura d’arrivo la cessione di Dagasso al Venezia. Le entrate dipenderanno da queste operazioni. Oggi la Serie B è una categoria per proprietà straniere con grandi disponibilità economiche, come il Monza, il Venezia o il Palermo. Il Pescara di Sebastiani non può competere finanziariamente e dovrebbe puntare tutto sulle idee per colmare il gap, altrimenti la forbice con le grandi si allarga."
La sfida con la corazzata Monza e il ritorno di Delli Carri
"Il Monza è una squadra solida, costruita per vincere, e Bianco sta facendo un grande lavoro con una rosa competitiva in ogni ruolo. È la candidata più autorevole per il titolo. All'andata mi impressionò Colpani, ma è la compattezza del gruppo a fare la differenza. Per il Pescara sarà una gara difficilissima, in un clima di contestazione della Curva Nord verso la presidenza.
Un’ultima nota su Filippo Delli Carri: vederlo così affermato non mi stupisce. È cresciuto nella nostra Primavera e la sua carriera parla per lui; ne conosco bene le qualità e sono felice che stia dimostrando il suo valore."
Antonio Scirtò

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