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Le dichiarazioni diffuse nelle ultime ore dagli Stati Uniti hanno acceso un allarme internazionale senza precedenti. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato quello che definisce un “attacco su larga scala” contro il Venezuela, sostenendo che il presidente Nicolás Maduro sarebbe stato catturato e trasferito fuori dal Paese, insieme alla moglie.

Le affermazioni, pubblicate dallo stesso Trump sui social e rilanciate da diversi media statunitensi, non hanno ancora trovato conferme indipendenti complete, mentre da Caracas arrivano smentite e accuse durissime.


Trump: “Operazione riuscita, conferenza stampa a Mar-a-Lago”

Secondo quanto dichiarato dal presidente Usa, l’operazione sarebbe stata condotta con il supporto delle forze dell’ordine e delle forze armate statunitensi. Trump ha annunciato una conferenza stampa alle 11:00 (ora locale) nella sua residenza di Mar-a-Lago, promettendo ulteriori dettagli.

La Casa Bianca, al momento, non ha diffuso un comunicato ufficiale con il resoconto operativo dell’azione.


Media internazionali: forze speciali Usa in Venezuela

Trump

Diversi media americani, tra cui CBS News, riferiscono che forze speciali statunitensi sarebbero state avvistate sul territorio venezuelano dopo una serie di esplosioni registrate nella notte a Caracas.

Sui social circolano immagini non verificate che mostrerebbero mezzi militari statunitensi nelle strade della capitale, ma le autorità Usa non hanno confermato ufficialmente questi contenuti.


Petro: “Colpiti Parlamento e mausoleo di Chávez”

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha scritto su X che sarebbero stati colpiti obiettivi istituzionali e militari a Caracas, tra cui:

  • il Palacio Federal Legislativo, sede del Parlamento
  • il Cuartel de la Montaña, dove si trova il mausoleo di Hugo Chávez

Secondo Petro, sarebbe stato attivato anche un piano di difesa attorno al palazzo presidenziale Miraflores.


La risposta di Caracas: “Violata la Carta dell’Onu”

Durissima la reazione del governo venezuelano. Il ministro degli Esteri Jorge Arreaza ha parlato di un “tentativo di guerra coloniale” e di un’azione mirata a forzare un cambio di regime.

In una nota ufficiale, Caracas accusa Washington di voler mettere le mani sulle risorse strategiche del Paese, in particolare petrolio e minerali, denunciando una violazione della Carta delle Nazioni Unite.


Un’escalation dalle conseguenze imprevedibili

Se confermata, l’operazione rappresenterebbe una svolta storica nei rapporti tra Stati Uniti e America Latina, con potenziali ripercussioni su:

  • equilibri regionali
  • mercati energetici
  • relazioni diplomatiche globali

Al momento, la situazione resta in rapida evoluzione, con versioni contrastanti e verifiche ancora in corso.