Monza, dopo 65 anni saluta un'altra bottega storica. Intanto le telecamere di Mediaset...
La storica gastronomia di via San Gerardo saluta la città. Mentre Mattino 5 parla della chiusura de 'La Rinnovatrice'
A Monza, come in tante città italiane, il commercio di prossimità è fatto di storie che durano decenni e che spesso si intrecciano con la vita dei quartieri. Negozi che non sono soltanto luoghi di vendita, ma punti di riferimento quotidiani, spazi di relazione, memoria condivisa.
Quando una serranda si abbassa dopo tanti anni, non sempre dietro c’è una crisi o una sconfitta. A volte è una scelta, altre una necessità. E capire la differenza aiuta a leggere meglio ciò che sta accadendo.
In questi giorni, due chiusure storiche hanno riportato al centro il tema delle attività storiche a Monza, attirando anche l’attenzione dei media nazionali.
Storie diverse, motivazioni diverse, ma un filo comune: il segno lasciato nella città.

Attività storiche a Monza: chiude l’Angolo del Buongustaio
Dopo 65 anni di attività, lo storico Angolo del Buongustaio di Monza, in via San Gerardo, si prepara a chiudere definitivamente. Una notizia che ha colpito il quartiere e i tanti clienti affezionati, ma che – come raccontato anche da Primamonza – non nasce da difficoltà economiche.
A spiegarlo sono gli stessi titolari, Bruno Colombini e la moglie Betti, attraverso un messaggio affisso in vetrina (qui sopra l'immagine):
Dopo 65 anni di lavoro, passione e dedizione, è giunto per noi il momento di chiudere un capitolo importante della nostra vita per iniziarne uno nuovo.
L’attività era nata nel 1960 grazie a Franco e Irene, genitori di Bruno. Una storia familiare che ha attraversato generazioni, con nonna Irene – oggi 93 anni – ancora lucida nel ricordare ogni fase di quel lungo percorso.
Negli anni, la storica gastronomia di Monza è diventata molto più di un negozio: un luogo di incontro, fatto di sorrisi, consigli e relazioni quotidiane.
Come sottolineato dai titolari, la chiusura arriva con l’ingresso nella pensione e con la scelta consapevole di non cedere l’attività:
Nonostante non siano tempi facili per le attività commerciali, la nostra è una chiusura scelta e non obbligata.
Proprio per questo, il saluto alla città è avvenuto con una grande partecipazione: una festa con aperitivo per ringraziare clienti che, in alcuni casi, frequentavano il negozio fin dai tempi di Irene.
Negozi storici a Monza: il caso di Fausto Dioli e gli affitti
Diversa, invece, la storia che riguarda un’altra delle attività storiche di Monza, finita al centro dell’attenzione anche delle telecamere di Mattino 5. Nei giorni scorsi, Mediaset era in città per raccontare la chiusura della storica calzoleria ‘La Rinnovatrice’ di Fausto Dioli, aperta da 97 anni.
Leggi anche: Monza perde un pezzo di storia: chiude una storica bottega dopo quasi un secolo
In questo caso, però, le motivazioni sono ben diverse. La decisione non nasce da una scelta di vita, ma dal peso degli affitti troppo alti, diventati insostenibili nel tempo.
Una situazione che mette in luce una delle criticità più frequenti per i negozi storici a Monza, soprattutto nel centro cittadino: costi fissi crescenti che rendono sempre più difficile la sopravvivenza delle botteghe artigiane.
Due chiusure che non vanno confuse né unite, ma che raccontano due facce dello stesso fenomeno. Da una parte chi decide di fermarsi per scelta, dall’altra chi è costretto a farlo per condizioni economiche diventate proibitive. In mezzo, una città che saluta pezzi importanti della propria identità commerciale.



