Domani sera Ivan Juric tornerà all'Olimpico Grande Torino da avversario. Il tecnico del Monza ritrova il club che ha allenato per tre stagioni e 114 partite in Serie A. Non sarà una partita come le altre per Ivan Juric. Domani, martedì 1 settembre 2026, il tecnico del Monza tornerà allo Stadio Olimpico Grande Torino, questa volta sulla panchina avversaria. In palio c'è il passaggio agli ottavi di finale di Coppa Italia, in una gara secca che inizierà alle ore 21. La squadra che supererà il turno affronterà il Milan. Ma per Juric il Torino non è soltanto l'avversario di una sera. È una parte importante della sua carriera: il croato arrivò sulla panchina granata nell'estate del 2021 e rimase fino al termine della stagione 2023/24. In mezzo ci sono tre campionati, 114 panchine in Serie A, un decimo posto da 50 punti e poi altri 53 punti conquistati in entrambe le stagioni successive. Ecco cinque curiosità per raccontare il rapporto tra Juric e il Torino alla vigilia di Torino-Monza.

1. Juric arrivò al Torino nell'estate del 2021

Il primo capitolo della storia granata comincia il 28 maggio 2021, quando il Torino annunciò ufficialmente l'accordo con Ivan Juric. Il tecnico croato avrebbe iniziato il proprio lavoro dal 1° luglio, con un contratto triennale. Era un allenatore reduce dalle due stagioni al Verona e chiamato a dare una nuova identità a un Torino che aveva appena conquistato la salvezza. La scelta avrebbe avuto un peso significativo. Lo stesso club granata, nel ricostruire oggi quel periodo nella propria storia ufficiale, descrive la prima stagione di Juric come quella del riscatto, sottolineando il calcio intenso e propositivo portato dall'allenatore e il ritorno di una precisa identità nella squadra. Il risultato finale fu il decimo posto con 50 punti, frutto di 13 vittorie, 11 pareggi e 14 sconfitte. Non era ancora il Torino che Juric avrebbe lasciato tre anni dopo, ma era già una squadra riconoscibile.

2. Tre stagioni, sempre nella parte sinistra della classifica

La seconda curiosità riguarda la continuità. Juric non riuscì a portare il Torino in Europa, ma costruì una squadra capace di mantenersi stabilmente nella parte sinistra della classifica. Nel 2022/23 arrivarono altri 53 punti e il decimo posto. Nel 2023/24, l'ultima stagione del croato in granata, il bottino fu ancora di 53 punti, questa volta con il nono posto finale. Un dato racconta bene la regolarità di quel Torino: 53 punti in due campionati consecutivi. Furono anche stagioni nelle quali alcuni giocatori crebbero molto sotto la guida di Juric. Il Torino ricorda, tra gli altri, l'arrivo di Nikola Vlasic e Perr Schuurs nella prima stagione e quello di Raoul Bellanova e Duván Zapata nella seconda.

3. Buongiorno e Bellanova: due giocatori arrivati anche in Nazionale

Il Torino di Juric ebbe anche il merito di accompagnare alcuni dei suoi protagonisti verso la Nazionale. Nel giugno 2024 il club comunicò infatti la convocazione di Alessandro Buongiorno e Raoul Bellanova per gli Europei in Germania. Entrambi facevano parte del gruppo azzurro scelto da Luciano Spalletti per Euro 2024. È un dettaglio che aiuta a leggere il lavoro di Juric oltre la classifica. Il suo Torino non fu soltanto una squadra da decimo o nono posto: fu anche un ambiente nel quale alcuni calciatori riuscirono a imporsi a livello nazionale. E proprio Buongiorno è uno dei nomi più rappresentativi di quella esperienza. Nel 2023 il Torino lo indicava come leader difensivo della squadra per contrasti, respinte difensive e palloni intercettati.

4. Il Torino di Juric ha battuto Milan, Napoli e Atalanta

Se si cercano le partite simbolo del triennio, ce ne sono diverse. Il Torino ricorda tra i successi più prestigiosi il 2-1 contro il Milan del 30 ottobre 2022, l'1-0 sul campo della Fiorentina nel gennaio 2023, il 3-0 contro il Napoli del 7 gennaio 2024 e il 3-1 sul Milan del 18 maggio 2024. A questi risultati si aggiunge il 3-0 sull'Atalanta del dicembre 2023, altro risultato significativo di quella gestione. Non è un caso che il club, nel ripercorrere ufficialmente il periodo 2021-2024, parli di vittorie di prestigio. Il Torino di Juric aveva costruito una caratteristica precisa: poteva mettere in difficoltà anche avversari sulla carta superiori. È forse uno degli aspetti che il Monza ritrova oggi nel proprio allenatore: una squadra aggressiva, intensa e costruita per giocare la partita senza rinunciare alla propria identità.

5. L'addio nel giugno 2024: “Un Toro di belle speranze”

L'ultima curiosità è anche quella che chiude il capitolo granata. Il 21 giugno 2024, il Torino annunciò ufficialmente la fine del rapporto con Juric e ringraziò il tecnico e il suo staff per il lavoro svolto nei tre anni precedenti. Il giorno successivo arrivò anche il messaggio dell'allenatore ai tifosi. Juric parlò di tre anni nei quali si era “gioito e pianto insieme” e disse di essere orgoglioso di ciò che era stato fatto. Poi una frase particolarmente significativa sul gruppo lasciato a Torino: “Il Toro che lascio è un Toro di belle speranze”. Oggi quelle parole assumono un significato diverso. Juric è tornato in Serie A con il Monza e, a distanza di poco più di due anni, si ritrova dall'altra parte del campo proprio contro quella società che aveva rappresentato una delle esperienze più lunghe della sua carriera. I biancorossi arrivano a Torino dopo l'eliminazione dell'Avellino e affrontano un turno secco: chi vince accede agli ottavi contro il Milan. Per Juric, invece, sarà una sorta di ritorno a casa calcistico. È stato il tecnico del Torino per 114 gare di Serie A, con un bilancio di 40 vittorie, 36 pareggi e 38 sconfitte. Il club granata ha ricordato come, nella sua storia in Serie A, soltanto quattro allenatori abbiano collezionato più panchine di lui. Domani non ci saranno però classifiche da difendere né vecchi bilanci da aggiornare. Ci sarà un posto negli ottavi di Coppa Italia da conquistare.

E Juric, questa volta, proverà a farlo contro il suo passato.