Colmar cambia volto dopo oltre un secolo: ecco chi guiderà il marchio di Monza
Cambio nella governance di Colmar: Giulio Colombo nuovo presidente, Laura Colombo vicepresidente e nuova spinta verso estero, innovazione e intelligenza artificiale.
Cambio al vertice per Manifattura Mario Colombo & C, proprietaria del marchio Colmar e distributrice di Lacoste in Italia. Dopo la scomparsa del presidente Mario Colombo, lo scorso aprile, la quarta generazione della famiglia prende il timone dell’azienda monzese con una nuova governance e un obiettivo preciso: rafforzare la presenza internazionale.
A raccontare la nuova fase è il Corriere della Sera, che su L’Economia ricostruisce strategie e prospettive del gruppo. Giulio Colombo è stato indicato come nuovo presidente, affiancato da Laura Colombo nel ruolo di vicepresidente e da Carlo e Stefano Colombo come consiglieri.
Da Monza al mondo: Colmar vuole cambiare gli equilibri
La Manifattura nasce a Monza nel 1923 per iniziativa di Mario e Irma Colombo e oggi conta 295 dipendenti. Il marchio Colmar, nato negli anni Venti, ha legato gran parte della propria storia allo sci, vestendo nel tempo campioni come Zeno Colò, Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e la slovena Ana Bucik.
La nuova governance punta ora a tenere insieme tradizione, performance sportiva e innovazione. “La competizione è dinamica, la domanda non va di pari passo, ma il nostro dna che tiene assieme heritage e performance sportiva ci porta a lavorare sul prodotto perché sia sempre più performante”, ha spiegato Giulio Colombo al Corriere della Sera.
Tra gli ambiti su cui l’azienda sta lavorando ci sono sostenibilità, nuovi tessuti e intelligenza artificiale. La prototipazione virtuale dei capi, secondo Giulio Colombo, sta già portando vantaggi in termini di tempi e costi, mentre l’AI viene introdotta anche in altre aree aziendali, compreso l’ecommerce.
Il 60% del fatturato è ancora in Italia: l’obiettivo è il 50-50
Nel 2025 l’azienda ha superato i 100 milioni di euro di fatturato e per il 2026 si attende un risultato simile. L’ecommerce pesa oggi per il 12%, mentre gli investimenti in conto capitale saranno pari a circa il 2% del fatturato e riguarderanno, tra le altre cose, il rinnovo del sistema Erp e l’implementazione di soluzioni di intelligenza artificiale. Le spese operative destinate al marketing peseranno invece circa il 10%.
La sfida più rilevante riguarda però l’estero. Attualmente il 60% del fatturato viene realizzato in Italia. “L’obiettivo è arrivare a 50-50 molto velocemente”, ha spiegato Stefano Colombo al Corriere della Sera.

L’azienda ha già aperto una branch dedicata ai mercati tedesco e austriaco e in Austria ha stretto una partnership con la Federazione di sci austriaco. Nei programmi ci sono anche lo sviluppo in Svizzera e Francia, dove nel 2030 si terranno le Olimpiadi invernali.
Stefano Colombo entra nella governance come amministratore delegato con delega al commerciale, al marketing e alla distribuzione di Lacoste. In azienda lavorava già da 16 anni, dopo la laurea alla Bocconi e alcune esperienze all’estero, compresa Parigi in Lacoste.
Il gruppo conta oggi 14 boutique Lacoste in Italia e sette outlet, mentre Colmar dispone di 13 negozi e sei outlet. Nella quarta generazione sono presenti in azienda anche Roberta, figlia di Giulio, impegnata sul prodotto, e Riccardo Vago, figlio di Laura, che segue il retail, pur non facendo parte della governance.



