"Un predestinato": Percassi incorona Palladino dopo il miracolo Champions!
Notte da brividi al 98’: Palladino riscrive la storia dell’Atalanta contro il Dortmund

C’è un prima e un dopo. Il 22 novembre scorso segna la linea di demarcazione tra una stagione che sembrava stregata e l’inizio di un’epopea nerazzurra che profuma di storia. L’uomo del cambio di passo ha un nome e un cognome: Raffaele Palladino.
L'ex tecnico del Monza, arrivato a Bergamo con l'etichetta di "giochista" emergente, ha trasformato i dubbi iniziali in una marcia trionfale. Se in Brianza aveva dimostrato di saper dare un’identità chiara a una debuttante in Serie A, all'Atalanta ha compiuto il salto di qualità definitivo, confermandosi un allenatore di caratura internazionale.
I numeri della svolta
Quello che impressiona della gestione Palladino non è tanto la destinazione raggiunta, quanto la velocità con cui ha raddrizzato una stagione che sembrava ormai compromessa. Se l'esordio contro il Napoli aveva fatto temere il peggio, da quel 22 novembre il volto della Dea è cambiato radicalmente. La squadra ha infatti innestato le marce alte, collezionando ben 15 successi complessivi in una cavalcata che ha toccato ogni fronte, dal campionato fino alle notti europee.
In questo percorso, i nerazzurri hanno imparato a non dividersi mai, limitando i pareggi a soli due episodi e dimostrando una solidità mentale fuori dal comune. Anche le cinque sconfitte totali registrate finora hanno un sapore diverso: tre di queste sono maturate nel girone di Champions League, inciampi calcolati che non hanno però impedito al tecnico di guidare il gruppo verso la storica conquista degli ottavi di finale.
Il riflesso più evidente di questa "cura" è però la classifica di Serie A. Quella che era una squadra smarrita e lontana dai vertici dopo un avvio di stagione disastroso, è oggi una realtà tornata a occupare stabilmente le zone nobili del campionato, riagganciando con prepotenza il treno per l'Europa. Sotto la guida dell'ex Monza, l'Atalanta non ha solo ritrovato i punti, ma ha imparato a soffrire nei momenti difficili per poi colpire con cinismo nelle partite che pesano davvero.
La notte magica: Dortmund ribaltato al 98'
Il capolavoro di Palladino si è materializzato contro il Borussia Dortmund. Dopo il 2-0 dell'andata, i nerazzurri hanno messo in scena una battaglia di nervi e tattica. Avanti 3-0, l'Atalanta ha subito il gol di Adeyemi che avrebbe steso chiunque. Invece, lo spirito trasmesso dall'ex allenatore del Monza ha fatto la differenza: pressione alta, coraggio e il rigore conquistato da Krstovic e realizzato da Samardzic al 98' per il definitivo tripudio.
"Un mese e mezzo fa probabilmente questa partita l'avremmo persa," ha ammesso Palladino nel post-gara. "Siamo maturati, abbiamo capito quando difendere e quando aggredire. È qualcosa che resterà per sempre nella mia mente."
La benedizione di Percassi: "È un predestinato"
Dalla tribuna, l'emozione è esplosa in un pianto liberatorio. L'amministratore delegato Luca Percassi, visibilmente commosso, non ha usato giri di parole per descrivere il tecnico: "Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste. Questa impresa è seconda solo a quella di Dublino. Siamo orgogliosi che Bergamo viva notti così."
Il tecnico, con la consueta eleganza, ha preferito spostare i riflettori sul gruppo: "I meriti sono dei ragazzi, sono stati intelligenti e furbi. Il calcio italiano va tutelato, troppo spesso siamo critici. Stasera abbiamo fatto ricredere tutti."
Dalla Brianza alla Champions
Il successo di Palladino a Bergamo non nasce dal nulla. È il frutto di quel percorso iniziato a Monza, dove ha imparato a gestire pressioni e ambizioni. Oggi, quell'apprendistato sembra un ricordo lontano: Palladino non è più solo una promessa, ma la guida di un’Atalanta che non ha più paura di sognare in grande, in Italia e in Europa.



