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Una variante invisibile

Il morbillo non si ferma. Anzi, cambia forma e diventa più difficile da individuare. A Milano, da inizio anno, sono stati scoperti cinque casi di una nuova variante del virus, denominata 'Genotipo D8', che potrebbe eludere i test diagnostici comunemente usati. Lo riferisce MilanoToday, riprendendo uno studio condotto da ricercatori dell'Università Statale di Milano e dell'Istituto superiore di Sanità, apparso sulla rivista scientifica 'Eurosurveillance'. Gli autori sottolineano l'urgenza e l'importanza di "aggiornare tempestivamente" i test, per poter riconoscere "tutti i ceppi di virus attualmente circolanti".

I viaggiatori infetti

Morbillo infezione

I cinque casi rilevati non presentano un chiaro collegamento epidemiologico tra loro. Tre di essi hanno riportato una recente storia di viaggio in Uzbekistan, Thailandia e Italia meridionale. I casi sono stati confermati con l'analisi delle immunoglobine specifiche per il virus e con il test sull'Rna del morbillo ('MeV-Rna') sia nei campioni di urina sia in quelli di tampone orofaringeo.

Le mutazioni del virus

Due dei pazienti che avevano viaggiato in Italia meridionale e in Thailandia erano portatori di ceppi di morbillo caratterizzati da tre mutazioni già descritte da ricercatori svizzeri. Le mutazioni riguardano una particolare regione della nucleoproteina, che è il bersaglio dei test rapidi solitamente impiegati, e determinano una (lieve) riduzione della sensibilità del test. Nessuno degli altri 614 ceppi isolati dal laboratorio dal 2017 in poi mostrava queste mutazioni.

Gli studiosi ritengono che il virus del morbillo con le mutazioni riscontrate in Svizzera sia già in circolazione in Italia. Questa ipotesi è coerente con i risultati del team svizzero, precedente a quello italiano, che aveva segnalato un caso locale che aveva viaggiato in Italia. L'aggiornamento tempestivo dei test consentirà quindi di identificare più rapidamente il virus mutato e la sua diffusione reale.

La situazione in Europa

Nel frattempo, venerdì 16 febbraio, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha pubblicato un rapporto in cui si evidenzia il numero crescente di casi di morbillo in Europa, soprattutto nelle aree con un basso livello di copertura vaccinale; i bambini al di sotto dei 12 mesi di età, essendo troppo piccoli per ricevere il vaccino, costituiscono il gruppo più a rischio, insieme ai bambini non vaccinati con meno di 5 anni, agli adulti e ai bambini immunodepressi: gruppi che presentano un maggior pericolo di malattia grave, con aumento della mortalità.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha ribadito che, per interrompere la trasmissione del morbillo, è necessario vaccinare con 2 dosi almeno il 95% della popolazione. Da qui la raccomandazione, alle autorità sanitarie pubbliche, di mantenere un'alta copertura vaccinale e una capacità di rilevamento precoce del virus. "Invito tutti a verificare il proprio stato vaccinale e i genitori a assicurarsi che i loro figli siano regolarmente vaccinati. La vaccinazione protegge e salva vite umane, è uno degli strumenti più potenti a nostra disposizione contro il morbillo e molte altre malattie infettive", ha dichiarato Stella Kyriakides, commissaria per la salute in Commissione europea.

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