Aveva partecipato al blocco della Milano-Meda per girare un videoclip musicale. Ora il trapper 351 Bratan, nome d’arte di Nicolae Novacenco, 31 anni, è stato espulso dall’Italia e rimpatriato in Moldavia.

Al giovane è stato revocato il permesso di soggiorno per motivi di pericolosità sociale. Ad annunciare il provvedimento è stato domenica 27 settembre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Milano-Meda bloccata per un videoclip: cosa era successo

La vicenda risale al 18 settembre 2026. Un gruppo di motociclisti aveva fermato il traffico sulla Milano-Meda, nella zona di Affori, durante l’ora di punta, per consentire le riprese di un video musicale.

Nelle immagini finite successivamente sui social compariva anche 351 Bratan insieme al rapper Omar Ramo, mentre alle loro spalle si formava una lunga coda di automobili. Il blocco della circolazione era durato alcuni minuti. Quando le Volanti erano arrivate sul posto, intorno alle 19.40, il gruppo si era già allontanato.

Proprio i contenuti pubblicati online si sono però rivelati decisivi per le indagini: attraverso l'analisi delle immagini e di diversi profili social gli investigatori sono riusciti a identificare Novacenco tra i protagonisti dell'episodio.

Revocato il permesso di soggiorno, Bratan rimpatriato in Moldavia

La conseguenza più pesante è arrivata a distanza di pochi giorni.

Piantedosi ha annunciato la revoca del permesso di soggiorno e il rimpatrio del trapper, spiegando che il provvedimento è stato adottato «in considerazione della sua pericolosità sociale». Il ministro ha inoltre sostenuto che il blocco della Milano-Meda aveva messo «in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito».

Bratan è stato quindi imbarcato su un volo diretto verso il suo Paese d'origine.

La difesa contesta il provvedimento: annunciato ricorso al Tar

La vicenda, tuttavia, potrebbe non essere conclusa sul piano giudiziario e amministrativo.

L'avvocato di 351 Bratan, Matteo Politano, ha contestato il provvedimento e annunciato un ricorso al Tar. Il legale considera la misura sproporzionata rispetto a quello che ha definito una «bravata» e ritiene che la forte esposizione mediatica del caso abbia inciso sulla decisione.

Il caso assume particolare rilievo anche per chi si sposta tra Milano e la Brianza: la Milano-Meda rappresenta infatti uno degli assi viabilistici più importanti del territorio a nord del capoluogo lombardo. Un blocco improvviso in un orario di forte traffico ha conseguenze immediate sulla circolazione e sulla sicurezza degli automobilisti.

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