Paolo Pilotto, Geronimo La Russa e Stefano Domenicali
Paolo Pilotto, Geronimo La Russa e Stefano Domenicali

Formula 1 e tutela del patrimonio ambientale ancora insieme nel cuore del Parco di Monza. Questa mattina, venerdì 4 settembre, nel giorno delle prime prove del Formula 1 Pirelli GP d'Italia 2026, si è rinnovato l'appuntamento con “Ogni pilota, un albero”, il progetto avviato nel 2023 per contribuire alla rinascita del patrimonio verde del Parco dopo i gravissimi danni provocati dagli eventi meteorologici estremi di quell'estate.

Nell'area del “Bosco dei Piloti”, a Bosco Bello, nelle vicinanze della Variante Ascari dell'Autodromo Nazionale Monza, sono stati messi a dimora altri 22 alberi, idealmente dedicati ai 22 piloti che compongono la griglia della Formula 1 2026.

Alla cerimonia hanno partecipato Stefano Domenicali, Presidente e CEO della Formula 1, Geronimo La Russa, presidente dell'Automobile Club d'Italia, Fabrizio Parrulli, Generale di Corpo d'Armata e Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri, Paolo Pilotto, sindaco di Monza e Giuseppe Redaelli, Presidente di SIAS.

Un progetto nato dopo la devastazione del 2023

Per comprendere il significato dell'iniziativa bisogna tornare all'estate del 2023, quando una violentissima ondata di maltempo colpì Monza e la Brianza.

Il Parco di Monza fu uno dei luoghi maggiormente danneggiati: il vento abbatté o compromise decine di migliaia di alberi, modificando profondamente l'aspetto di numerose aree del grande polmone verde che ospita anche l'Autodromo.

Proprio in seguito a quella devastazione prese forma il progetto “Ogni pilota, un albero”, con l'obiettivo di legare simbolicamente la Formula 1 all'opera di ricostruzione e ripristino del patrimonio arboreo.

Un'iniziativa che non si è quindi esaurita in una singola edizione del Gran Premio, ma che negli anni è diventata un appuntamento legato alla settimana della Formula 1 a Monza.

Altri 22 alberi nel Bosco dei Piloti

Con la cerimonia di questa mattina il progetto compie un nuovo passo.

Sono 22 le nuove piante messe a dimora, tante quanti sono i piloti protagonisti del Mondiale di Formula 1 2026.

Un numero che rafforza il significato simbolico dell'iniziativa: ogni protagonista della griglia viene idealmente associato a un nuovo albero destinato a crescere nel Parco di Monza.

Anno dopo anno, il Bosco dei Piloti diventa così una testimonianza permanente del rapporto tra il Gran Premio d'Italia, la Formula 1 e il territorio che ospita la gara.

Il Bosco dei Piloti vicino alla Variante Ascari

Anche la posizione scelta ha un forte valore simbolico.

Il Bosco dei Piloti si trova nell'area di Bosco Bello, nelle vicinanze della Variante Ascari, uno dei punti più conosciuti dell'Autodromo Nazionale Monza.

È un luogo nel quale le due anime del Parco convivono a pochi metri di distanza.

Da una parte ci sono la pista, le monoposto e una storia motoristica iniziata nel 1922. Dall'altra il patrimonio naturale di un Parco che rappresenta una componente fondamentale dell'identità di Monza.

Il progetto “Ogni pilota, un albero” vuole contribuire proprio a rafforzare questo rapporto.

Domenicali, La Russa, Pilotto e Parrulli alla cerimonia

La cerimonia ha visto la presenza dei vertici della Formula 1 e delle istituzioni direttamente coinvolte nel futuro dell'Autodromo e del Parco.

Stefano Domenicali ha rappresentato la Formula 1, mentre per l'Automobile Club d'Italia era presente il presidente Geronimo La Russa.

Con loro il sindaco di Monza Paolo Pilotto e il Generale di Corpo d'Armata Fabrizio Parrulli, Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell'Arma dei Carabinieri.

Una presenza istituzionale significativa per un progetto che mette insieme sport, territorio e tutela ambientale.

Stefano Domenicali e Geronimo La Russa
Stefano Domenicali e Geronimo La Russa

Dal disastro del 2023 alla ricostruzione del Parco

A tre anni dagli eventi che devastarono il patrimonio arboreo monzese, le conseguenze di quelle giornate restano ancora visibili in alcune zone del Parco.

La ricostruzione di un patrimonio naturale di queste dimensioni richiede inevitabilmente tempo. Non si tratta semplicemente di sostituire gli alberi caduti, ma di ricostituire progressivamente aree boschive ed ecosistemi che si erano sviluppati nell'arco di decenni.

In questo contesto, i 22 alberi messi a dimora in occasione del GP d'Italia rappresentano numericamente una piccola parte del grande lavoro necessario, ma assumono un importante valore simbolico.

La Formula 1 lascia così nel Parco un segno destinato a rimanere anche dopo la conclusione del Gran Premio.

Formula 1 e Monza, un legame che va oltre la pista

La particolarità dell'Autodromo Nazionale Monza è sempre stata anche quella di trovarsi all'interno di un contesto ambientale unico per una pista di Formula 1.

Il circuito e il Parco condividono lo stesso spazio da oltre un secolo.

Proprio per questo il futuro dell'Autodromo passa anche dalla capacità di trovare un equilibrio sempre più efficace tra le esigenze di una struttura sportiva internazionale e la salvaguardia del patrimonio storico e naturale che la circonda.

“Ogni pilota, un albero” rappresenta un piccolo ma significativo tassello di questo percorso.

Un albero per lasciare un segno oltre il Gran Premio

Domenica sera le monoposto lasceranno Monza e il Mondiale proseguirà il proprio viaggio.

I nuovi alberi, invece, resteranno.

Continueranno a crescere insieme a quelli piantati nelle precedenti edizioni, contribuendo alla ricostruzione di un'area duramente colpita dagli eventi atmosferici del 2023.

È questo, probabilmente, il significato più forte del Bosco dei Piloti: trasformare un appuntamento che ogni anno dura pochi giorni in qualcosa destinato a rimanere nel tempo.

Un progetto nato dopo una delle ferite più profonde subite dal Parco di Monza negli ultimi anni e che, anche nel GP d'Italia 2026, aggiunge 22 nuovi alberi al percorso della sua rinascita.