L’estate 2026 lascia in Brianza un primato che difficilmente farà piacere. È stata la più calda mai registrata sul territorio, almeno sulla base delle rilevazioni disponibili negli ultimi 26 anni alla stazione meteorologica di Seregno. A certificarlo è il nuovo Bollettino meteo-climatico di BrianzAcque, realizzato dall’Ufficio Pianificazione, Modellazione e Autorizzazioni con il supporto scientifico del professor Alessandro Ceppi.

I numeri raccontano una stagione fuori scala. Tra maggio e settembre sono state registrate 81 notti tropicali, cioè con temperature minime superiori ai 20 gradi. La media climatologica è di 42. Il precedente record, stabilito nel 2022, si era fermato a 70.

Quasi il doppio dei giorni sopra i 30 gradi

Anche sul fronte delle temperature massime il 2026 ha lasciato un segno netto. In Brianza si sono contati 86 giorni con valori superiori ai 30 gradi, quasi il doppio rispetto alla media storica di 45.

La temperatura più alta dell’estate ha raggiunto i 37,3 gradi. Un dato che, insieme alla lunga sequenza di notti particolarmente calde, restituisce bene la continuità del fenomeno: non soltanto picchi isolati, ma un caldo persistente capace di prolungarsi anche nelle ore notturne.

Secondo BrianzAcque, il quadro locale si inserisce in una tendenza ben più ampia. I dati richiamati nel bollettino indicano infatti che l’estate boreale 2026, a livello mondiale, ha eguagliato il 2024 come la più calda mai registrata, con una temperatura media superiore di 0,69 gradi rispetto al periodo di riferimento 1991-2020.

Nord Italia tra caldo, poca pioggia e stress idrico

Anche l’Italia ha vissuto una stagione eccezionale. Il bollettino indica il 2026 come l’estate più calda dall’inizio delle osservazioni meteorologiche nel Paese, con effetti particolarmente evidenti nelle regioni settentrionali.

Alle alte temperature si è accompagnata una riduzione delle precipitazioni, con conseguenze sulla disponibilità di acqua nel bacino padano. Tra gli elementi indicati figurano la fusione anticipata della neve sulle Alpi, le minori portate dei fiumi e l’aumento dell’evapotraspirazione.

Una combinazione che può tradursi in maggiore stress per gli ecosistemi, condizioni di siccità e più elevata predisposizione agli incendi boschivi.

Grandine fino a 10 centimetri

Ma l’estate brianzola non è stata soltanto calda. La stagione è stata segnata anche da diversi episodi meteorologici intensi.

Giugno ha fatto registrare precipitazioni superiori alla norma, concentrate soprattutto durante i temporali. Luglio, invece, è stato caldo e secco, ma soprattutto segnato dalla violenta grandinata del 17 luglio, che ha interessato diversi comuni della Brianza.

Nelle zone di Cesano Maderno e Bovisio Masciago sono stati segnalati chicchi di grandine con diametro compreso tra gli 8 e i 10 centimetri.

Ad agosto sono poi arrivati nuovi temporali di forte intensità, in particolare nelle giornate del 20 e del 28, con piogge abbondanti, raffiche di vento e danni al patrimonio arboreo.

Il clima della Brianza sta cambiando

È proprio l’alternanza tra lunghi periodi di caldo e fenomeni temporaleschi violenti uno degli elementi sui quali si concentra il bollettino di BrianzAcque.

Il documento evidenzia come l’aumento delle temperature, il numero crescente di notti tropicali e la maggiore frequenza di eventi estremi pongano problemi sempre più concreti alla gestione delle risorse idriche e alla pianificazione del territorio.

Non è più quindi soltanto una questione di estati più calde. I dati raccolti in Brianza mostrano un sistema climatico che sta cambiando nei suoi equilibri, con conseguenze che riguardano acqua, città, ambiente e sicurezza del territorio.

Il Bollettino meteo-climatico n. 13/2026 è disponibile sul sito di BrianzAcque, all’interno dell’Osservatorio meteo-climatico.