Da Ponte dei Leoni a Futuro Nazionale: Monza in reportage stampa francese. I politici replicano
Il quotidiano francese Le Monde dedica un reportage a Monza, partendo dal caso del Ponte dei Leoni e arrivando al dibattito su sicurezza, immigrazione e Futuro Nazionale. La replica dei politici Raccioppi e Corbetta
Monza entra nel racconto politico di Le Monde. Il quotidiano francese ha pubblicato giovedì 24 settembre 2026 un reportage sulla città brianzola, inserito nella serie dedicata all’estrema destra europea, concentrandosi sul tema della sicurezza, sulle tensioni legate all’immigrazione e sull’arrivo di Futuro Nazionale.
Al centro del racconto c’è anche il Ponte dei Leoni, diventato nei mesi scorsi uno dei simboli del dibattito cittadino dopo il danneggiamento di una delle statue nella notte di Capodanno. Un episodio che, secondo Le Monde, è stato rapidamente inserito in una narrazione più ampia sul rapporto tra criminalità, sicurezza e identità.

Il caso del Leone e la sicurezza a Monza
Il reportage di Allan Kaval parte proprio dal leone oggi ancora protetto dopo il restauro. La statua, realizzata nel 1840 e legata alla storia dell’occupazione austriaca, è stata danneggiata nella notte di Capodanno da un petardo fatto esplodere nella sua bocca. Le immagini dell’episodio, diffuse sui social, avevano provocato una forte reazione.
Le Monde ricostruisce quindi il dibattito seguito all’episodio, ricordando le critiche rivolte al sindaco Paolo Pilotto, accusato da esponenti della destra locale di avere un atteggiamento troppo indulgente sul fronte della criminalità. Nel reportage vengono richiamate anche le accuse sul presunto fallimento delle politiche di integrazione e sull’immigrazione incontrollata.
Un elemento centrale della ricostruzione riguarda però l’identità dei responsabili. Secondo quanto riferito da Pilotto al quotidiano francese, si comprese successivamente che i minori coinvolti erano italiani, figli e nipoti di italiani. Il riferimento è particolarmente importante perché l’episodio era stato inizialmente associato, nel dibattito pubblico, ai cosiddetti “maranza” e quindi a una possibile matrice legata all’immigrazione.
Nel reportage, il sindaco affronta anche il tema della percezione della sicurezza. La frase riportata da Le Monde è netta: “la percezione del quotidiano conta più delle statistiche”. Pilotto sostiene inoltre che dimostrare di voler intervenire sul problema sia una strategia necessaria. Il quotidiano francese ricostruisce le misure indicate dal sindaco, dal rafforzamento del personale alle telecamere, fino agli interventi di prevenzione attraverso scuola, sport e cultura.
Futuro Nazionale e il nuovo fronte politico
Il reportage francese inserisce il caso monzese in un quadro più ampio e descrive Futuro Nazionale come una formazione che lega i temi della sicurezza a quelli dell’omogeneità etnica, richiamando anche lo slogan della “remigrazione”. In questo contesto Le Monde racconta diverse voci raccolte direttamente in città, mostrando posizioni differenti sul rapporto tra criminalità, immigrazione e cambiamenti nel clima politico.
È proprio questo passaggio ad aver provocato la reazione del consigliere comunale Francesco Racioppi, esponente di LabMonza, che ha rilanciato sui social il reportage di Le Monde. Nel suo intervento Racioppi sostiene che il quotidiano francese restituisca un’immagine di Monza diversa da quella costruita, a suo giudizio, da una parte del dibattito politico locale sul tema della sicurezza.
Il consigliere concentra la propria riflessione soprattutto sul caso del Leone. Secondo la sua lettura, l’episodio sarebbe diventato l’occasione per puntare immediatamente l’attenzione sull’immigrazione e sui “maranza”, mentre il successivo accertamento sull’identità dei responsabili avrebbe avuto meno spazio nella discussione pubblica. È da qui che Racioppi sviluppa il concetto di “capro espiatorio”, sostenendo che la percezione della paura possa finire per prevalere sulla ricostruzione dei fatti.
Nel suo post, il consigliere richiama infine proprio la frase di Pilotto sulla percezione della realtà quotidiana e la contrappone a un approccio alla sicurezza basato, secondo la sua impostazione, su prevenzione, presidio del territorio, scuola, sport, cultura e mediazione sociale.
Corbetta replica a Le Monde: “Chiedere sicurezza non è razzismo”
Al reportage francese replica anche Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Lombardia. Il consigliere regionale contesta duramente l’impostazione dell'articolo e respinge l'accostamento tra la richiesta di maggiore sicurezza e il razzismo.
Corbetta sposta innanzitutto il confronto sulla Francia, contestando al quotidiano francese la possibilità di presentare quel Paese come modello sul tema dell'immigrazione. Nella sua dichiarazione sostiene che la Francia rappresenti, a suo giudizio, un esempio dei problemi prodotti da decenni di immigrazione e integrazione e cita, tra gli altri aspetti, banlieue, criminalità, radicalizzazione e gli episodi di violenza urbana.
Il consigliere regionale contesta inoltre la rappresentazione di Monza contenuta nel reportage. “Il reportage di Le Monde restituisce una rappresentazione ideologica e offensiva della nostra città”, afferma Corbetta, che contesta anche il riferimento alla Curva Davide Pieri, definita da lui “un orgoglio della nostra città” per le iniziative benefiche e sociali organizzate nel territorio.
Il passaggio centrale della replica riguarda però la sicurezza. “Chiedere sicurezza, legalità e normalità non è razzismo”, sostiene Corbetta, secondo il quale famiglie, commercianti e pendolari devono poter chiedere risposte alle istituzioni senza che le loro preoccupazioni vengano automaticamente ricondotte a una posizione razzista.
Corbetta critica quindi anche le dichiarazioni rilasciate da Paolo Pilotto a Le Monde. Secondo il consigliere regionale, dal sindaco sarebbe stata necessaria una difesa più netta della città. Nella sua posizione richiama inoltre maggiori controlli, certezza della pena, rimpatri per chi è in posizione irregolare e un'immigrazione regolata.
Infine, Corbetta contesta anche la definizione politica utilizzata dal reportage: “Quella che per voi è estrema destra per noi è semplicemente buonsenso”, afferma, rivendicando una visione della sicurezza basata sul rispetto delle leggi e delle regole da parte di chi arriva in Italia.
Il reportage di Le Monde, dunque, ha finito per aprire a Monza un confronto che va oltre il singolo episodio del Ponte dei Leoni. Da una parte la lettura proposta dal quotidiano francese e rilanciata da Racioppi, dall'altra la netta contestazione di Corbetta: al centro resta il tema di come leggere la sicurezza a Monza, tra dati, percezione dei cittadini, cronaca e confronto politico.
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