Modena, ecco Bonato: l'ex Monza firma per il piano triennale
Dall'esperienza a Monza al miracolo Sassuolo: il Modena si affida a Bonato per un futuro da Serie A

Il Modena volta pagina e lo fa affidandosi all'esperienza, alla programmazione e a un pizzico di sana scaramanzia. Nella conferenza stampa di presentazione del nuovo Direttore Sportivo, Nereo Bonato, il presidente Carlo Rivetti e il DG Andrea Catellani hanno tracciato le linee guida del futuro canarino.
Parola d'ordine: prospettiva triennale. La Serie A? Vietato nominarla per la prossima stagione, ma è l'obiettivo chiaro e strutturato sul medio periodo. Un percorso di crescita continua che non si limita al rettangolo di gioco, ma punta alla patrimonializzazione del club, a partire dal nuovo centro sportivo “Il Nido”, che potrebbe essere operativo già ad agosto.
Il ritorno di Bonato: esperienza per un management giovane
Per Nereo Bonato si tratta di un ritorno sotto la Ghirlandina dopo ben 19 anni (stagione 2006/2007). Il dirigente veronese, classe 1965 e laureato in Economia e Commercio, vanta un curriculum di assoluto spessore.
Dopo gli inizi a Brescello e San Marino, Bonato ha vissuto una tappa fondamentale della sua carriera a Monza, un'esperienza formativa prima del definitivo exploit a Sassuolo, dove è stato l'architetto del miracolo neroverde dalla C2 alla Serie A. Reduce dalle promozioni e dalle salvezze con il Cagliari, e con un passato tra Udinese e Cremonese, Bonato rappresenta l'innesto di esperienza ideale da affiancare a uno staff dirigenziale giovane e intraprendente, specializzato nello scouting.
"L’obiettivo è valorizzare ciò che c'è e consolidare una crescita" – ha dichiarato Bonato – "Ogni realtà è una storia a sé, ma le basi qui sono solide". Il modello, pur con i dovuti distinguo, potrebbe proprio ricordare quella scalata del Sassuolo di cui Bonato fu grande protagonista.
Il "nodo" allenatore: Rivetti fa autocritica
Il primo grande scoglio da superare riguarda la panchina. La mancata conferma di Andrea Sottil, esonerato a fine stagione nonostante il raggiungimento dei playoff e la valorizzazione dei giovani, nasce dalla necessità di trovare un profilo diverso. Al Modena serve un tecnico capace di inaugurare una "nuova fase" triennale, dando un'identità di gioco precisa e continuità al progetto.
Su questo punto, il presidente Rivetti non si è nascosto, facendo una sincera autocritica:
"Lo ammetto, abbiamo avuto troppa discontinuità e sono diventato ciò che hanno detto di me e che odio essere: un mangiatore di allenatori. Noi vogliamo trovare la persona giusta, che interpreti questo progetto e che ci dia continuità. Non vogliamo sbagliare e la fretta in questi casi è cattiva alleata".
I tempi del mercato e del nuovo tecnico
L'anno scorso Sottil arrivò il 15 giugno. Oggi è il 9 giugno: il tempo c'è, ma non sarà la fretta a dettare i tempi della decisione. Il nuovo mister non troverà una rosa completissima come quella ereditata da Sottil, ma Bonato ha rassicurato l'ambiente: la base è solida e l'obiettivo è presentarsi al ritiro con una buona parte del gruppo già definita, pur consapevole delle dinamiche fino all'ultimo giorno di mercato.
Il Modena ha scelto la via della stabilità e dell'ambizione a fari spenti. Con un top manager come Bonato in cabina di regia, il viaggio triennale verso il calcio dei grandi è ufficialmente iniziato.



