In attesa che l’AC Monza definisca l’arrivo del nuovo allenatore e che ci sia la preventiva rescissione consensuale del contratto con Paolo Bianco, riprendo un concetto reso pubblico con un post qualche giorno fa dopo l’incontro tra il management biancorosso e la stampa tenutosi allo stadio Brianteo lo scorso giovedì. Allora avevo scritto che “quando si indica la luna, lo stolto guarda il dito”. 

La luna, il dito e lo stolto:  ecco perché le strade del Monza e di Bianco sono divenute divergenti 

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Paolo Bianco in esclusiva a Brianza in campo 

Confermo ovviamente, a mente fredda, che questa è l’impressione che ho avuto nell’ascoltare il video dell’incontro, non essendo stato presente fisicamente. Fuori di metafora, affinché sia chiaro il mio pensiero. Il dito è quello della società, la luna e ciò che la stessa società ci ha voluto rappresentare, lo stolto è chi accetta una versione della rappresentazione univoca, senza riflettere su qualche passaggio contraddittorio nella rappresentazione stessa.

Premetto che mi ha molto sorpreso la tempistica di questo incontro. Vero è che la società americana ha vissuto per quasi un anno in coabitazione con Fininvest. Ma il fondo USA aveva pur sempre una maggioranza azionaria schiacciante, il che non giustifica dunque il precedente silenzio e questa improvvisa necessità di esternare programmi e progetti. 

Ma non è questo il punto. Io non mi voglio focalizzare su programmi e progetti, obiettivi e strategie, mascotte e algoritmi vari che hanno occupato la gran parte del tempo. Io voglio porre la mia attenzione sul fatto che, a poche settimane dall’inizio del ritiro precampionato, il Monza è ufficialmente senza allenatore e senza direttore sportivo. 

Quest’ultimo ruolo molto importante se una società come il Monza, al pari di Lazio e Sassuolo, può operare solo con operazioni a saldo positivo per un equilibrio economico/finanziario.

La riflessione si limita alla questione “allenatore”

La mia riflessione si limita però alla questione “allenatore”, sulla base di ciò che mi risulta e che ho verificato. Paolo Bianco si era lasciato con il management societario la sera della celebrazione al Palazzo comunale (30 maggio), il giorno in cui il pullman biancorosso aveva sfilato in città. Poi un silenzio totale durato molti giorni. 

Neppure una parola in occasione del calendario della nuova stagione, col il debutto in casa dell’Inter. Nel frattempo il management societario aveva azzerato molte funzioni che a Monzello erano state di supporto al lavoro di Bianco e del suo staff durante la stagione. 

Sempre in questo lasso di tempo, emissari societari cercavano una location per un ritiro estivo in montagna mai concordato con Bianco, che da mesi dichiarava come Monzello potesse essere la struttura ideale allo scopo.

Nei dieci giorni o quasi di totale silenzio, l’AC Monza contattava due tecnici per rimpiazzare Bianco. Il primo è Aquilani, che diceva di no, avendo già un accordo col Sassuolo. Il secondo tentennava e alla fine faceva capire di rimanere nella stessa società di Serie A dove aveva trascorso l’ultima stagione. 

A questo punto l’AD Baldissoni confermava Bianco, dicendo che la conferma non era però necessaria essendoci un contratto biennale. Perché allora veniva fatta questa esternazione? Perché si sono lasciati trascorrere dieci giorni dalla promozione per programmare una stagione, con Bianco in panchina, da parte di una società che, per via dei playoff, aveva già tempi ristretti? Perché dichiarare che, con tutte queste premesse, “Bianco non se la sente di allenare il Monza”? Ma secondo voi, se un foggiano con la testa dura come l’ultimo mister biancorosso dice che “non se la sente”, non c’è qualche altra ragione?

Io non voglio emettere giudizi, ma mi immedesimo in Bianco. Consapevole di tutte le mosse effettuate dalla società nei giorni di silenzio (pensare che nel piccolo mondo del calcio certe cose restino sotto traccia è un po’ ingenuo), con quale spirito ed in quale clima avrebbe potuto lavorare col suo staff? Questo spiega anche perché non ci siano mai state dimissioni da parte dell’interessato, considerato che il management lo aveva praticamente “esonerato” nella sostanza.

Speravo in un secondo inizio di Serie A un po’ meno turbolento.

Paolo Corbetta   

Corbetta

Brianza in Campo: lunedì tutti i retroscena sul caso Bianco

Di questa vicenda si parlerà lunedì dalle 20.30 a Brianza in Campo, la trasmissione di Monza-News, con molti retroscena sugli ultimi giorni e sugli scenari che potrebbero aprirsi attorno alla panchina biancorossa.

Il caso Paolo Bianco-Monza è destinato a far discutere. Perché non riguarda soltanto un allenatore e una società. Riguarda il modo in cui si chiude — o si prova a chiudere — una storia nata dentro una promozione, dentro una festa, dentro una pagina che i tifosi avevano vissuto come l’inizio di qualcosa.

Oggi, invece, quella stessa storia rischia di finire davanti agli avvocati. E per il Monza, alla vigilia di un’estate delicatissima, non è certo il modo più sereno per ripartire.

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