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foto AC Monza / Buzzi
foto AC Monza / Buzzi

Vincenzo Pisacane, procuratore tra gli altri anche del difensore del Monza Danilo D'Ambrosio, è intervenuto ai microfoni di Radio Tv Serie A.

Ha parlato del suo assistito, che la scorsa estate ha concluso la sua avventura con l'Inter ed è passato proprio ai brianzoli:

"E' uno di quei calciatori che ha rifiutato di andare in Arabia Saudita, non ci è voluto andare. Aveva un'offerta da un club abbastanza importante, ma ha rifiutato perché voleva rimanere in Italia. Ha trovato la sua dimensione, ha scelto lui di andare a Monza, c'erano altri 3 club italiani che lo volevano".

Ecco le motivazioni che hanno spinto il difensore partenopeo a trasferirsi in Brianza: 

"Lui ha scelto Monza perché c'è Adriano Galliani, un'istituzione del calcio mondiale, e l'anno prima, quando con l'Inter aveva giocato contro il Monza, il gioco di Palladino l'aveva impressionato. Ha scelto Monza e ha fatto una scelta felice, è contentissimo e spera di andare ancora più su con il Monza e di giocare ancora qualche anno".

Dove vedere Udinese-Monza in TV?

La sfida tra il club friulano e quello brianzolo sarà visibile solo su DAZN. In questo caso basterà collegarsi sull'applicazione attraverso smartphone, tablet, pc e smart tv oltre che sul canale 214 di Sky (Zona Dazn).

Canale TV: Zona DAZN
Streaming: DAZN

Verso Udinese-Monza: la decisione della Curva Sud Davide Pieri per la trasferta

Abbiamo appreso dalla Figc che è stato accolto in parte il reclamo dell’Udinese Calcio dalla Prima Sezione della Corte Sportiva d’Appello. Ricordiamo il fatto: sabato 20 Gennaio ci fu la partita Udinese-Milan nota alla cronaca per la sospensione temporanea della stessa quando il portiere del Milan sentitosi offeso da presunti cori definibili razzisti, per i quali sono stati identificati 5 tifosi, uno dei quali di colore, mise in scena il suo… non gioco più.
Il 23 Gennaio viene squalificato il campo per un turno pertanto abbiamo svincolati i mezzi prenotati per la trasferta con penali a carico. Il 24 l’Udinese Calcio fa ricorso.
Ora come detto nel frattempo sarebbero stati identificati e sanzionati i presunti colpevoli pertanto una volta identificati, senza entrare nel merito del fatto, nella normalità delle cose sarebbe dovuto svolgersi l’incontro, ma abbiamo dovuto aspettare fino a 48 ore dal fischio d’inizio che qualcuno decidesse la revoca parziale della sospensione nella speranza che ci “concedessero gentilmente” di poter vedere la nostra squadra come se avessimo qualsivoglia responsabilità di quanto successo a Udine due settimana prima.
Questa scelta di fatto penalizza il Monza perché non ha dato tempo ai propri sostenitori di riorganizzarsi. E’ oltremodo assurda anche la chiusura della curva nord, perché si da una responsabilità implicita a tutto un settore come se l’abbonato di curva fosse complice del fatto, mentre il tesserato o lo spettatore della tribuna fosse privo di qualsivoglia responsabilità, perché?

Non è questa una discriminazione? Non è questo un reale impedimento di un diritto pagato con l’abbonamento? Non esiste responsabilità sociale o collettiva.
Quali eventuali colpe pertanto avrebbero gli altri frequentatori della curva, Ultras o tifosi che siano?

Noi a questo teatrino imbarazzante e ipocrita non ci stiamo, non siamo marionette o majorettes da utilizzare a piacimento quando volete voi e se volete voi.
Decidiamo NOI , pur potendo, di non seguire la nostra squadra del cuore perché i tifosi, tutti i tifosi devono avere più rispetto, senza di noi il calcio sarebbe quello squallido del Covid, senza di noi il sistema calcio fallisce.
Ora siamo curiosi di vedere se in questa situazione carnevalesca tutta all’italiana, l’Udinese Calcio passerà dagli annunci forcaioli verso i propri tifosi, perché quando si parla di certi temi bisogna accodarsi al politicamente corretto, al trovare il modo, come accaduto altrove, di accomodare in tribuna abbonati della curva alimentando il festival dell’ipocrisia.
Lo sappiamo gli ultras sono da condannare quando conviene, ma fa sempre comodo averli a cantare.

Curva Davide Pieri

 

 

 

In precedenza:

Insulti razzisti a Maignan, accolto parzialmente il reclamo dell'Udinese

La Prima Sezione della Corte Sportiva d’Appello Nazionale, presieduta da Carmine Volpe, ha accolto in parte il reclamo dell’Udinese Calcio avverso la sanzione dell’obbligo di disputare una gara a porte chiuse e, in parziale riforma della decisione impugnata, ha rideterminato la sanzione nell’obbligo di disputare due gare con il settore Curva Nord privo di spettatori.

Il club friulano era stato sanzionato in relazione alla gara con il Milan dello scorso 20 gennaio - valida per la seconda giornata di ritorno del campionato di Serie A - in ordine alle manifestazioni di discriminazione razziale da parte di alcuni suoi sostenitori nei confronti del portiere rossonero Mike Maignan.

E' questo il comunicato della Figc in merito al ricorso dell'iniziale decisione del Giudice Sportivo di far disputare una giornata a porte chiuse all'Udinese, che sabato affronta proprio il Monza nella 23^ giornata di Serie A. Accolto quindi parzialmente accolto.

Ecco cosa avevamo scritto 

Caso Maignan: il centrodestra a Udine boccia la cittadinanza al portiere: Udinese-Monza a porte chiuse?

La minoranza di centrodestra in consiglio comunale a Udine decide di non appoggiare la proposta del Sindaco Alberto Felice De Toni di attribuire la cittadinanza onoraria a Mike Maignan dopo i fatti risalenti alla partita Udinese - Milan del 20 gennaio scorso. Una proposta che, per diventare realtà, aveva bisogno dei voti di tre quarti dei consiglieri cittadini e quindi anche dell’appoggio della minoranza, che invece non ha voluto sostenere attivamente l’amministrazione nella sua iniziativa contro il razzismo e la discriminazione. A votare sono stati 38 consiglieri, a favore la maggioranza con 25 voti, 13 i contrari della minoranza in consiglio e 3 gli assenti.

Dacia Arena di Udine
Udinese - Monza si giocherà a porte chiuse? 

Caso Maignan, il centrodestra a Udine boccia la cittadinanza al portiere del Milan 

“Prendo atto con dispiacere che il centrodestra non è stato al nostro fianco in questo delicato momento. Si è persa l’occasione per dimostrare che la nostra città è unita e che si distanzia nettamente da quello che accaduto, che, per quanto frequente in diversi stadi e messo in atto da pochi singoli, non rappresenta minimamente la città. Né tanto meno i nostri tifosi” commenta a caldo il Sindaco Alberto Felice De Toni.

“Il nostro intento era duplice: una forte presa di posizione, altamente simbolica, contro ogni tipo di discriminazione. E allo stesso tempo la difesa della nostra città e dei nostri tifosi da accuse ingiuste. E’ stato deludente come la minoranza ne abbia fatto un tema di mero scontro politico, quasi campanilistico, alimentando divisioni e polemiche. Ci sono temi su cui l’antagonismo fra partiti passa necessariamente in secondo piano, la lotta al razzismo è una di queste. Ci saremmo auspicati una condivisione piena da parte del centrodestra, che ha preferito invece soffermarsi su questioni di mera forma, senza vedere l’obiettivo di più ampio respiro. Aggiungo che molti ministri del governo in carica - Piantedosi, Abodi, Salvini - dello stesso colore dei consiglieri che oggi hanno votato contro, hanno tenuto una linea durissima contro gli insulti razzisti avvenuti allo stadio Friuli, auspicando un cambio nel modo di affrontare questi casi anche dal punto di vista operativo” continua De Toni.

La proposta della cittadinanza onoraria è nata nelle ore immediatamente successive all’ondata di commenti piovuta su Udine e sui suoi tifosi dopo l’interruzione della gara di Serie A: “Noi ci siamo mossi immediatamente, condannando fortemente i fatti e inviando un messaggio diretto al giocatore, offrendo anche la nostra disponibilità a organizzare iniziative concrete, in collaborazione con le due società sportive” spiega il Sindaco De Toni. “Abbiamo voluto invertire il paradigma, riconoscendo il valore del gesto compiuto da Mike Maignan. Con la sua scelta coraggiosa dopo le offese razziste ha reso manifesti quelli che sono i capisaldi dello statuto del Comune di Udine, medaglia d’oro al valor militare per la lotta al nazifascismo, ma anche della Costituzione italiana: l’uguaglianza, la pari dignità degli individui, la convivenza civile e la non discriminazione. Temi che uniscono tutti e che vanno oltre i colori societari. Evidentemente non c’è stata la stessa visione”.

“Per fortuna la responsabilità di quanto accaduto è di pochi che, grazie alla stretta collaborazione tra Questura e Udinese Calcio, da sempre società schierata contro la discriminazione, sono già stati identificati e sanzionati” chiude De Toni. “Non per questo come istituzione ci possiamo permettere di minimizzare la gravità dell’accaduto. Al contrario, proprio perché si è trattato di un tipo di episodio che spesso passa in sordina, era doveroso prenderne le distanze e condannarlo in maniera decisa. Come amministrazione continueremo a veicolare questo messaggio e metteremo da subito in atto delle azioni concrete dedicate ai nostri giovani, in collaborazione con le società calcistiche coinvolte”. 

 

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