La montagna brucia a chilometri di distanza: il caso Moregallo e l’odore arrivato in Brianza
Il rogo che ha devastato oltre 200 ettari sul Moregallo continua a far sentire i suoi effetti anche a chilometri di distanza: fumo, odore acre e valori delle polveri in aumento nelle prime ore del mattino.
La montagna che brucia, oltre 200 ettari di vegetazione andata in fumo e quell’odore acre di legno arso che dalla Brianza lecchese ha raggiunto anche la Brianza monzese.

Il maxi incendio del Moregallo: origini, interventi e giorni di paura
Il maxi incendio che dal pomeriggio di martedì 4 agosto sta “divorando” il monte Moregallo ha raggiunto anche il nostro territorio.
Sono numerose le segnalazioni di odore di bruciato da Veduggio con Colzano, Carate Brianza, Briosco, Sovico e persino da Monza. Il vento ha portato il fumo fino alla Brianza monzese. I brianzoli che in questi giorni sono in vacanza in quella zona hanno postato le immagini della montagna avvolta dal fuoco, ma anche i racconti della rabbia dei residenti per quella tragedia e del lavoro senza sosta dei vigili del fuoco per cercare di domare le fiamme.
Tutto è iniziato nel pomeriggio del 4 agosto: un rogo divampato nelle aree boschive sopra la galleria di Parè, tra Valmadrera e Mandello del Lario. Due mete sul versante lecchese del lago di Como che in queste giornate di agosto e di gran canicola sono prese d’assalto dai turisti e da molti brianzoli alla ricerca di un po’ di refrigerio. É scattata subito la macchina dei soccorsi, con un grande dispiegamento di mezzi e uomini dei vigili del fuoco arrivati anche da fuori provincia oltre alla protezione civile. Dalle prime indagini condotte dai carabinieri è emerso che all’origine di quel disastro ci sarebbe un falò sfuggito al controllo.
É stata chiusa (e resta ancora interdetta al traffico) la Sp358 per paura di caduta di massi e di detriti. Nella notte tra il 5 e il 6 agosto le fiamme hanno anche lambito le abitazioni di Mandello del Lario, con il Comune lecchese che si era già attivato con un piano di evacuazione, mettendo a disposizione spazi comunali le persone allontanate in caso di pericolo, ma fortunatamente non è stato necessario.
Un intervento di spegnimento di rogo eseguito dai cieli: per i vigili del fuoco era pressoché impossibile raggiungere gli spazi impervi della montagna. I canadair (CAN 21 E CAN 31) hanno continuato a sorvolare e a buttare acqua per le giornate di mercoledì e di giovedì. Sui cieli di quell’angolo del lago sorvolavano anche due elicotteri regionali, delle basi di Darfo e Domodossola. Grazie a questo grande dispiegamento di mezzi i vigili del fuoco sono riusciti a rallentare l’avanzata delle fiamme.
Le immagini che si vedevano la prima notte, quella tra martedì e mercoledì, lasciavano senza fiato: una montagna, tanto nota e frequenta anche da monzesi e brianzoli, che bruciava con le fiamme che velocemente si dirigevano verso il lago. Le operazioni di spegnimento non sono stati facili, anche a causa della presenza dei natanti nel lago dove i canadair si approvvigionavano di acqua e di alcuni parapendii nei cieli. Nella giornata di giovedì 6 agosto, mentre continuavano le operazioni di spegnimento dell’incendio di Moregallo, nella vicina località di San Tommaso di Valmadrera era divampato un altro rogo che è stato spento grazie all’intervento dell’elicottero regionale.
L’odore di bruciato in Brianza: fumo, polveri e la nota del Comune di Seregno
Intanto anche nella Brianza monzese non si placa la preoccupazione per quell’odore di bruciato che ormai qualche giorno si sente. Cittadini preoccupati, quasi increduli che all’origine di quell’odore acre che si sente nell’area ci possa essere l’incendio che ha avvolto il monte Moregallo. Eppure è così: come ha spiegato anche il Comune di Seregno sulla pagina Facebook istituzionale. Quell’odore e quel fumo vengono trasportati soprattutto dalle deboli brezze notturne del monte. E a dimostrarlo sono anche le immagini delle webcam delle stazioni meteo del Comune di Seregno. Il fenomeno procura anche un temporaneo aumento dei valori delle polveri sottili nelle prime ore della giornata.
“Trattandosi dei fumi di un incendio boschivo, al momento non si rilevano particolari criticità legate alla concentrazione di polveri nell’aria – fanno sapere dal Comune di Seregno - Il fenomeno è principalmente dovuto alle condizioni meteorologiche che favoriscono il trasporto del fumo verso la pianura. Esprimiamo la nostra vicinanza alle comunità del territorio lecchese coinvolte dall’incendio e un ringraziamento a tutti gli operatori e volontari impegnati nelle operazioni di spegnimento Un’immagine che racconta un’estate particolarmente calda e secca, i cui effetti si fanno sentire anche a molti chilometri di distanza”.
Stefano Peduzzi



