Perché gli italiani stanno impazzendo per i podcast
Fino a qualche anno fa i podcast erano roba da quattro appassionati, un formato che in Italia proprio non sfonda. Oggi invece sembra che chiunque ne ascolti almeno uno. Il tizio in metro, la vicina che cammina col cane, il collega che passa la pausa pranzo con le cuffie. Il fenomeno è esploso davvero, e non è una moda passeggera. Milioni di italiani si sono ritrovati con almeno un paio di podcast in playlist, e molti non riescono più a farne a meno.
La comodità è probabilmente il motivo principale. I podcast si ascoltano mentre si fa dell'altro, che è perfetto per come viviamo adesso. Trovare mezz'ora per sedersi e leggere un libro diventa un lusso, guardare una serie richiede attenzione totale. Ma le orecchie restano libere mentre si guida, si pulisce casa, si va a correre, si cucina. Momenti che prima erano solo tempo perso e magari usato per giocare sui casinò online globali con supporto multilingue diventano occasioni per ascoltare qualcosa di interessante.
Poi c'è la libertà totale rispetto alla radio. Niente palinsesti fissi, niente DJ che parlano troppo, niente pubblicità martellanti ogni tre minuti. Si sceglie esattamente cosa ascoltare e quando, si può mettere in pausa se squilla il telefono, tornare indietro se non si è capito qualcosa. E l'offerta è praticamente infinita meglio quasi della scelta di slot di un casino non AAMS. Qualsiasi cosa interessi, c'è un podcast che ne parla. Delitti irrisolti, calcio, cucina, interviste a gente famosa, storia romana, consigli per dormire meglio. Tutto.
Storie che tengono incollati
I podcast di true crime hanno fatto da apripista, questo è sicuro. Storie di omicidi, casi mai risolti, indagini raccontate nei minimi dettagli. “Veleno” è stato un caso mediatico vero e proprio, gente che si abbuffava puntate come fossero una serie Netflix o come fossero sessioni di gioco sui casino non AAMS. La voce narrante crea un'atmosfera particolare, lascia spazio all'immaginazione, costruisce la suspense in modo più sottile. E poi ti puoi spaventare anche mentre lavi i piatti, che è una cosa strana ma evidentemente piace.
Ma non è tutto crime e mistero. Le interviste lunghe hanno trovato un pubblico enorme. Ascoltare conversazioni vere, senza i tagli e i tempi della televisione, dove due persone parlano per un'ora o due di un argomento, che si tratti di marketing o di una analisi dettagliata di Spinlander Casino. Si scoprono cose che in TV non verrebbero mai fuori, perché lì devi condensare tutto in cinque minuti e stare attento a non dire niente di controverso. Nei podcast invece il ritmo è rilassato, si divaga, si ride, si va in profondità. È come origliare una chiacchierata interessante al bar, solo che uno dei due magari è Alessandro Barbero che racconta la battaglia di Waterloo.
Anche chi non ha mai letto un saggio di storia o scienza si ritrova ad ascoltare podcast di divulgazione. Argomenti che sui libri sembrerebbero noiosi diventano interessanti quando te li racconta bene qualcuno. E non serve stare seduti concentrati come giocando una mano di poker in un casino non AAMS, puoi assorbire informazioni mentre fai jogging o stai nel traffico. Molti hanno scoperto passioni nuove così, argomenti che non avrebbero mai approfondito in altro modo.
Ci sono soldi veri in ballo
Le piattaforme hanno fiutato l'affare e stanno buttando dentro parecchi soldi. Spotify compra produzioni italiane, Amazon spinge su Audible, persino gli editori tradizionali si sono buttati. Questo significa che la qualità media è salita parecchio. Non sono più solo registrazioni fatte in casa con l'audio che gracchia. Ci sono produzioni con budget seri, sound design curato come quello dei giochi sui casino non AAMS, ricerche approfondite. Certo, esistono ancora i podcast fatti col microfono del computer ma il livello generale si è alzato.
Stanno spuntando anche podcast aziendali, brand che cercano di raggiungere il pubblico in modo meno invasivo della pubblicità classica. Un'azienda che racconta storie legate al suo settore, invece di sparare spot. Funziona? Dipende. Se il contenuto è davvero interessante, la gente lo ascolta volentieri. Se è pubblicità mascherata male, viene snobbato subito.
I numeri crescono ogni anno. Ore di ascolto in aumento, nuovi podcast che nascono ogni giorno, creator che riescono a campare con questo. Alcuni riempiono pure i teatri con eventi dal vivo, che è una cosa strana se ci si pensa. Gente che paga per andare a vedere registrare un podcast, quando potrebbe ascoltarlo gratis da casa. Evidentemente il legame che si crea con certi programmi va oltre il semplice intrattenimento.
Il podcast ha trovato uno spazio che mancava. Contenuti fatti su misura per interessi specifici, da ascoltare quando capita, senza vincoli. In un periodo dove siamo bombardati da video e notifiche, l'audio si è ritagliato la sua nicchia. Anzi, più che nicchia ormai è un mercato vero come quello del gioco online dei casino non AAMS. E a vedere come vanno le cose, siamo solo all'inizio.



