Il capo infermiere di Vimercate va in pensione, il post commuove: 'Abbiamo sognato con te'
Lo storico capo infermiere dell’ospedale di Vimercate va in pensione dopo 43 anni. Il commovente grazie dell’Associazione Claudio Colombo.

Ci sono pensionamenti che non sono soltanto la fine di un incarico. Sono passaggi di vita, momenti in cui una comunità si ferma, guarda indietro e capisce davvero quanto una persona abbia inciso nel cammino di tanti.
È il caso di Raffaele Maddalena, storico capo infermiere dell’ospedale di Vimercate, figura profondamente legata al mondo sanitario brianzolo e all’Associazione Claudio Colombo, realtà che da oltre venticinque anni raccoglie fondi e porta sostegno concreto ai pazienti e alle loro famiglie.
Maddalena lascia il suo ruolo di coordinatore infermieristico e si prepara alla pensione dopo 43 anni di dedizione, ma il suo nome resterà legato a una storia fatta di cura, ascolto, umanità e presenza. Non solo corsie, turni e responsabilità. Ma anche relazioni, mani tese, parole dette al momento giusto e quella capacità, sempre più rara, di vedere prima la persona e poi la malattia.
Raffaele Maddalena, una vita nell’ospedale di Vimercate
Per molti pazienti e familiari, Raffaele Maddalena non è stato soltanto un riferimento professionale. È stato un volto familiare dentro uno dei luoghi più delicati della vita: l’ospedale di Vimercate.
In anni in cui la sanità è spesso raccontata attraverso numeri, criticità, liste d’attesa e problemi organizzativi, storie come questa ricordano che dentro ogni reparto ci sono persone capaci di fare la differenza. Non con gesti clamorosi, ma con una presenza quotidiana, silenziosa, concreta.
Il suo percorso si intreccia con quello dell’Associazione Claudio Colombo, nata per trasformare un dolore e una volontà in qualcosa di utile per gli altri. Una storia brianzola di solidarietà, impegno e comunità, cresciuta anche grazie all’attività e alla sensibilità di Maddalena.
Associazione Claudio Colombo, il messaggio per Raffaele Maddalena
L’Associazione Claudio Colombo gli ha dedicato un lungo messaggio di gratitudine, parole che raccontano non solo un incarico professionale, ma un modo di intendere la cura. Nel testo emerge il ruolo di Maddalena nel rapporto con i pazienti, con le famiglie, con le istituzioni e con tutte quelle iniziative che hanno portato bellezza, arte e umanità dentro l’esperienza della malattia.

Ecco il post integrale dedicato a Raffaele Maddalena:
Ci sono persone che attraversano la vita lasciando tracce profonde: nel lavoro, nelle relazioni, nelle comunità che contribuiscono a costruire. Tu sei una di queste persone.
Venticinque anni fa, insieme a Ivana, e ad altri amici hai raccolto la volontà di Claudio e l'avete trasformata in realtà. Hai messo la tua competenza, il tuo tempo, tanto tempo, e il cuore.
Da quel momento non ti sei mai fermato.
Hai ascoltato i pazienti, le loro famiglie, i tuoi colleghi. Hai cercato di dare risposte concrete ai loro bisogni, alle loro richieste di aiuto, cercando, attraverso l'Associazione, le risorse necessarie per sopperire a ciò che la malattia portava con sé.
Hai capito prima di molti altri che la malattia oncologica non si cura solo con le terapie, si cura anche con la presenza, con la dignità, con la bellezza. E proprio tu hai avuto il coraggio e la sensibilità di portare l'arte dentro questo reparto: la pittura, la scultura, la fotografia, il teatro, la musica. Hai dimostrato che anche nei luoghi del dolore c'è spazio per la meraviglia e che la meraviglia guarisce, in modi che la medicina da sola non sempre può raggiungere. La visione e la bellezza che ci hai fatto conoscere, e che ci hai permesso di condividere, resteranno per sempre parte di ciò che siamo.
"Se si sogna da soli è solo un sogno. Se si sogna insieme è la realtà che comincia."
Ecco, Raffaele noi abbiamo sognato con te. E grazie a te, tanti sogni sono diventati realtà.
Vogliamo ringraziarti anche per il tuo impegno costante e incessante verso le istituzioni, per far conoscere l'Associazione, per costruire ponti, per aprire porte.
La tua capacità di mettere il rapporto umano al primo posto su tutto: la tua presenza, le tue parole di affetto, i tuoi incoraggiamenti nei momenti difficili, il tuo sguardo che vedeva le persone prima ancora dei problemi. Tutto questo ci ha cambiato, Raffaele.
Oggi lasci il tuo ruolo di coordinatore infermieristico, ma non lasci l'Associazione. E come potresti? L'hai costruita mattone per mattone, ci hai messo un pezzo della tua anima. L'Associazione esiste grazie anche e soprattutto a te.
A nome mio e di tutto il direttivo, ti diciamo grazie. Grazie per tuoi 43 anni di dedizione, per le energie che non hai mai lesinato, per i sogni che hai condiviso con tutti noi negli ultimi 25 anni...
Il sogno continua, Raffaele. E tu ne sei parte perché la tua azione proseguirà ancora in ospedale per i tuoi pazienti con il nostro sportello.
Con affetto e gratitudine, da tutto il Direttivo Dell'Associazione
Vimercate saluta un uomo che ha lasciato il segno
Le parole dell’Associazione Claudio Colombo restituiscono il senso più profondo di questa storia. Perché ci sono professionisti che svolgono il proprio lavoro con serietà. E poi ci sono persone che, dentro quel lavoro, riescono a costruire qualcosa che resta.
Nel caso di Raffaele Maddalena, il segno lasciato non è fatto soltanto di anni di servizio. È fatto di rapporti umani, di fiducia, di attenzione ai dettagli, di quella capacità di rendere meno freddo e meno solitario anche un luogo difficile come un reparto ospedaliero.
Il suo pensionamento chiude una fase importante per l’ospedale di Vimercate, ma non interrompe il suo legame con l’Associazione e con i pazienti. Come scritto nel messaggio, il sogno continua. E forse è proprio questa la notizia più bella: quando una persona ha seminato così tanto, il suo lavoro non finisce davvero il giorno in cui lascia un incarico.
Continua nelle persone incontrate, nelle famiglie aiutate, nei volontari coinvolti, nelle porte aperte e nei gesti di cura che restano nella memoria di una comunità.
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