Che squadra strana è il Monza. Davvero strana. Nel corso del girone d’andata vince fuori casa a Frosinone, a Palermo e a Modena, con avversarie di alto rango. Poi, però, perde con l’Avellino, con il Padova e con l’Entella, tre delle quattro formazioni neopromosse alla serie cadetta e che non navigano nella parte alta della classifica.

Monza sconfitto contro la Virtus Entella, non facile effettuare un'analisi razionale 

Non è facile effettuare un’analisi razionale che possa spiegare questa serie di risultati. Così, a prima vista, sembrerebbe che la squadra di Bianco si senta talmente sicura della propria superiorità da prendere sottogamba gli avversari meno strutturati. 

Fosse così, sarebbe davvero una situazione pericolosa, molto pericolosa. Perché nello sport, così come in altre situazioni, ogni successo nasce anzitutto dall’atteggiamento mentale. Senza la “testa” non si va da nessuna parte. Ma non è detto che questo presunto eccesso di sicurezza nei propri mezzi sia la vera causa di qualche inciampo di troppo.

Ho assistito a disamine tra le più svariate dopo la sconfitta di Chiavari. Come sempre, quando le cose non vanno bene tutti si sentono titolati a dare, con eccessiva certezza, una personale interpretazione, più o meno razionale. Dal mio punto di vista trovo che ci sia spesso la predilezione di chi tifa biancorosso a volere emulare Cassandra, la nota profetessa di sventure della mitologia greca. 

Può essere che la scadente prestazione sia imputabile al campo sintetico, così come sia possibile che sette giorni di riposo dopo il successo di Modena abbiano distratto i biancorossi. 

Tutto può essere. Io penso che l’approccio mentale alla gara sia stato totalmente sbagliato. Con un altro atteggiamento il Monza avrebbe vinto a mani basse contro una squadra tecnicamente non eccelsa e che lotterà fino all’ultimo per strappare la salvezza.  Ma che, contrariamente al Monza, ha approcciato bene la partita ed ha colmato il gap tecnico proprio con il giusto atteggiamento mentale.

Non ci sono molte note positive da individuare in quest’ultima gara del girone d’andata. Se non quella di aver visto già all’opera con positività  un Hernani che non può far altro che elevare il livello tecnico-tattico di una linea mediana che, a mio giudizio, diventa la migliore del campionato. E poi, può sembrare paradossale, ma accetto con minori rimpianti le sconfitte con squadre che non lottano per il medesimo traguardo del Monza. 

Ben peggio per la classifica sarebbe stato vincere con Avellino, Padova ed Entella e uscire sconfitti dalle gare con Frosinone, Palermo e Modena. Pur se, giustamente, fa rabbia aver fatto punti con le squadre più forti ed aver perso con chi è nettamente inferiore.

La gara di sabato prossimo col Frosinone sarà il banco di prova per testare se il Monza può ambire al traguardo di giocarsi la promozione diretta fino all’ultimo. Se è vero che è più facile trovare la giusta concentrazione contro gli avversari migliori, il calendario non poteva proporre di meglio.

Paolo Corbetta

Corbetta

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