Daniel Maldini
Daniel Maldini

Le prestazioni dell'attaccante, arrivato a gennaio a titolo temporaneo, sono state giudicate decisamente negative dalla dirigenza capitolina. In 14 presenze complessive, Maldini ha messo a referto appena 2 gol e 2 assist. Numeri troppo scarni e prove spesso ben al di sotto delle aspettative, che hanno convinto la Lazio – come riportato da Il Messaggero – a cambiare radicalmente strada.

Niente Europa, salta l'obbligo. E spunta l'ombra di Sarri

A sigillare l'addio è stata anche la pesante sconfitta nella finale di Coppa Italia, che ha condannato la Lazio a rimanere fuori dalle competizioni europee per il secondo anno consecutivo. Un verdetto del campo che ha un impatto diretto sul mercato: nell'accordo stipulato a gennaio con l'Atalanta, infatti, era previsto l'obbligo di riscatto automatico solo in caso di qualificazione in Europa.

Sfumato il pass internazionale, l'unica opzione per trattenerlo sarebbe stata quella di versare i 14 milioni di euro del diritto di riscatto. La Lazio ha però scelto di non spendere un euro per il fantasista, preferendo concentrare le proprie risorse sulle richieste del tecnico Gattuso. Per la gioia (si fa per dire) di un'Atalanta che sperava di aver trovato una sistemazione definitiva per il giocatore, Maldini tornerà a Bergamo, dove a breve ritroverà sulla panchina nerazzurra Maurizio Sarri.

Dalla consacrazione a Monza al buio di Formello

La parabola recente di Daniel Maldini lascia l'amaro in bocca soprattutto se confrontata con l'ottimo impatto avuto in maglia brianzola. L'ex Monza aveva infatti trovato in terra lombarda la sua dimensione ideale. Arrivato al Monza nel gennaio 2024 in prestito dal Milan, si era guadagnato il riscatto a titolo definitivo nell'estate successiva.

Nella prima parte della stagione 2024-2025, nonostante un Monza in piena lotta per non retrocedere, aveva messo a segno 3 gol in soli sei mesi. Prestazioni di livello che avevano convinto l'Atalanta a investire ben 14 milioni di euro (di cui il 50% finito nelle casse del Milan) il 1° febbraio 2025.

Dopo i lampi a Monza e i primi gol a Bergamo, il trasferimento alla Lazio doveva rappresentare il definitivo salto di qualità per il terzo esponente della dinastia Maldini, unico caso nella storia del calcio a vincere uno Scudetto dopo padre (Paolo) e nonno (Cesare). Il campo, invece, ha emesso un verdetto impietoso: l'esperienza romana si chiude dopo soli quattro mesi. Tra qualche settimana il suo futuro sarà di nuovo un rebus, ma non sarà più un problema della Lazio.