Anche San Carlo Acutis giocava ai videogiochi: da Pokémon a Super Mario, ecco quali erano
Da Super Mario a Pokémon, fino ad Halo e Mario Kart: scopri i quattro videogiochi di San Carlo Acutis e perché decise di giocare solo un'ora a settimana.
Super Mario, Pokémon, Halo e Mario Kart. Sono i quattro videogiochi che hanno accompagnato l'infanzia e l'adolescenza di San Carlo Acutis, canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025. Dietro l'immagine del giovane santo appassionato di informatica e conosciuto per la sua opera di evangelizzazione attraverso internet, c'era anche un ragazzo che amava giocare ai videogiochi e condividere il tempo libero con gli amici.
A raccontare alcuni aspetti di questa passione sono state le testimonianze della madre, Antonia Salzano, e di chi lo ha conosciuto personalmente. Tra i titoli ricordati compaiono alcuni dei videogiochi più conosciuti della sua generazione. Carlo, però, aveva stabilito una regola particolare: non dedicare ai videogiochi più di un'ora alla settimana, per evitare che una passione potesse trasformarsi in una dipendenza.
Da Super Mario a Pokémon: i videogiochi amati da Carlo Acutis
Tra i videogiochi preferiti di Carlo Acutis figuravano Super Mario e Pokémon. A ricordarlo è stata proprio la madre, Antonia Salzano, in una testimonianza riportata dalla Catholic News Agency. Due titoli che facevano parte dei suoi interessi durante gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza.
Accanto a questi compare anche Mario Kart, il celebre videogioco di corse con i personaggi dell'universo Nintendo. A citarlo tra le passioni del giovane santo è un approfondimento delle Figlie di San Paolo dedicato al rapporto tra Carlo e i mezzi di comunicazione. Le testimonianze disponibili non permettono tuttavia di stabilire a quali specifiche versioni dei giochi si dedicasse.
Carlo Acutis giocava anche ad Halo con gli amici
Un altro titolo presente nei ricordi di chi ha conosciuto Carlo è Halo, la saga fantascientifica. A raccontare le partite trascorse insieme è stato Mattia Pastorelli, amico d'infanzia del santo, che nel 2020 ha condiviso con la Catholic News Agency alcuni episodi della loro amicizia.

La testimonianza conferma che Carlo giocava anche ad Halo, pur senza consentire di considerarlo con certezza uno dei suoi videogiochi preferiti. È un particolare che aiuta a conoscere meglio la sua quotidianità, fatta non soltanto di preghiera e interessi religiosi, ma anche di attività e passatempi condivisi con i coetanei.
La PlayStation ricevuta a otto anni e la regola di un'ora alla settimana
Il rapporto di Carlo Acutis con i videogiochi era segnato da una scelta precisa. All'età di otto anni ricevette in regalo una PlayStation, ma dopo aver letto un articolo sui rischi legati alla dipendenza dai videogiochi decise spontaneamente di limitare il tempo dedicato al gioco.
La regola era semplice: un'ora alla settimana, non di più. Una decisione ricordata dalla madre, che ha più volte raccontato l'attenzione del figlio a non diventare schiavo della tecnologia. Carlo non aveva dunque rinunciato ai videogiochi, ma aveva scelto di vivere questa passione con moderazione.
L'informatica, del resto, ebbe un ruolo importante nella sua breve vita. Carlo utilizzò le proprie competenze tecnologiche anche per diffondere la fede, dedicandosi in particolare alla documentazione dei miracoli eucaristici. Morì il 12 ottobre 2006, a soli 15 anni.
La passione per Super Mario, Pokémon, Halo e Mario Kart restituisce così un'immagine più quotidiana del giovane santo: quella di un adolescente che condivideva molti interessi dei ragazzi della sua età, ma che aveva imparato a stabilire dei limiti alle proprie passioni. Un aspetto della sua storia che racconta come, per Carlo Acutis, la fede e la vita di tutti i giorni non fossero due mondi separati.



