Paolo Piffer
Paolo Piffer

Dure accuse all'amministrazione comunale, l'obiettivo di raggiungere il ballottaggio alle elezioni del 2027 e un giudizio netto su Dario Allevi. Paolo Piffer non usa mezzi termini nel corso della puntata di Brianza in Campo di lunedì 19 ottobre. Il consigliere comunale di Civicamente affronta diversi temi della politica monzese, passando dalle promesse elettorali alla costruzione di un nuovo polo civico, fino al rapporto personale con un mondo politico nel quale ammette di non riconoscersi.

Piffer contro l'amministrazione: «Hanno preso in giro i cittadini»

L'attacco più duro riguarda il comportamento dell'attuale amministrazione comunale di Monza. Piffer utilizza un paragone scolastico per contestare quella che considera una mancanza di coerenza tra gli impegni assunti in campagna elettorale e le posizioni espresse successivamente. «Può succedere che uno studente arrivi in aula impreparato, ma non che si inventi delle scuse, per esempio: "Il gatto mi ha mangiato i compiti". Questa amministrazione è proprio così». Al centro delle critiche ci sono soprattutto due questioni: l'appalto dei rifiuti e la sicurezza. Secondo il consigliere, l'amministrazione avrebbe ottenuto il consenso degli elettori promettendo di affrontare questi temi, salvo poi sostenere che determinate questioni non rientrassero nelle proprie competenze o negare gli impegni precedentemente assunti. Da qui l'accusa più pesante: «Sono stati quindi disonesti intellettualmente, prendendo in giro i cittadini». Una presa di posizione che mette al centro del confronto politico la credibilità delle promesse elettorali e la responsabilità di chi governa la città.

Elezioni Monza 2027, il sogno di Piffer è il ballottaggio

Lo sguardo si sposta poi sulle prossime elezioni comunali. Piffer non nasconde le difficoltà della sfida, ma individua un obiettivo preciso: portare Civicamente al ballottaggio. «Sperare di vincere al primo turno sarebbe utopia», ammette il consigliere, che punta invece alla costruzione di un polo civico capace di coinvolgere anche persone provenienti da esperienze differenti. L'idea è quella di allargare il progetto politico a cittadini impegnati in diversi ambiti della vita monzese, senza limitarsi al gruppo che già sostiene Civicamente. E se il ballottaggio dovesse diventare realtà, come verrebbero prese le decisioni politiche successive? Piffer richiama il metodo adottato nelle esperienze precedenti: «In tutte e tre le mie esperienze abbiamo deciso democraticamente quello che ci sembrava giusto fare». Anche in occasione di quello che definisce il suo quarto tentativo, assicura, la scelta sarà collettiva. Nessuna indicazione anticipata, dunque, su eventuali accordi: il consigliere rivendica la volontà di decidere insieme al proprio gruppo.

Centrodestra a Monza, Piffer indica Dario Allevi: «Ha più probabilità di vincere»

Tra i passaggi più significativi dell'intervento c'è anche una valutazione sulla scelta del candidato sindaco del centrodestra. Pur sottolineando di non voler interferire nelle dinamiche interne degli altri partiti, Piffer esprime una preferenza personale molto chiara. «Tendo a non entrare nelle questioni degli altri partiti», premette, prima di aggiungere: «Credo che Dario Allevi sia la persona di centrodestra che per distacco ha più probabilità di vincere». Una valutazione che non equivale a un sostegno politico, ma rappresenta un giudizio sulle possibilità elettorali dell'ex sindaco. Piffer precisa infatti di esprimersi esclusivamente a titolo personale, senza voler entrare negli equilibri tra le forze politiche della coalizione.

Il programma di Civicamente: vecchie proposte, mozioni bocciate e idee dei cittadini

Sul fronte dei contenuti, Piffer chiarisce che il nuovo programma elettorale non è ancora materialmente disponibile sul sito, ma che una parte consistente del lavoro è già stata impostata. «Fisicamente non è ancora presente sul sito, ma per chi ha voglia il programma c'è già», spiega. La nuova proposta di Civicamente partirà dagli impegni contenuti nel precedente programma che non hanno trovato attuazione. A questi si aggiungeranno le mozioni presentate in Consiglio comunale e respinte, oltre alle proposte che arriveranno direttamente dai cittadini. Il progetto, quindi, punta a recuperare il lavoro politico degli anni precedenti, lasciando spazio a ulteriori contributi fino al termine previsto per la loro raccolta.

«La politica continua a farmi schifo»: perché Piffer sceglie di ricandidarsi

C'è infine spazio per una riflessione personale. Alla domanda sul perché continui a candidarsi nonostante la distanza che sente dal mondo politico, Piffer risponde facendo un parallelo con le proprie esperienze lavorative. Spiega di essere attratto dagli ambiti difficili, quelli in cui il proprio contributo può sembrare quasi impossibile, ma nei quali avverte una necessità di intervento. La stessa motivazione, sostiene, lo spinge a continuare l'impegno politico. «La politica continua a farmi schifo, ma quei sentimenti sono ciò che mi spinge a ricandidarmi». Una posizione che restituisce il contrasto tra il giudizio fortemente negativo espresso sul sistema politico e la volontà di continuare a parteciparvi. La sfida di Piffer per il 2027 partirà dunque da un obiettivo dichiarato, il ballottaggio, e dalla costruzione di un polo civico più ampio. Resta da vedere quali realtà cittadine aderiranno al progetto e quale forma assumerà il programma definitivo.