Da Triuggio a Briosco, dalla Brughiera Briantea ai sentieri di Montevecchia: ecco dove organizzare una passeggiata tra i boschi il 17 e 18 ottobre. Attenzione, però: non ovunque è consentita la raccolta. Dove andare a funghi in Brianza nel weekend del 17 e 18 ottobre 2026? Per chi vuole trascorrere qualche ora nei boschi senza affrontare un lungo viaggio verso le montagne, le possibilità non mancano. Tra la provincia di Monza e Brianza e la vicina Brianza lecchese ci sono aree verdi che custodiscono una notevole biodiversità, anche dal punto di vista micologico. Da Triuggio a Briosco, passando per la Brughiera Briantea e il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, abbiamo individuato quattro punti di partenza per una passeggiata autunnale alla scoperta dei funghi. Non si tratta di luoghi in cui il ritrovamento è garantito. La presenza dei funghi varia in funzione delle condizioni meteorologiche e ambientali e, soprattutto, non tutti i boschi possono essere utilizzati liberamente per la raccolta. Prima di mettere un fungo nel cestino bisogna conoscere le disposizioni dell'area che si sta visitando.

Dove andare a funghi in Brianza: quattro boschi da esplorare

1. Bosco del Chignolo a Triuggio, tra sentieri e alberi secolari

Una prima possibilità si trova a Triuggio, nel Parco regionale della Valle del Lambro, dove il Bosco del Chignolo rappresenta un punto di riferimento per chi vuole esplorare gli ambienti forestali della Brianza monzese. Il territorio del Parco conserva nuclei boschivi di farnia e rovere, oltre a castagneti e aree più umide. Sono ambienti di interesse naturalistico nei quali osservare la vegetazione e, quando le condizioni lo consentono, la presenza di specie fungine. Per raggiungere il Bosco del Chignolo, il Parco della Valle del Lambro ha indicato via Diaz a Triuggio come riferimento per le proprie attività di esplorazione naturalistica. Chi preferisce una camminata più strutturata può prendere in considerazione anche l'anello Agliate-Chignolo-Triuggio, un percorso ufficiale di 12,8 chilometri, percorribile a piedi o in bicicletta. La zona è quindi interessante sia per gli appassionati di natura sia per chi desidera scoprire i boschi brianzoli, rispettando sentieri, proprietà e divieti di raccolta.

2. Bosco della Gagiada a Briosco, una passeggiata nella Brianza più verde

Spostandosi verso Briosco, un'altra area da conoscere è il Bosco della Gagiada, anch'esso all'interno del Parco della Valle del Lambro. Si tratta di un ambiente boschivo valorizzato dall'ente attraverso iniziative dedicate alla conoscenza della natura. In passato il Parco vi ha organizzato attività di orientamento e passeggiate autunnali, proponendo il bosco come luogo per osservare da vicino il paesaggio e la biodiversità. Per raggiungere la zona, uno dei punti di riferimento indicati dall'ente in occasione delle precedenti attività è il centro sportivo di via Ferdinando Magellano, a Briosco. La Gagiada è una scelta da considerare soprattutto per chi vuole unire una passeggiata alla scoperta del sottobosco. La possibilità di raccogliere eventuali funghi deve essere verificata in base alle norme e alle limitazioni applicabili al tratto visitato.

3. Brughiera Briantea, da Camnago-Lentate verso i boschi delle Groane

Un'altra possibilità è rappresentata dal Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, che comprende estese aree verdi tra la Brianza monzese, il Milanese e il Comasco. Qui la presenza dei funghi è documentata direttamente dall'ente gestore. In un approfondimento pubblicato il 10 settembre 2026, il Parco ha raccontato la biodiversità micologica del territorio, mostrando anche un esemplare del genere Leccinum, fotografato nei pressi del laghetto della Polveriera. Per esplorare la Brughiera dalla Brianza, un riferimento concreto è la stazione di Camnago-Lentate, da cui parte un itinerario segnalato che attraversa i boschi verso Inchigollo. Il percorso completo misura 19,2 chilometri e richiede indicativamente sei ore e mezza di cammino, secondo le informazioni dell'itinerario turistico promosso in collaborazione con il Parco. Per una mattinata si può valutare soltanto la parte iniziale, verificando prima le possibilità di rientro. Lungo il tracciato si incontrano ambienti caratterizzati da castagni, faggi, betulle e altre essenze arboree. Ma proprio nelle Groane occorre prestare attenzione ai divieti: non è consentito raccogliere funghi nelle zone umide, nelle aree di rimboschimento, sulle scarpate e nelle zone ricoperte da vegetazione particolarmente fitta.

4. Montevecchia e Valle del Curone, tra boschi e sentieri collinari

Per chi vuole spingersi nella vicina Brianza lecchese, il Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone offre un'altra opportunità di esplorazione naturalistica. L'interesse micologico di quest'area è documentato dallo stesso ente, che dedica una sezione del proprio sito ai funghi presenti nel territorio e alle attività di studio e divulgazione. Per organizzare una passeggiata, uno dei punti di partenza suggeriti dal Parco è Lomaniga, frazione di Missaglia. Da qui si può seguire il sentiero numero 8, che attraversa il paesaggio collinare tra boschi, vigneti e terrazzamenti, risalendo verso Montevecchia. Il Parco dispone di una rete di 11 sentieri ufficiali, con possibilità di scegliere percorsi differenti in base al tempo disponibile e alla preparazione. Attenzione anche al terreno: l'ente segnala che in autunno, a causa delle piogge, i sentieri possono diventare fangosi. La presenza di aree sottoposte a particolare tutela rende indispensabile controllare i regolamenti prima di qualsiasi raccolta. Visitare il Parco non significa automaticamente avere il permesso di prelevare funghi in ogni zona.

Raccolta funghi in Lombardia: servono permessi e quanti se ne possono raccogliere?

Prima di partire per i boschi della Brianza è importante conoscere alcune regole. Secondo le indicazioni di Regione Lombardia, aggiornate il 16 marzo 2026, la raccolta dei funghi è generalmente gratuita sul territorio regionale. Tuttavia, alcuni enti gestori dei parchi e le Comunità montane possono richiedere contributi o prevedere condizioni particolari. Per questo motivo è necessario verificare le disposizioni locali, specialmente nelle aree protette.

La legge regionale 31/2008 stabilisce alcune regole valide per la raccolta autorizzata:

Massimo 3 chilogrammi di funghi al giorno per persona, con le eccezioni previste per il genere Armillaria.

Raccolta consentita dall'alba al tramonto, esclusivamente a mano, salvo le eccezioni previste dalla legge.

Obbligo di utilizzare contenitori rigidi e aerati, adatti alla dispersione delle spore.

Divieto di smuovere o asportare lo strato di humus e il terriccio.

Divieto di raccogliere funghi decomposti e ovuli chiusi di Amanita caesarea.

A queste prescrizioni si aggiungono le limitazioni stabilite dagli enti gestori delle aree protette. La distinzione è fondamentale: un sentiero aperto ai visitatori può attraversare zone nelle quali la raccolta è vietata.

Funghi raccolti in Brianza: a Monza, Desio e Usmate il controllo è gratuito

Riconoscere un fungo commestibile non è sempre semplice. Alcune specie tossiche possono presentare caratteristiche molto simili a quelle di specie utilizzate comunemente in cucina. Per questo l'ATS Brianza mette a disposizione un servizio gratuito di controllo e certificazione della commestibilità dei funghi spontanei destinati al consumo personale.

L'accesso avviene su appuntamento telefonico. Tra le sedi disponibili sul territorio ci sono:

Monza, via De Amicis 17, secondo piano. Telefono 039 2384640 oppure 039 2384767.

Desio, via Novara 3. Telefono 0362 304885.

Usmate Velate, via Roma 85, presso il Centro Polivalente. Telefono 039 6288028 oppure 039 6288029. 

L'ATS raccomanda di sottoporre all'esame dei micologi l'intero quantitativo raccolto e non soltanto alcuni esemplari. Una semplice fotografia o il confronto con immagini trovate online non possono sostituire il controllo di un esperto.

Andare a funghi nel weekend: cosa controllare prima di entrare nel bosco

Chi ha in programma una passeggiata sabato 17 o domenica 18 ottobre 2026 dovrebbe verificare anzitutto le condizioni dei sentieri e le previsioni meteorologiche aggiornate. Scarponcini adatti a terreni umidi, abbigliamento comodo, acqua e un percorso già individuato sono accorgimenti importanti anche per un'escursione di poche ore. Se l'obiettivo è raccogliere funghi, occorre verificare prima di partire che l'attività sia consentita nell'area scelta. E prima di consumare qualsiasi esemplare, è indispensabile avere una conferma attendibile della sua commestibilità, rivolgendosi all'Ispettorato micologico. I boschi della Brianza offrono diversi itinerari da scoprire anche senza raccogliere nulla: un'occasione per osservare l'ambiente autunnale, conoscere il territorio e rispettarne la biodiversità.

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