Lo scontro Hamilton - Leclerc
Lo scontro Hamilton - Leclerc

Doveva essere la grande festa Ferrari. Si è trasformata in uno dei Gran Premi d'Italia più amari degli ultimi anni.

Monza si era preparata ad accogliere il Cavallino con centinaia di migliaia di tifosi, una livrea speciale dedicata a Michael Schumacher nel trentennale della sua prima vittoria in rosso nel GP d'Italia e due piloti che, alla vigilia, avevano promesso di provare a regalare qualcosa di speciale al pubblico.

Il risultato è stato completamente diverso.

Charles Leclerc fuori dopo appena due giri, Lewis Hamilton solamente sesto e soprattutto un contatto tra le due Ferrari nelle primissime curve della gara che ha fatto infuriare Fred Vasseur.

Una domenica resa ancora più difficile da digerire da ciò che contemporaneamente stava accadendo davanti: Andrea Kimi Antonelli vinceva il GP d'Italia partendo dal fondo, riportando un pilota italiano sul gradino più alto del podio di Monza dopo sessant'anni.

Per Ferrari, difficile immaginare un epilogo peggiore.

Leclerc e Hamilton: il disastro comincia subito

I problemi iniziano praticamente al via.

Ferrari partiva con entrambe le monoposto nelle prime due file: Leclerc terzo e Hamilton quarto dopo la penalizzazione inflitta a Oscar Piastri. Una situazione che permetteva alla squadra di Maranello di giocarsi concretamente il podio e, con una gara perfetta, provare ad attaccare la vittoria.

Alla vigilia Leclerc aveva parlato della possibilità di cercare ancora una volta la sua “magia” di Monza, dopo le vittorie del 2019 e del 2024. Hamilton aveva invece sottolineato la necessità di attaccare ed essere perfetti.

È accaduto l'esatto contrario.

Alla Prima Variante i due ferraristi sono entrati immediatamente in lotta. Hamilton ha provato ad attaccare all'esterno, Leclerc ha allargato la traiettoria e tra le due SF-26 c'è stato un contatto. Il britannico è finito nella ghiaia perdendo diverse posizioni e reagendo via radio contro il compagno di squadra.

Il GP della Ferrari era già in salita dopo poche centinaia di metri.

Leclerc contro il muro alla Parabolica

Per Charles, però, il peggio doveva ancora arrivare.

Dopo il contatto con Hamilton, il monegasco si è trovato a battagliare con Oscar Piastri. Al secondo giro, mentre era sotto pressione della McLaren, Leclerc ha perso il controllo della Ferrari all'ingresso della Parabolica ed è finito violentemente contro le barriere.

Fine della gara.

La Ferrari numero 16 distrutta e il pilota costretto ad abbandonare il GP d'Italia praticamente prima che fosse realmente iniziato.

Un epilogo particolarmente pesante proprio per Leclerc, che a Monza ha costruito alcuni dei momenti più belli della propria storia con il Cavallino.

Questa volta nessuna magia.

Hamilton prova a salvare il salvabile

Con Leclerc fuori, tutta la responsabilità Ferrari è rimasta sulle spalle di Hamilton.

Il sette volte campione del mondo ha provato a ricostruire la gara dopo le posizioni perse nel contatto iniziale e per alcuni momenti è riuscito a risalire nel gruppo.

Ma il risultato finale è stato un sesto posto che non può certamente soddisfare Ferrari nel suo appuntamento più importante dell'anno.

Soprattutto considerando le aspettative create durante il weekend.

La SF-26 aveva infatti mostrato segnali incoraggianti fin dal venerdì, con Leclerc velocissimo nelle prove libere. Ferrari aveva inoltre portato a Monza gli sviluppi della power unit, cercando prestazioni proprio sul circuito nel quale efficienza e velocità di punta diventano determinanti.

Alla fine tutto questo ha prodotto appena il sesto posto di Hamilton.

Vasseur furioso: «Non è ammissibile»

A rendere ancora più pesante il bilancio sono state le parole di Fred Vasseur al termine della corsa.

Il team principal non ha cercato attenuanti per quanto accaduto tra Leclerc e Hamilton.

Il francese ha definito inammissibile il contatto tra i due piloti, annunciando che la questione sarebbe stata affrontata internamente alla squadra.

Il punto è abbastanza semplice.

Ferrari può accettare che i propri piloti combattano tra loro, soprattutto quando entrambi hanno la possibilità di ottenere un risultato importante. Ma una lotta interna che rischia di compromettere la gara di entrambe le monoposto supera il limite.

E a Monza quel rischio si è materializzato dopo poche curve.

Hamilton e Leclerc provano a chiudere il caso

I due piloti hanno cercato invece di abbassare rapidamente la temperatura.

Hamilton ha spiegato che non serviva continuare a discutere dell'episodio, mentre Leclerc ha voluto precisare che tra lui e il compagno non esiste una guerra interna.

Ma le parole di Vasseur dimostrano che all'interno della squadra il tema verrà comunque affrontato.

E non potrebbe essere altrimenti.

La coppia Leclerc-Hamilton rappresenta uno dei punti di forza teoricamente più importanti della Ferrari. Trasformarla in un problema attraverso battaglie interne sarebbe un errore che Maranello non può permettersi.

Una Ferrari che aveva già rischiato il sabato

A posteriori, qualche segnale d'allarme era arrivato già durante le qualifiche.

Il risultato finale era stato positivo, ma sia Leclerc sia Hamilton avevano rischiato una clamorosa eliminazione in Q2.

Lewis si era salvato per appena un millesimo, Charles per otto. Soltanto successivamente erano riusciti a reagire e a conquistare una posizione di partenza che lasciava aperte le speranze per domenica.

Vasseur, sabato sera, aveva sottolineato come Ferrari non fosse lontana dai migliori.

Era vero.

Ma la gara ha dimostrato ancora una volta che essere veloci non basta.

Bisogna riuscire a trasformare il potenziale in risultato.

E a Monza Ferrari non lo ha fatto.

Nel weekend dedicato a Schumacher, il contrasto è ancora più forte

C'è poi un elemento simbolico che rende la domenica ancora più amara.

Ferrari aveva scelto il GP d'Italia 2026 per celebrare Michael Schumacher, a trent'anni dalla prima vittoria del tedesco a Monza con il Cavallino.

Livrea speciale, sette stelle dedicate ai suoi sette titoli mondiali e numerose iniziative avevano accompagnato un weekend costruito anche attorno al ricordo di una delle epoche più vincenti della storia di Maranello.

Il contrasto con il risultato della pista è inevitabile.

Quella Ferrari aveva fatto della solidità della squadra, dell'esecuzione e della capacità di ridurre al minimo gli errori alcuni dei propri punti di forza.

La Ferrari vista questa domenica a Monza ha fatto esattamente l'opposto.

E mentre Ferrari affonda, Monza incorona Kimi

La fotografia più difficile da accettare per Maranello arriva però alla fine della gara.

Leclerc è fuori. Hamilton è sesto.

Davanti a tutti c'è Kimi Antonelli con la Mercedes.

Il giovane italiano completa una rimonta straordinaria dal fondo dello schieramento e riporta l'Italia sul gradino più alto del podio del GP di casa dopo sessant'anni.

E il pubblico di Monza, pur tradizionalmente legato alla Ferrari, lo celebra.

Il rettilineo si riempie di tifosi e sotto il podio risuona l'Inno di Mameli.

È la festa che Ferrari avrebbe voluto vivere.

Solo che il protagonista indossa una tuta Mercedes.

La grande occasione sprecata

È probabilmente questo il punto sul quale Ferrari dovrà riflettere maggiormente.

La SF-26 non sembrava avere il passo per dominare il Gran Premio, ma la squadra partiva da una situazione che permetteva di costruire un risultato importante.

Leclerc terzo. Hamilton quarto.

Due monoposto davanti, il pubblico di casa e una gara che si sarebbe poi rivelata piena di episodi.

Invece il Cavallino ha iniziato a compromettere il proprio GP già alla prima variante.

Non è soltanto una questione di prestazione.

È una questione di esecuzione, gestione dei piloti e capacità di sfruttare le opportunità.

Ed è proprio questo che rende il risultato di Monza più pesante di un semplice weekend poco competitivo.

Da Monza Ferrari esce con molte domande

Il GP d'Italia doveva rappresentare uno dei momenti più importanti della stagione Ferrari.

Charles Leclerc in azione
Charles Leclerc in azione

Si chiude invece con un solo pilota al traguardo, nessuna monoposto sul podio e un team principal costretto a richiamare pubblicamente i propri piloti.

La velocità, almeno a tratti, si è vista.

Il risultato no.

E mentre 404.000 presenze hanno trasformato il GP d'Italia 2026 nell'edizione più partecipata della storia di Monza, Ferrari non è riuscita a regalare a quella straordinaria marea rossa neppure un podio.

Il dato forse più duro è proprio questo.

Nel giorno in cui Monza ha vissuto una delle più grandi feste italiane della sua storia recente, la Ferrari è rimasta a guardare.

Fonte foto: Maurizio Rigato