Monza, un milione per la scuola Dante: ecco cosa cambierà nello storico plesso
Monza investe un milione sulla scuola Dante: antincendio, impianti, umidità e lavori compatibili alle lezioni.
C’è un edificio di Monza che ha attraversato più di un secolo di storia e che adesso dovrà fare i conti con norme, impianti e requisiti che all’epoca della sua costruzione, naturalmente, nessuno poteva immaginare. È la scuola primaria Dante di via Pacinotti, nel quartiere San Carlo, per la quale il Comune ha scelto la strada dell’intervento più ampio tra quelli messi sul tavolo: un’operazione da un milione di euro destinata soprattutto all’adeguamento antincendio e igienico-sanitario.
La decisione è contenuta nella deliberazione di Giunta numero 315 dell’8 settembre: l’amministrazione ha approvato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali e il Documento di indirizzo alla progettazione, indicando espressamente la “Soluzione 3” come quella da sviluppare. Il valore complessivo previsto per l’intervento è di un milione di euro.
Una scuola ultracentenaria che deve adeguarsi alle norme di oggi
La Dante non è precisamente un edificio di primo pelo. Il plesso fu realizzato tra il 1900 e il 1920, poi modificato da un importante ampliamento progettato dall’architetto Ricci negli anni Sessanta; negli anni Settanta arrivò anche la palestra al piano interrato. L’immobile è inoltre sottoposto alla tutela prevista per i beni culturali e, proprio per questo, gli interventi dovranno fare i conti anche con il parere della Soprintendenza.
Nel complesso convivono la primaria Dante, la scuola dell’infanzia Giotto e, negli spazi interrati, la sede del Gruppo Radioamatori di Monza. Il lotto misura circa 4.500 metri quadrati, il volume edificato è di circa 8mila metri cubi e la palestra occupa 315 metri quadrati.
Negli anni la manutenzione ordinaria non è mancata. Ma il punto, ora, è un altro: secondo i documenti comunali servono lavori di carattere straordinario per arrivare all’adeguamento normativo e consentire il percorso necessario all’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.
Porte tagliafuoco, allarmi, idranti e il problema dell’umidità
Il progetto non si riduce alla sostituzione di qualche porta o a una mano di vernice. Il Comune individua una serie di interventi che toccano la struttura e gli impianti: nuove compartimentazioni con caratteristiche REI 60/120, sistemi di aerazione permanente, sostituzione delle porte REI e dei maniglioni antipanico, adeguamento della rete idrica antincendio e degli impianti elettrici di emergenza.
C’è poi una questione meno appariscente, ma non secondaria: infiltrazioni e umidità di risalita. Tra le possibilità indicate figurano una barriera chimica o, dove necessario, la realizzazione di un vespaio aerato negli spazi al piano interrato. Il progetto dovrà inoltre intervenire sull’impianto di rilevazione e allarme incendio e sull’illuminazione di emergenza.
In altre parole, la vecchia Dante dovrà conservare il proprio carattere, ma acquisire quegli strumenti che un edificio scolastico del XXI secolo non può permettersi di non avere.
Tre soluzioni sul tavolo: il Comune sceglie quella da un milione
Prima di arrivare alla scelta definitiva sono state confrontate tre alternative. La prima, stimata in circa 300mila euro e con cinque mesi di attuazione, avrebbe riguardato interventi più limitati e non avrebbe consentito di raggiungere l’obiettivo del CPI. La seconda, da circa 600mila euro e con una durata prevista di 22 mesi, avrebbe comportato lavori più estesi, ma senza fornire secondo il documento una risposta definitiva alle necessità dell’amministrazione.
La terza è quella scelta: circa un milione di euro, intervento complessivo sulle protezioni attive e passive, risanamento delle aree interessate dalle infiltrazioni e obiettivo dell’ottenimento del certificato antincendio. È la soluzione che il DOCFAP individua come quella con il miglior rapporto tra costi e benefici e che la Giunta ha poi formalmente fatto propria.
Quanto dureranno i lavori e cosa succederà alle lezioni
Il quadro di fattibilità stima per la soluzione scelta 22 mesi complessivi, considerando il percorso dalla progettazione fino alla conclusione dell’intervento. Il Documento di indirizzo entra più nel dettaglio: due mesi per il progetto di fattibilità tecnico-economica, tre per il progetto esecutivo, undici mesi per i lavori e altre sei settimane per collaudo e certificato di regolare esecuzione.
Un punto interessa inevitabilmente famiglie e insegnanti. Nei documenti si precisa che, nonostante il carattere invasivo di alcuni lavori, l’intervento viene considerato compatibile con lo svolgimento delle attività didattiche. Fanno eccezione eventuali operazioni di bonifica, che potrebbero essere concentrate durante la chiusura estiva della scuola.

Non significa, però, che domani mattina arriveranno le ruspe. La progettazione deve ancora compiere il proprio percorso e per i lavori, il cui importo a base d’asta sarà inferiore al milione di euro, il DIP prevede una procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, se disponibili, con aggiudicazione secondo il criterio del minor prezzo.
Il milione arriverà da un mutuo
C’è infine la parte che, come spesso accade nelle opere pubbliche, decide quando dalle carte si potrà passare davvero ai cantieri. Il parere contabile è favorevole, ma precisa che la spesa sarà finanziata attraverso un mutuo passivo da contrarre nel 2026 e che l’intervento non potrà avere corso prima della conclusione dell’iter necessario all’assunzione del finanziamento.
La Giunta, dunque, ha scelto il progetto più costoso tra quelli esaminati, ma anche quello concepito per affrontare il problema nel suo complesso anziché rinviarlo. Per una scuola nata quando automobili e telefoni erano ancora curiosità da pochi, il conto dell’adeguamento al presente arriva adesso: un milione di euro per portare la Dante dentro le regole di sicurezza di oggi senza cancellarne più di cent’anni di storia.



