Califfo ora cammina lentamente, ma continua a cambiare la vita del suo Sandro
La storia del bassotto Califfo e di Sandro Nigro, presidente di Cuor di pelo: sedici anni insieme e un appello contro l’abbandono dei cani anziani.
Gli anni trascorsi con un cane sembrano volare. Il cucciolo accolto in casa accompagna traslochi, lavoro, cambiamenti familiari e momenti difficili. Poi arrivano il pelo grigio, gli occhi appannati, l’udito che si indebolisce e una nuova fase della vita.
È ciò che sta vivendo Sandro Nigro con Califfo.
«Sono volati – racconta –. Vederlo invecchiare mi fa paura e tenerezza. Califfo adesso è lento, ancor più di quando era giovane. È sordo, non ci vede bene e alcune volte è buffo e tenero vederlo quasi spaesato in casa. Piange, come quando era cucciolo, sperando che io vada a prenderlo in stanza e lo riporti in salotto con me».
Con l’età, Califfo ha bisogno di essere accompagnato e rassicurato. Il ritmo delle giornate è cambiato, così come l’organizzazione delle vacanze e della casa.
«La mia vita adesso è diversa, ma avere Califfo al mio fianco mi ripaga di ogni sacrificio – prosegue Sandro –. In vacanza si va in montagna, per garantirgli aria più fresca. In casa ci si attrezza con l’aria condizionata per aiutarlo durante questa estate torrida e in un momento così delicato».
«Mi ha salvato nel momento più tragico della mia vita»
Dietro le attenzioni riservate oggi a Califfo c’è un legame costruito in 16 anni e diventato particolarmente importante durante un passaggio doloroso della vita di Sandro.
«Lui mi ha dato tanto, tantissimo. Mi ha salvato da uno dei momenti più tragici della mia vita, quando la mia famiglia mi aveva allontanato, e io cerco di ripagarlo di tutto l’amore ricevuto».
Nigro conosce bene anche il problema dei cani anziani ceduti o abbandonati. Da presidente di Cuor di pelo, associazione che recupera e affida in adozione bassotti anziani, maltrattati, ceduti o abbandonati, incontra frequentemente animali che hanno perso la propria casa proprio nel momento in cui avrebbero maggiore bisogno di protezione.
Per questo, in vista delle vacanze, il suo messaggio è rivolto soprattutto alle famiglie che convivono con un animale ormai avanti con gli anni: le partenze, le destinazioni e le abitudini possono essere adattate, mentre l’abbandono non può mai diventare una soluzione.
Cuor di pelo e l’appello contro l’abbandono dei bassotti
Secondo l’esperienza maturata da Sandro Nigro, anche la popolarità di una razza può trasformarsi in un problema. Il bassotto viene talvolta scelto seguendo una moda o l’esempio di personaggi famosi, senza conoscere davvero il suo carattere e senza valutare l’impegno che accompagnerà tutta la sua vita.
«Quando adotti un bassotto, non adotti un cane. Adotti un pezzo di vita – spiega –. Quando accogli un cucciolo di bassotto nella tua casa, chi vive con questa razza sa perfettamente che la differenza è enorme. Il bassotto è una sorpresa continua. Ogni giorno ti mostra un lato nuovo del suo carattere, della sua intelligenza, della sua ostinazione e della sua ironia. È un piccolo mondo tutto da scoprire. Poi, quasi senza accorgertene, passano gli anni».
Anni nei quali l’entusiasmo iniziale deve trasformarsi in responsabilità, anche quando il cane non riesce più a seguire la famiglia come faceva da giovane e ha bisogno di cure, pazienza e rinunce.
Vivere con un cane anziano: «Califfo mi ha insegnato a rallentare»
Per Sandro, la vecchiaia di Califfo non rappresenta soltanto una fase difficile. È diventata una parte nuova e intensa del loro rapporto.
«Contro ogni aspettativa, scopri che la parte più bella della vostra storia non era all’inizio, ma sta arrivando proprio adesso – racconta –. Devo confessarlo: la terza età del mio Califfo mi sta regalando emozioni che non avrei mai immaginato. Oggi mi emoziona molto più di quando era un cucciolo. Ogni suo sguardo, ogni suo passo lento, ogni sua piccola conquista valgono infinitamente di più».
Convivere con un cane anziano significa anche accettarne i tempi.
«Ti rallenta e ti insegna a rallentare. Improvvisamente non sei più tu a decidere il ritmo della giornata: sono i suoi tempi a guidare i tuoi. Rinunci a qualche viaggio, a qualche uscita e a qualche divertimento, perché in casa hai davvero un nonno da accudire, rispettare e amare con una delicatezza nuova. Io e il mio Califfo siamo diventati una cosa sola».
Il pensiero del distacco esiste, ma non cancella la gioia del tempo che Sandro e Califfo possono ancora trascorrere insieme.
«Oggi non è un peso, ma un privilegio vederlo dormire tante ore, parlargli e accarezzarlo. Con l’età non sente più come una volta e, se lo tocchi all’improvviso, si spaventa. Basta un piccolo gesto per ricordarti quanto sia diventato fragile. Eppure continua a sorprendermi».
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