Vi sono acquisti che si fanno con una certa leggerezza. Una lampada si cambia, una tenda si sostituisce, un soprammobile può finire in soffitta senza provocare drammi familiari.

Con i mobili è diverso.

Un tavolo, un armadio o un letto entrano in casa con una certa solennità e, almeno nelle intenzioni, sono destinati a rimanervi per molti anni. Per questo la scelta del legno non dovrebbe essere affidata soltanto al colore, alla moda del momento o alla fotografia più accattivante vista su internet.

Ogni mobile ha infatti il suo legno ideale. O, per essere più precisi, il materiale che meglio riesce a conciliare resistenza, stabilità, bellezza e prezzo.

Per il tavolo, il buon vecchio rovere resta difficile da battere

Il tavolo da pranzo è probabilmente il mobile più democratico della casa. Vi si mangia, si lavora, si appoggiano borse, piatti, libri e, qualche volta, anche i problemi della giornata.

Occorre dunque un legno che non abbia paura della vita quotidiana.

Il rovere rimane una delle scelte migliori. È duro, resistente e può sopportare bene l'uso prolungato. Possiede inoltre una venatura riconoscibile che gli permette di vivere tanto in una casa classica quanto in un appartamento contemporaneo.

Chi desidera qualcosa di più raffinato può rivolgersi al noce, bellissimo soprattutto quando viene lasciato parlare senza troppe vernici o artifici.

Il faggio, meno nobile nell'immaginario ma tutt'altro che modesto nelle qualità, rappresenta invece una soluzione concreta per chi cerca robustezza senza necessariamente inseguire il mobile di rappresentanza.

Per il letto servono forza e stabilità

Del letto si guarda molto il disegno della testiera e troppo poco ciò che vi sta sotto.

Eppure è proprio la struttura a compiere il lavoro più importante.

Faggio e rovere sono due ottimi candidati. Il primo è duro, resistente e leggermente elastico; il secondo trasmette quella sensazione di solidità che, in un letto destinato a durare, non guasta affatto.

Non occorre necessariamente pretendere che ogni centimetro sia in massello. In molti mobili moderni, infatti, un multistrato di buona qualità può offrire un'eccellente stabilità.

Il principio dovrebbe essere semplice: meglio un materiale tecnico ben costruito che un massello mediocre scelto soltanto perché la parola suona più prestigiosa.

Armadio: attenzione alle grandi superfici

Qui il discorso cambia.

Un grande pannello di legno massello può muoversi nel tempo per effetto delle variazioni di temperatura e umidità. È la natura del legno, non necessariamente un difetto di fabbricazione.

Per un armadio di qualità sono quindi interessanti rovere, frassino e faggio, ma per ante particolarmente grandi può essere molto intelligente utilizzare pannelli stabili, come un buon multistrato, eventualmente rivestiti con vero legno.

È uno di quei casi nei quali la tecnica moderna può essere più sensata della nostalgia.

Un bell'armadio non deve semplicemente sembrare importante il giorno della consegna: deve continuare a chiudersi bene anni dopo.

Scrivania: il rovere per lavorare, il noce per farsi guardare

La scrivania appartiene a quella curiosa categoria di mobili che devono essere contemporaneamente strumenti e arredamento.

Se vi si trascorrono molte ore, il rovere costituisce probabilmente la scelta più equilibrata.

Regge bene l'utilizzo quotidiano e può essere levigato o ripristinato se il tempo lascia qualche segno.

Il noce, invece, possiede un'eleganza naturale difficilmente imitabile. È perfetto per una scrivania importante, uno studio o un ambiente nel quale il mobile abbia anche una funzione estetica.

Il faggio resta la scelta pragmatica: meno scenografico, ma serio.

Per le sedie il faggio ha pochi rivali

Le sedie sembrano semplici finché non si considera ciò che devono sopportare.

Peso, movimenti laterali, continue sollecitazioni sulle giunzioni. Per questo il faggio è da generazioni uno dei legni più indicati per le sedute.

È resistente e si presta bene alle lavorazioni necessarie per gambe, schienali e componenti sagomati.

Anche il rovere può naturalmente essere utilizzato, soprattutto per sedie robuste e dall'aspetto importante.

Qui, più che altrove, però, conta enormemente la costruzione. Una buona essenza con incastri mal realizzati resta una cattiva sedia.

Libreria: i libri pesano più di quanto sembri

Una fila di romanzi fa arredamento. Cinque ripiani pieni fanno invece parecchi chilogrammi.

Per una libreria destinata a essere realmente utilizzata, rovere e multistrato di betulla sono ottime soluzioni.

Bisogna prestare particolare attenzione alla lunghezza e allo spessore dei ripiani: il materiale più economico può lentamente incurvarsi sotto il peso.

E ciò che oggi sembra una piccola flessione, tra qualche anno rischia di diventare una libreria dal sorriso permanente.

Comodini, cassettiere e credenze: qui può vincere la bellezza

Non tutti i mobili devono combattere una guerra quotidiana.

Per comodini, cassettiere, madie e credenze può entrare maggiormente in gioco il gusto.

Noce, rovere e ciliegio sono magnifici per mobili di questo genere.

Il noce è caldo e sofisticato. Il rovere è più deciso e versatile. Il ciliegio può assumere con il tempo una tonalità particolarmente piacevole.

Per le parti interne dei cassetti possono invece essere impiegati legni più sobri ma resistenti, senza alcuna necessità di trasformare anche ciò che non si vede in un esercizio di lusso.

In bagno la parola d'ordine è umidità

Il mobile del bagno vive in condizioni che farebbero protestare molti altri mobili della casa.

Vapore, acqua e sbalzi di umidità impongono una scelta più prudente.

Teak e iroko sono particolarmente apprezzati proprio per la loro capacità di affrontare ambienti difficili. Anche il rovere può essere impiegato, purché correttamente protetto e trattato.

Naturalmente nessun legno dovrebbe essere considerato invulnerabile. Acqua stagnante e cattiva manutenzione sono capaci di guastare anche materiali eccellenti.

Per l'esterno il teak rimane un grande classico

mobile

Terrazzi e giardini richiedono materiali capaci di affrontare sole, pioggia e variazioni climatiche.

Il teak è uno dei grandi nomi dell'arredo esterno. Accanto ad esso possono essere considerati iroko e robinia, sempre valutando provenienza, lavorazione e trattamento.

Oggi è inoltre sensato prestare attenzione alla provenienza del legname e preferire, quando possibile, prodotti accompagnati da certificazioni forestali riconosciute.

Un bel mobile non dovrebbe avere alle proprie spalle una brutta storia.

Massello non significa automaticamente migliore

È forse questo il piccolo pregiudizio da lasciare definitivamente nel guardaroba insieme alle cose che non servono più.

Il legno massello può essere magnifico, longevo e riparabile. Ma non rappresenta automaticamente la scelta migliore per qualsiasi mobile.

Multistrati di qualità e pannelli impiallacciati possono garantire maggiore stabilità in determinate applicazioni, soprattutto sulle grandi superfici.

L'MDF, dal canto suo, ha una sua utilità: permette superfici molto regolari ed è adatto, per esempio, a elementi verniciati e ad alcune ante. È però un materiale diverso dal legno massello e non andrebbe comprato immaginando che siano la stessa cosa.

Se dovessimo scegliere un solo vincitore

Volendo ridurre tutto a poche righe, potremmo dire così.

Rovere per il mobile tuttofare.
Faggio per robustezza e concretezza.
Noce per eleganza.
Teak per acqua ed esterni.
Multistrato di betulla per costruzioni moderne e stabili.

Ma la vera regola rimane un'altra.

Il mobile migliore non è quello con il nome del legno più prestigioso stampato sull'etichetta. È quello costruito bene, con il materiale adatto al compito che dovrà svolgere.

Perché le mode dell'arredamento cambiano in fretta.

Un buon tavolo, per fortuna, molto meno.